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OLTRE IL CORONAVIRUS: I GIOVANI E LA CITTÀ

Il coronavirus può essere uno spunto importante per ripensare il mondo fuori e dentro di noi. Che dire, dunque, dei giovani, dei loro sogni e progetti? Quali saranno i luoghi in cui tornare a vivere i nostri incontri? Il 23 dicembre 2020 abbiamo avuto modo di intervistare Anna Spadafora, psicanalista, cifrante e direttore editoriale della rivista “La città del secondo rinascimento”, e di parlare della salute intellettuale, nelle sue tante sfaccettature,

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CORONAVIRUS E SALUTE INTELLETTUALE

Ormai da quasi un anno il Covid-19 è il protagonista indiscusso dei media, ma quanto effettivamente si discute degli effetti sulla salute mentale, o per meglio dire, sulla salute intellettuale? Covid-19, pandemia, lockdown, quarantena, isolamento, distanziamento, focolaio, ondata, positivo, negativo, sintomatico, asintomatico, mascherina, immunità, tampone, vaccino, economia, ristori, zona verde, gialla, arancione, rossa, blu, (“nuntereggae più”). Queste, tra le altre, sono le parole che ormai da quasi un anno sentiamo

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NE USCIREMO MIGLIORI, O FORSE NO

Uno dei leitmotiv del primo lockdown era: “Ne usciremo migliori”. Guardando, però, ad alcuni comportamenti e ad alcune tendenze in atto, sembra che la pandemia abbia reso molte persone peggiori. Le conseguenze potrebbero essere molto pesanti, per tutti. La pandemia che, da quasi un anno, ci sta vessando col suo carico di sofferenze e di morti sembra aver tirato fuori, dalle persone, le migliori energie ma anche i peggiori istinti,

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COVIDDI C’É, MA SOLO DOVE VUOLE IL GOVERNO

Il numero dei contagi si alza e il governo risponde. Sui giornali mille anticipazioni, in tv si discute di un decreto non ancora esistente. Nel caos informativo soltanto una certezza: per evitare il lockdown bisogna abolire la movida. Oggi il Presidente del Consiglio firma l’ennesimo Dpcm che non combatte il virus. Si torna a parlare dei fantomatici Dpcm e future limitazioni causa Covid 19. Tralasciando le considerazioni sul metodo Casalino

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IRAQ: MANIFESTANTI IN PIAZZA DOPO MESI

In questi ultimi mesi si è tornati a parlare nuovamente di Iraq. Cosa sta succedendo? Per molti anni il paese è stato occupato a combattere contro l’ISIS, ma conclusa la battaglia il governo iracheno, salito al potere nel maggio 2018, avrebbe dovuto garantire i diritti fondamentali ai propri cittadini. Tuttavia, non andò come previsto e il popolo iracheno rimase deluso e insoddisfatto per la crescente crisi economica: molti vivono in

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NE USCIREMO MIGLIORI?

La pandemia ci ha posto una nuova Grundfrage, la heideggeriana domanda metafisca radicale, che ha segnato l’ora più buia e scandirà il nascere della prima alba del mondo post stato d’emergenza: la Covid-19 ha già modificato o modificherà il nostro mondo, la nostra società, il nostro essere-con-gli-altri, la nostra soggettività? La questione è, letteralmente, epocale. La tensione critica donataci da questo interrogativo è preziosa, e non deve essere smarrita in

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OSTRICHE, BUSSOLE, E TEMPESTE

Visto da una certa prospettiva il COVID-19 rischia di essere il colpo mortale inflitto al mondo che conoscevamo dopo l’11/9. In particolare, Stati Uniti, Unione Europea e Italia sono tra le aree che hanno subìto i costi più alti in termini di vite, impoverimento, perdita di fiducia nel futuro. Eppure è possibile considerare questa crisi come un’occasione per attuare cambiamenti che non avremmo mai potuto fare altrimenti. Dobbiamo usare questa

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L’ITALIA, L’ASINO DI BURIDANO E “IL MOMENTO POLANYI”

Nessuno ha la bacchetta magica per superare l’emergenza sanitaria ed economica. La ripresa sarà dura, lenta e graduale nel tempo. Una volta sconfitto il virus, bisognerà battere la disoccupazione che la pandemia ha ulteriormente aggravato, ricostruendo l’apparato produttivo e avviando una nuova fase di crescita. L’abbiamo ripetuto tutti fin troppe volte: l’epidemia di coronavirus è una guerra o forse anche peggio. E ne usciremo soltanto se e quando riusciremo a