Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di giuramento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e dei membri del nuovo Governo (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
/

GOVERNI CONTE I E II: LA MORAL SUASION DI MATTARELLA

La figura del Presidente della Repubblica purtroppo nell’immaginario collettivo è avvolta da un’aura di mistero e da una carenza di cultura costituzionale. Infatti di fronte alle vicende politiche sono molti coloro che hanno attaccato il Presidente Mattarella accusandolo di inerzia e inadempienza dei propri doveri, Ma in sostanza quali sono i veri poteri di Mattarella, quando li può esercitare? Il più interessante è la moral suasion…

Nell’immaginario collettivo è diffusa l’erronea convinzione che il Presidente della Repubblica, in quanto non titolare di nessuno dei tre poteri dello stato, eserciti una funzione marginale o, addirittura, cerimoniale nelle vicende politico istituzionali del paese. La presidenza Napolitano, caratterizzata da un forte interventismo nella vita politico-istituzionale del paese, ha in parte sfatato questo falso mito. D’altra parte il carattere meno invasivo ed elegante della presidenza Mattarella ha permesso il riaffiorare del detto luogo comune. Questo è dovuto al fatto che l’occhio dell’osservatore comune si soffermi sopratutto su quelli che, astrattamente, si configurano come poteri formali del Presidente ma che, nel concreto, si traducono in atti dovuti lasciando in secondo piano altri “poteri costituzionali” particolarmente rilevanti come la moral suasion. Per essa in relazione al Presidente della Repubblica si intende:

L’opera di persuasione morale del Presidente della Repubblica consiste in una, variegata e diversificata, attività di controllo, impulso, freno, ammonimento, esortazione e consiglio sulle scelte degli organi costituzionali, al fine di correggerle in difesa dei valori e dei principi costituzionali e di indirizzarle all’attuazione degli stessi…..svolta principalmente, nei confronti degli organi titolari di poteri di indirizzo politico.

A. Pirozzoli, Il potere di influenza degli organi di garanzia costituzionale, cit., p.16

È proprio attraverso la propria opera di moral suasion che il Presidente Mattarella è riuscito a gestire le vicende spinose che hanno visto come protagonista i Governi Conte I e Conte II fin dalla loro formazione

La nascita del Governo Conte I avviene in un clima di incertezza e instabilità del sistema politico dovuto ai delicati equilibri sui quali si basava maggioranza parlamentare composta da Lega e Movimento 5 stelle. Infatti dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018 fino al giuramento del governo giallo verde avvenuto 1° giugno 2018 sono trascorsi tre mesi. Questo lasso di tempo è stato impiegato dal Presidente Mattarella per appianare i conflitti tra le diverse forze politiche al fine di creare una maggioranza parlamentare che consentisse una stabile attività di governo. La moral suasion esercitata assume un’importanza cruciale in questa fase sotto due profili.

Innanzitutto sotto il profilo delle consultazioni avviate dal Presidente, rivelatesi infruttuose sia al primo che ai cicli successivi, appare evidente lo sforzo operato tramite la stessa concessione di più cicli di consultazioni, indirette pressioni sulle forze politiche ed esternazioni mediatiche mediante comunicati dirette a scongiurare l’opzione del ritorno alle urne. L’indetta di nuove elezioni infatti si sarebbe rivelata infausta per il paese poiché lo avrebbe esposto ad ulteriori speculazioni finanziarie, ritardando numerosi provvedimenti in materia economica ed infine non avrebbe permesso il cambio della legge elettorale che con molta probabilità avrebbe portato al medesimo risultato. 

In secondo luogo la moral suasion del Presidente ha inciso sotto il profilo della scelta dell’esecutivo. Infatti ha sorpreso molti la scelta del presidente della Repubblica di rifiutare di nominare un ministro proposto dal Presidente incaricato esercitando un suo potere costituzionale mai esercitato dai propri predecessori, interrompendo una prassi che nell’immaginario comune era percepita come una regola giuridica. Senza soffermarsi sulle questioni costituzionali in merito è interessante osservare come anche in questo caso, sia prima che dopo le consultazioni e il rifiuto della nomina, il presidente della Repubblica abbia cercato di ammonire le diverse forze politiche. Infatti tramite i propri discorsi e comunicati stampa Mattarella ha inviato più messaggi impliciti diretti a comunicare il fatto che “sia inaccettabile che le forze politiche si muovano senza consapevolezza e rispetto dell’assetto costituzionale, che è retto da relazioni ed equilibri fragili….in palese spregio di tutti i principi e le regole, le consuetudini e le prassi che ci dicono che i rapporti tra le istituzioni costituzionali devono essere ispirate da leale cooperazione, rispetto reciproco, correttezza e fair play”, secondo il costituzionalista Roberto Bin, e a rendere consce le forze politiche che sia una sua prerogativa costituzionale operare scelte volte a salvaguardare l’unità nazionale. In questo caso rifiutando la nomina ad un noto anti europeista ha protetto la Repubblica dal pericolo di un’uscita dall’unione europea, la cui partecipazione è costituzionalmente sancita e di vitale importanza per il Paese, specie in quel determinato momento storico.

Come è evidente l’opera di persuasione morale del Presidente della repubblica ha influenzato positivamente la fase iniziale del Governo Conte ma anche, in misura più sottile, anche il suo corso, il suo epilogo e il suo nuovo inizio.

Detta influenza si è manifestata quando “il capo dello stato ha richiamato all’ordine il governo gialloverde sia quando i professionisti del cambiamento hanno scelto di non schierarsi contro Maduro, allontanandosi dall’alleanza atlantica e avvicinandosi all’internazionale russa, sia quando hanno scelto di dichiarare metaforicamente guerra alla Francia di Macron, sostenendo, grazie alla millenaria lucidità di Luigi Di Maio, il fronte dei gilet gialli che sogna di tirare giù Macron dall’Eliseo a colpi di ruspe”.

In ultima istanza il Presidente nella fase di crisi del Governo Conte I e nella conseguente formazione del Governo Conte II tramite la propria moral suasion ha sollecitato le forze politiche a trovare una maggioranza in parlamento o ad esprimere le proprie definitive intenzione di ritornare alle elezioni concedendo un tempo ristretto e solo due cicli di consultazioni. Scelte che lo hanno portato anche il questo caso tramite comunicati e discorsi a “responsabilizzare gli artefici della crisi”  circa le ripercussioni che avrebbero le loro scelte sia direttamente sui cittadini, che si ritroverebbero ancora una volta in balia di un governo instabile, che sul paese in sede diplomatica internazionale ed europea.

In conclusione non si può fare altro che constatare come il ruolo del Presidente Mattarella abbia inciso sulla vita del paese in questi ultimi tempi avvalendosi non solo dei propri poteri costituzionali ma anche della propria autorità morale operando da garante e rappresentante dell’unità nazionale. Il Presidente, muovendosi con maestria e decisione all’interno dei delicati equilibri politici, ha sortito un richiamo costante verso i rappresentanti politici, i cittadini e le nazioni. Richiamo, che ha rilanciato recentemente in  questo periodo di difficoltà e smarrimento dovuto all’epidemia, ad “essere più inclusivi ed ascoltare”

LASCIA UN COMMENTO

Your email address will not be published.

UN POVERO CRISTO

BODY-SHAMING SÌ, IN AMICIZIA