Il futuro dell’Unione Europea passa inevitabilmente da quello del Parlamento europeo, anche per questo è importante conoscere i partiti europei. Essi non sono altro che federazioni di partiti nazionali, che si riconoscono negli stessi valori e hanno una visione comune del futuro comunitario. Il principale partito liberale, ALDE, presenta una caratteristica unica: la possibilità di iscriversi come membri individuali. L’intervista a Diana Severati è un’ottima occasione per conoscere meglio questa realtà e l’offerta di partecipazione che offre, un unicum nell’UE.
Qual è il suo ruolo in ALDE?
Sono coordinatrice dei membri individuale per il centro Italia. Eletta ad aprile 2018, il mio mandato è stato prorogato ad interim da aprile 2020 fino alle prossime elezioni interne. È importante distinguere il partito Alde da Renew Europe, il gruppo al Parlamento europeo che include ALDE, PDE e altre componenti indipendenti come Renaissance.
Chi sono i membri individuali?
L’ALDE è l’unico partito europeo a cui ci si può tesserare come membri individuali. Il Partito Popolare Europeo (PPE), il Partito del Socialismo Europeo (PSE) e il Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR), ad esempio, non accettano adesioni individuali dei cittadini, si limitano ad avere dei partiti nazionali. A livello partitico, comunque, ALDE conta ben 70 partiti membri.
È necessario essere cittadini dell’Unione Europea per tesserarsi come membri individuali?
No, esiste una formula particolare. In questo caso i tesserati diventano liberal associates.
Perché, al contrario degli altri partiti, ALDE ha deciso di effettuare una politica di tesseramento individuale?
Graham Watson, esponente dei LibDem inglesi e presidente di ALDE tra il 2011 e il 2015, ha introdotto tale progetto all’inizio del proprio mandato. L’obiettivo era quello di favorire la partecipazione dei cittadini alla politica comunitaria e costruire un fronte transnazionale di attivisti. Infatti, non ci sono delle sezioni per ogni paese membro, il coordinamento geografico ha solo dei fini pratici ed organizzativi.
Come si dipana l’organizzazione territoriale?
Al momento c’è un’organizzazione puramente formale per paesi o macroregioni interne ai singoli paesi. Con le nuove regole interne si prevede di utilizzare delle zone che non coincideranno coi confini nazionali, ma dipenderanno unicamente dal numero di membri. Ad esempio, è plausibile che il nord Italia venga aggregato a una parte della Francia. Questa scelta è coerente con l’idea di ALDE di superamento delle logiche nazionali.
Quanti sono i membri individuali di ALDE?
Oltre 1.300 in tutta Europa. L’Italia, contandone circa 180, è uno dei paesi con il numero di iscritti maggiore.
Che ruolo hanno i coordinatori?
I coordinatori non svolgono rappresentanza politica, ma hanno un ruolo prettamente organizzativo. Per intenderci: se un coordinatore dei membri individuali viene invitato a un evento, parla a titolo personale.
Quali attività svolgono i membri individuali?
Innanzitutto, gli iscritti dichiarano di sposare i valori liberali dell’ALDE, sintetizzati dalla Dichiarazione di Stoccarda, e si impegnano a diffonderli. Hanno il compito di aiutare i partiti membri del proprio paese. Inoltre, sono considerati dei facilitatori delle realtà e associazioni liberali sul territorio. Purtroppo, pochi hanno valorizzato questo aspetto. Recentemente per i membri individuali sono nati dei working group che ricalcano le commissioni del Parlamento europeo e hanno il compito di elaborare documenti e proposte da presentare al partito.
In questi giorni si sta svolgendo a Roma il Council Meeting di ALDE, di cosa si tratta?
È il secondo organo per importanza, dopo il Boureau e prima del Congresso. Esso delibera sulle adesioni e le espulsioni dei partiti, cambio di stato della membership, sulle questioni legislative e su quelle finanziarie.
I membri individuali sono rappresentati al Council Meeting?
Sì, certamente. Quest’anno mi hanno eletta delegata per tutti i membri individuali, così come è accaduto due anni fa al Congresso di Atene. Di fatto è lo stesso ruolo che hanno i rappresentanti dei singoli partiti affiliati ad ALDE.
Il rapporto tra partiti di ALDE e membri individuali è stato formalizzato?
Nel 2017 il Congresso di Amsterdam ha approvato una risoluzione, proposta tra l’altro dai membri individuali, che prevedeva una più stretta collaborazione tra membri individuali o partiti membri. L’accordo era che i membri individuali si prodigassero nel favorire adesioni ai partiti membri di ALDE, che a loro si sono impegnati a far tesserare i cittadini anche al partito europeo.
Questa risoluzione è stata efficace?
Purtroppo no, sulla carta era un’ottima iniziativa ma nessuno l’ha portata avanti organicamente. Alcuni vedono ALDE come un concorrente, limitatamente all’ambito dei tesseramenti. Ma non è così, l’idea di fondo è di creare una sinergia tra partiti e membri individuali.



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