Premessa
Sono terminati i gironi delle tre competizioni europee della UEFA: Champions League, Europa League e Conference League. Nella competizione regina l’Italia era rappresentata da Inter, Milan, Atalanta e Juventus, in quella cadetta, invece, da Napoli e Lazio. La novità di quest’anno era rappresentata dalla Conference League, a cui sta partecipando la Roma, un circuito per squadre di medio livello che, almeno sulla carta, dovrebbe valorizzare i club minori.
La formula della Champions è rimasta la stessa: otto gironi da quattro squadre, sei partite da giocare tra andata e ritorno. Le terze classificate entrano di diritto agli spareggi di Europa League, in cui giocheranno contro le seconde classificate degli otto gironi anch’essi da quattro squadre. Fino alla scorsa stagione i gironi erano dodici e il primo posto nei gironi era meno valorizzato, perché non era garanzia di evitare le squadre forti eliminate dalla Champions. Il funzionamento della Conference League è analogo a quello dell’Europa League. Il grande cambiamento ha tuttavia riguardato tutte e tre le competizioni: i gol in trasferta valgono tanto quanto quelli in casa.
Champions League
Delle quattro squadre della Serie A sono passate solo Juventus e Inter. I possibili avversari dei bianconeri sono Paris Saint-Germain, Atletico Madrid, Sporting Lisbona, Villareal, RB Salisburgo e Benfica. Per i nerazzurri il coefficiente di difficoltà sarà ancora più alto, visto che agli ottavi di finale dovranno affrontare una squadra tra Manchester City, Liverpool, Ajax, Bayern Monaco, Manchester United e Lille. Per entrambe le squadre sarà durissima.
Juventus, voto: 7-
Il gruppo della Juventus sulla carta era decisamente abbordabile: oltre ai campioni in carica del Chelsea, c’erano lo Zenit San Pietroburgo e il Malmoe. L’obiettivo dichiarato era passare il turno e, considerate le vicissitudini non solo calcistiche che sta vivendo il club, il secondo posto non sarebbe stato un dramma. Tuttavia, la vittoria in casa contro i Blues e il pareggio in extremis di Odzoev all’ultimo secondo di Zenit – Chelsea hanno permesso alla squadra di Allegri di conquistare il primato del girone.
La trasferta contro il Malmoe e la partita in casa contro i russi rimangono due delle vittorie più solide della stagione e la vittoria contro il Chelsea è la più sorprendente. Detto questo non vanno dimenticate la batosta di Londra e la difficoltà generalizzata di produrre un gioco offensivo efficace. Per superare gli ottavi servirà più qualità, ma per adesso, giustamente, Allegri prende e porta a casa. In questo momento di difficoltà il passaggio del turno è ossigeno.
Inter, voto: 6+
Nonostante la presenza del Real Madrid e complice l’appartenenza alla prima fascia ai sorteggi in virtù del campionato vinto un anno fa, anche l’Inter aveva un girone relativamente semplice. La partenza sprint dello Sheriff Tiraspol aveva fatto preoccupare i tifosi nerazzurri, scottati da tre eliminazioni consecutive al primo turno. La solidità dell’Inter nelle due partite ha solamente chiamato il bluff: gli sceriffi della Transnistria avevano battuto Real e Shaktar Donetsk per pura fortuna. Gli ucraini, allenati da De Zerbi, sono in una fase di ricostruzione e hanno deciso di puntare dichiaratamente alla vittoria del campionato.
Le due partite contro il Real Madrid erano il vero banco di prova per la squadra di Inzaghi, il risultato è stato deludente. Le squadre che l’Inter potrebbe affrontare agli ottavi sono tutte temibili e fare il compitino non basterà più. Soprattutto perché Barella, espulso l’ultima giornata per un’ingenuità, sarà indisponibile per entrambi i match e tutti sanno che il centrocampista della nazionale è un pilastro quasi insostituibile di questa squadra.
Atalanta, voto 5
La difficoltà del gruppo F era sicuramente superiore, nelle prime due fasce infatti giacché ne facevano parte le finaliste dalla scorsa Europa League: Villareal e Manchester United. Sulla carta gli orobici avrebbero potuto giocarsi la qualificazione fino alla fine, infatti così è stato. Peccato per i tanti punti persi per strada.
Aver pareggiato una volta con tutte e tre le avversarie è imperdonabile, così come non essere riusciti a capitalizzare il fatto di essere andati in vantaggio per primi: è successo ben cinque volte su sei. Nella partita decisiva la débâcle contro gli spagnoli è stata pesante, probabilmente c’erano ancore le scorie per il suicidio sportivo di due settimane prima in Svizzera, a casa dello Young Boys.
Ora l’Atalanta deve focalizzarsi sull’Europa League, in cui può tranquillamente ambire a un ruolo da protagonista assoluta.
