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IL MONDO DEI BITCOIN: INTERVISTA A MASSIMO FAMULARO

I Bitcoin sono oggi sotto i riflettori dei mercati dopo la crescita repentina che li ha visti protagonisti da inizio 2021. Per chi non è esperto di cripto valute risulta spesso incomprensibile la struttura ed il funzionamento di questi strumenti. Questo attribuisce loro un’aurea di mistero che alimenta ulteriormente l’interesse intorno alla moneta. Per cercare di fare chiarezza sui Bitcoin e capire perché se ne parlerà molto anche in futuro abbiamo intervistato l’economista Massimo Famularo.

Da inizio 2021 abbiamo assistito ad una nuova ascesa di BTC che hanno superato i 55.000$ tornando nuovamente sulla bocca di tutti dopo il primo successo del 2017 nel quale si erano presentati al grande pubblico. Rispetto a qualche anno fa questo strumento è evoluto in un nuovo bene rifugio, come afferma chi attribuisce la repentina crescita iniziata lo scorso dicembre alle paure dei mercati per la crisi all’orizzonte, oppure restano comunque una moneta molto volatile e quindi soggetta prevalentemente a speculazioni?

A mio avviso i livelli di volatilità, che ancora caratterizzano BTC, lo rendono inadeguato sia come riserva di valore, che come intermediario per gli scambi. Caratteristica essenziale perché un oggetto possa essere utilizzato come moneta è l’esistenza di un ragionevole numero di soggetti disponibili ad accettarlo come mezzo di pagamento. Per quanto concerne i beni rifugio è invece importante la stabilità del valore nel tempo. Al momento BTC non possiede nessuno di questi due requisiti e dunque va considerato come uno strumento detenuto prevalentemente per finalità speculative.

Sappiamo che la particolarità di questa moneta è di non essere controllata da banche centrali o altri organi che ne regolamentano il tasso di cambio, e che quindi il suo prezzo è determinato soltanto da domanda e offerta. Nella realtà chi sono i soggetti che acquistano Bitcoin? È una cripto valuta usata anche da grandi investitori, banche e investitori istituzionali, o che comunque potrebbe attirarli nel prossimo futuro?

Nonostante una serie di recenti aperture da parte di intermediari dei pagamenti globali come Paypal e VISA e le dichiarazioni ad effetto di Elon Musk che hanno contribuito alla crescita del valore, la circolazione dei BTC risulta al momento ancora molto limitata. Nei primi anni della sua storia questo strumento veniva utilizzato nelle transazioni illegali da parte di organizzazioni criminali, che attribuivano alla difficoltà di tracciare lo strumento e le controparti delle transazioni valore superiore alle oscillazioni nel valore del mezzo di pagamento. Oggi viene in larga misura scambiato per finalità speculative e sostenuto ideologicamente dagli operatori affascinati dalla prospettiva che in futuro possa diventare una riserva di valore. Quest’ultimo punto appare al momento improbabile e non si concretizzerà finché non si riuscirà a rendere più stabile il valore.

I punti sui quali riecheggiano più interrogativi quando si parla di Bitcoin sono principalmente due: il sistema di emissione di nuova valuta e quindi il ruolo dei minatori e la modalità con cui avvengono le transazioni mediante la Blockchain. Come funzionano questi due meccanismi e come potrebbero essere usati anche al di fuori del circuito di Bitcoin?

Nel tentativo di dare vita a una moneta globale, indipendente da qualunque governo o istituto di emissione, il BTC è stato concepito come una valuta digitale, che può essere trasferita da un individuo all’altro senza bisogno di intermediari. Le transazioni vengono verificate attraverso un sofisticato procedimento crittografico e archiviate in un registro pubblico basato sulla tecnologia blockchain. I BTC vengono creati come compenso per l’attività di mining, che consiste nell’aggiungere nuovi nodi alla rete allungando la catena, mediante una procedura informatica che richiede una significativa potenza di calcolo e un elevato consumo di energia elettrica.

La tecnologia blockchain trova applicazioni anche all’esterno del mondo delle criptovalute, in particolare in tutti gli ambiti nei quali delle controparti che sottoscrivono degli accordi necessitano di una certificazione indipendente dell’avvenuta conclusione dell’operazione e dei suoi termini principali e l’archiviazione di questi termini in registri pubblici che non siano modificabili dalle parti.

Esempi pratici potrebbero essere il catasto per la registrazione delle compravendite immobiliari o i mercati regolamentati come le borse valori.

Quali procedure deve compiere un comune risparmiatore privato che decida di convertire un piccolo tesoretto in Bitcoin? Quali sono i passaggi e gli intermediari più sicuri anche per chi non ha una grande dimestichezza informatica?

Il consiglio migliore per un comune risparmiatore è di tenersi alla larga dagli asset speculativi: presentano in genere complessità troppo elevate perché si possa avere una corretta comprensione dei rischi ai quali si va incontro. Il BTC presenta criticità aggiuntive poiché, ai rischi già eccessivi legati ad un andamento determinato da finalità puramente speculative, aggiunge complicazioni tecnologiche legate alla concorrenza di altre valute digitali e criticità, potenzialmente significative, in sede di riconversione in una valuta corrente al momento dell’uscita dall’investimento.

Sembra che nell’ultimo periodo molte nazioni siano concentrate su progetti volti a creare delle cripto valute di stato: la Cina soprattutto pare essere la più avanti ma anche l’UE e gli USA ragionano in questo verso. A cosa è dovuto tutto questo interesse sulle cripto valute e che ruolo avranno in futuro nel mondo dei pagamenti e nella nostra vita quotidiana?

Le valute digitali emesse dalle banche centrali (Central Banks Digital Currency, CBDC) hanno in comune con le cripto valute solo il carattere immateriale. Per il resto in quanto moneta emessa da un’autorità centrale sono idealmente l’opposto del meccanismo alla base del Bitcoin. Con il crescere e l’affermarsi delle transazioni digitali tra il pubblico, è naturale che le autorità monetarie cerchino di stare al passo con i tempi, con particolare riferimento ai meccanismi di trasmissione della politica monetaria e al ruolo svolto dagli intermediari finanziari. Le CBDC consentono un monitoraggio e una modulazione più accurata della quantità di moneta in circolazione e, in linea teorica, consentono la creazione di wallet (portafogli virtuali) nei quali i risparmiatori possono detenere valuta emessa direttamente dalle banche centrali, saltando l’intermediazione degli istituti di credito.

Per chiudere una domanda da un milione di euro (o in questo caso da un milione di Bitcoin): il loro valore nel lungo periodo potrebbe davvero schizzare alle stelle come affermano anche società importanti quali Bloomberg e JP Morgan, oppure una volta che sarà calata l’attenzione il valore è destinato a scendere?

Naturalmente non è possibile formulare previsioni precise. La storia insegna che ogni bolla speculativa, dopo essersi gonfiata finisce per esplodere. Paradossalmente, la crescita troppo rapida ed eccessiva nel valore dello strumento, costituisce un ostacolo per il raggiungimento dello status di riserva di valore, poiché qualifica il BTC come attività esclusivamente speculativa. Pertanto, se la crescita “si stabilizza” è possibile che questa attività venga presa in considerazione come bene rifugio. Per raggiungere questo risultato, è però necessario che vengano in qualche modo rimosse alcune limitazioni strutturali alla crescita della quantità.

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