COSA FARE SE SI È VITTIME DI VIOLENZA

È violenza contro le donne «ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà». Così recita l’art 1 della dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne adottata senza voto da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 48/104 del 20 dicembre 1993.

La normativa italiana, aggiornata con la legge n.69/2019 in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante “sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”, adottata dal Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011, ed entrata in vigore il 1° agosto 2014, a seguito del raggiungimento del prescritto numero di dieci ratifiche, che riconosce la violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione.

La violenza domestica è la forma di violenza più diffusa. Comprende ogni tipo di violenza fisica, psichica, economica e sessuale all’interno di una relazione affettiva o di una relazione di tale tipo passata. Nella definizione di violenza domestica sono comprese molteplici e variegate azioni e comportamenti che mirano tutti all’ affermazione del potere e del controllo sull’altra persona, sul suo agire e pensare. Include una serie di comportamenti: la violenza psicologica ed emotiva; la violenza fisica e sessuale; l’uso della coercizione, di minacce e di intimidazioni; l’isolamento; la minimizzazione e la negazione di colpe; l’utilizzo strumentale dei bambini; l’uso dei privilegi maschili; la violenza economica. Queste forme di violenza non sono isolate le une dalle altre ma spesso si verificano contemporaneamente.

Il primo passo per uscire da una situazione in cui si è vittima di violenza è quello di entrare in contatto con un Centro Antiviolenza: le operatrici e le volontarie del Centro Antiviolenza saranno in grado di dare tutte le informazioni ed il supporto di tipo psicologico e legale di cui si avrà bisogno. La decisione di denunciare chi abusa dev’essere presa in modo autonomo e consapevole.

Prima di denunciare, è utile preparare una memoria cronologica degli abusi, raccogliendo il più possibile materiali a sostegno della denuncia (es. foto di ferite o ematomi, e-mail minacciose, messaggi scritti o vocali, lettere, registrazioni). Se si possiedono dei referti di pronto soccorso, questi costituiranno un dato di prova fondamentale a supporto del caso. La denuncia può essere sporta anche senza referto o ricostruzione immediata dei fatti, ma quest’ultima verrà probabilmente richiesta successivamente.

Il 1522 è il numero antiviolenza e stalking attivo 24 ore su 24, che metterà in contatto la vittima con i centri antiviolenza per trovare alloggio in una casa rifugio segreta. Questa seconda opzione non è immediata perché, prima di poter andare in una casa rifugio, è necessario passare per il centro antiviolenza (soprattutto per questioni di sicurezza).

L’Istat ha condotto un’analisi dei dati contenuti nel dataset del numero verde 1522 nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020. In assenza di uno studio statistico aggiornato e svolto in tempo reale, infatti, l’analisi dei dati provenienti dalle chiamate al 1522, soprattutto se messa a confronto con lo stesso periodo degli anni precedenti, può fornire indicazioni utili all’evoluzione del fenomeno nel corso del lockdown, ma soprattutto del trend delle richieste di aiuto. Le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri sui canali televisivi e rilanciate sui social tra la fine di marzo ed aprile hanno rinforzato il messaggio dell’importanza della richiesta di aiuto per uscire dalla violenza.

Il numero delle chiamate sia telefoniche sia via chat nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020 è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%), passando da 6.956 a 15.280. La crescita delle richieste di aiuto tramite chat è quintuplicata passando da 417 a 2.666 messaggi. Accanto alla richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza (4.899 chiamate pari al 32,1% del totale delle chiamate valide) crescono anche le chiamate per avere informazioni sulla tipologia di servizi offerti dal 1522 (3.655 pari al 23,9%).

Link alle App:

1522 su App Store e su Google Play

Bright Sky su App Store e Google Play

Altri link utili:
  1. Rete Nazionale Antiviolenza a sostegno delle donne vittime di violenza nel canale ufficiale del Ministero dell’Interno
  2. Prima associazione nazionale di centri antiviolenza non istituzionali, possiedono anche un canale YouTube
  3. Una serie di centri antiviolenza resi disponibili dalla Cooperativa Sociale Eva
  4. Vademecum per aiutare una donna che subisce violenza
  5. Ulteriori strumenti informativi e operativi

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