Milan, voto: 6+
Dare un voto più che sufficiente a una squadra che arriva quarta può sembrare un controsenso, ma, come sempre, la realtà è spesso più complicata di quanto sembri. Il Milan, tornato in Champions in quarta fascia dopo otto anni di astinenza, si è trovato nel più complesso dei gironi. Oltre al Liverpool, una delle squadre più forti in assoluto, e all’Atletico Madrid, campione di Spagna in carica, c’era anche il Porto.
Una squadra giovane e priva di esperienza a livello europeo, così come mister Pioli, è riuscita a giocare alla pari delle due compagini più attrezzate raccogliendo solo tre punti a Madrid. Va ricordato, tuttavia, che l’arbitro turco Çakır ha letteralmente scippato il Milan della vittoria casalinga contro la squadra del Cholo Simeone.
La vera pecca è stata sbagliare le due gare più abbordabili contro i portoghesi, ma all’inizio di un percorso di crescita, costellato da una quantità enorme di infortuni, può starci. La certezza è una sola, l’anno prossimo andrà fatto il salto di qualità.
Europa League
Sia il Napoli che la Lazio sono arrivati secondi nel proprio girone, quindi dovranno affrontare due squadre tra Siviglia, Borussia Dortmund, Barcellona, RB Lispia, Porto, Zenit San Pietroburgo e Sheriff Tiraspol. Il rischio di giocare dei sedicesimi di finale molto duri non è basso.
Napoli, voto: 6,5
Passare in uno dei gironi più complicati dell’Europa League era dovuto per il Napoli, ma non banale. Le due vittorie agevoli contro i polacchi del Legia Varsavia hanno bilanciato le nette sconfitte contro lo Spartak Mosca. La classifica è risultata molto corta, ma il Napoli l’ha spuntata battendo il Leicester con una squadra a dir poco rimaneggiata a causa dei tanti infortuni.

Rispetto alle prestazioni fornite in campionato il Napoli di coppa è sembrato decisamente opaco. Non va sottovalutata l’importanza che può avere l’Europa League per la squadra di Spalletti: ha tutte le carte in regola per vincere.
Lazio, voto: 6,5
Qualificarsi con una giornata d’anticipo per questa Lazio è un risultato da non sottovalutare. Sarri sta faticando a integrare il suo calcio con una rosa forse non particolarmente a tale scopo. Nonostante il gioco poco brillante, ad ogni modo, nel girone è arrivata solo una sconfitta alla prima giornata contro il Galatasaray, dovuta a una papera orrenda di Strakosha.
I due pareggi contro il Marsiglia e i netti successi contro la Lokomotiv Mosca hanno permesso ai biancocelesti di arrivare all’ultima giornata giocandosi il primato del girone. Nel match di ritorno contro il Galatasaray, tuttavia, la squadra è sembrata moscia, priva di guizzi. Per superare gli spareggi servirà fare molto di più.
Conference League
Roma, voto 6-
La Roma è arrivata prima nel girone di Conference League, evitando così i sedicesimi di finale e passando direttamente agli ottavi in cui incontrerà una vincente dei playoff tra le terze classificate in Europa League e le seconde in Conference. Arrivare più in fondo possibile a questa competizione è un obiettivo dichiarato, considerando il livello delle avversarie sarebbe un delitto non provare a vincere.
La squadra di Mourinho era l’unica italiana a giocare i gironi di Conference League e, nonostante la classifica, non si può certo dire che abbia fatto bene. Nel girone c’erano anche i norvegesi del Bodø/Glimt, gli ucraini dello Zorya e i bulgari del CSKA-Sofia: non proprio delle corazzate. Il primo posto è stato conquistato all’ultima giornata, quando i giallorossi hanno sventato la rimonta in extremis del CSKA e lo Zorya ha inchiodato la squadra di Knutsen sull’1-1.
Il turnover è stato spesso massiccio, ma partite come quelle contro il Bodø/Glimt sono assolutamente inaccettabili. La sconfitta per 6-1 in Norvegia rimarrà nella storia come una delle figuracce peggiori della storia della Roma, ma anche della carriera di Mourinho. L’impalpabilità delle altre due avversarie rende difficile dare una valutazione. Passare il turno era veramente il minimo indispensabile, farlo in questo modo non aggiunge nulla alla sufficienza. Anzi.
Conclusione
La sensazione è che, Juventus a parte, nessuna delle squadre italiane abbia espresso appieno le proprie potenzialità in questa prima fase. D’altro canto, sembra anche alquanto difficile che qualcuna delle squadre rimaste impegnate nella fase a qualificazione diretta possa realisticamente ambire a vincere un trofeo.
Se è vero che la Serie A è il campionato più equilibrato d’Europa, lo è anche che le nostre squadre non sembrano attrezzate per competere a lungo su due fronti. Può darsi che qualcuno, giunto a febbraio in ritardo sul gruppetto di testa, decida di concentrarsi sulle manifestazioni europee e quindi arrivi fino in fondo. Ma attenzione, il rischio di finire come l’ultima Roma di Fonseca è dietro l’angolo.



