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MA LA BELLEZZA, ALLA FINE, L’HA SALVATO ‘STO MONDO?

In un mondo troppo grande e troppo complesso in cui il dolore è l’unico sentimento predicato dai media sorge spontaneo chiedersi come sopravvivere. Forse Dostoevskij aveva ragione, forse aveva torto. La Bellezza può davvero salvare il mondo? Il Covid-19, in meno di un anno, ha contagiato 55.659.785 persone in tutto il mondo, uccidendone 1.338.769 (dati del ministero della salute). Il 29 ottobre tre persone sono morte nel cuore di Nizza

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GLI ASSOLUTI STANCANO

Ragionare per assoluti è effettivamente proficuo per il dibattito pubblico? Chi parla di pensiero unico sembra cosciente di pensare con un unico pensiero incapace di ascoltare l’altro? Un pensiero diretto. Sollevare la questione. Ha davvero senso ragionare per assoluti? Credo di no, ma questo è solo il mio pensiero. Chiederanno i più: “cos’è un assoluto?”. La mia risposta è molto secca, forse non ancora abbastanza ponderata. Un assoluto è un

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NE USCIREMO MIGLIORI?

La pandemia ci ha posto una nuova Grundfrage, la heideggeriana domanda metafisca radicale, che ha segnato l’ora più buia e scandirà il nascere della prima alba del mondo post stato d’emergenza: la Covid-19 ha già modificato o modificherà il nostro mondo, la nostra società, il nostro essere-con-gli-altri, la nostra soggettività? La questione è, letteralmente, epocale. La tensione critica donataci da questo interrogativo è preziosa, e non deve essere smarrita in

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GADAMER E L’ERMENEUTICA PER UNA CRITICA DELLE CRITICHE

Spesso nelle conversazioni o nei dibattiti sorge troppo presto l’accusa di rifarsi a una tradizione precostituita, cercando così di smontare l’argomentazione altrui. Ma si può essere davvero immuni alle tradizioni? Cosa dire del contesto? Si può legittimamente affermare che per discutere efficacemente bisogna proprio comprendere le tradizioni? Cos’è una tradizione? Il circolo ermeneutico e la tradizione. L’assunto fondamentale da cui partiamo è il seguente: ogni asserzione umana verte su un

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RENZI E CALENDA: FILOSOFIE POLITICHE A CONFRONTO

Capita non di rado che uomini di politica si rifacciano, direttamente o meno, a uomini della storia: scrittori, intellettuali, filosofi, loro simili, ma di altri secoli. Spesso però è un richiamo di facciata, un atteggiamento per convincere il cittadino della bontà culturale delle proprie scelte e convinzioni. Eppure, quando Renzi dice d’essere machiavellico e Calenda socialista liberale “a la Rosselli”, vi è qualcosina in più. 507 anni fa un grande

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LA “SOCIETÀ CONFESSIONALE” E I SUOI NARCISI

Gli Stoici dicevano che ci si deve applicare e ritirare in sé stessi, e lì dimorare. Figure come Seneca e Marco Aurelio non avrebbero di certo patito un’imposta quarantena, né tantomeno un distanziamento sociale. Con quel loro terapeutico e svariato scrivere: annotare riflessioni su sé stessi da rileggere in seguito, comporre lettere indirizzate ad amici per aiutarli, tenere taccuini. Serbavano viva la propria interiorità. Con quel loro scrivere a mano,