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IL RAPPORTO TRA POLITICA E BIG TECH – INTERVISTA A GIULIA PASTORELLA

È destinata a far discutere la decisione di Twitter di “bannare” in modo definitivo Donald Trump: la decisione è stata presa dopo l’assalto al Congresso e giustificata dal fatto che i suoi ‘cinguettii’ violassero le regole di Twitter contro l’incitamento all’odio e le minacce violente. Le questioni che l’evento ha sollevato e solleverà sono molte, e molte sono le implicazioni su temi come libertà di espressione, opinione pubblica e democrazia.

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SEI COSE A PARTIRE DAL BAN DI TRUMP (di Fabio Chiusi)

Libertà di espressione e chiamata alla violenza non c’entrano nulla. Se Facebook rimuove un mio post in cui chiedo, anche velatamente, ai miei amici o follower di picchiare x, non sono stato “censurato da un monopolista privato”: mi è stato giustamente impedito di arrecare danno alla salute di x. Se io comunque imperterrito continuo per mesi ad attentare alla vita di x, y, z o della collettività democratica tutta, e

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IL RAPPORTO TRA POLITICA E BIG TECH – INTERVISTA A STEFANO QUINTARELLI

È destinata a far discutere la decisione di Twitter di “bannare” in modo definitivo Donald Trump: la decisione è stata presa dopo l’assalto al Congresso e giustificata dal fatto che i suoi ‘cinguettii’ violassero le regole di Twitter contro l’incitamento all’odio e le minacce violente. Le questioni che l’evento ha sollevato e solleverà sono molte, e molte sono le implicazioni su temi come libertà di espressione, opinione pubblica e democrazia.

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IL RAPPORTO TRA POLITICA E BIG TECH – INTERVISTA A LORENZO PREGLIASCO

È destinata a far discutere la decisione di Twitter di “bannare” in modo definitivo Donald Trump: la decisione è stata presa dopo l’assalto al Congresso e giustificata dal fatto che i suoi ‘cinguettii’ violassero le regole di Twitter contro l’incitamento all’odio e le minacce violente. Le questioni che l’evento ha sollevato e solleverà sono molte, e molte sono le implicazioni su temi come libertà di espressione, opinione pubblica e democrazia.

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OLTRE LA SCONFITTA: CHE NE SARÀ ORA DEL POPULISMO?

Donald Trump, la Brexit, il Covid Dopo la sconfitta di Donald Trump è tornata in voga l’idea secondo cui il Populismo Sovranista con tinte nazionaliste, reazionarie, qualunquiste sarebbe in crisi. La pandemia, secondo questa narrazione, avrebbe reso evidenti l’incapacità di governare di personaggi del calibro di Trump, Bolsonaro, Salvini, Boris Johnson et similia. E ora che l’ondata di populismo sembra ritrarsi tornerà una politica fatta di competenze e colletti inamidati

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GIORNALISTI DA MONDI PARALLELI, TRUMP L’EMISSARIO E VACCINI

«He only won in the eyes of the FAKE NEWS MEDIA». Ci risiamo, Donald Trump inventa il mondo ininterrottamente. E però è interessante, questa cosa degli occhi. Come a dire che la verità sia solo questione di prospettive. E non sono mica pochi quelli che vestono lo sguardo di The Donald. E allora mi sono chiesto se forse non sia il caso di smettere di dire che esistano delle fake

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USA: GUERRA CIVILE O LENTA DECADENZA?

La vittoria alle presidenziali dell’ex vice presidente sembra ormai cosa fatta, ma nonostante l’esito inequivocabile del voto degli elettori americani, gli esiti ottenuti non necessariamente determineranno un passaggio immediato del potere nelle mani del leader democratico. Trump del resto non si è di certo astenuto dal sottolineare la sua volontà di impedire una transizione pacifica, sostenendo ripetutamente l’inaffidabilità del sistema di voto per posta e dichiarando negli ultimi giorni con

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HA VINTO TRUMP

“The Donald” è il bersaglio principale dei manifestanti di Black Lives Matter, Biden lo surclassa nei sondaggi e l’epidemia di COVID-19 negli Stati Uniti è completamente fuori controllo. Però Trump ha già vinto. Physique du rôle La vittoria di Trump nel 2016 per quanto fuori dagli schemi sembrava poter aprire a una fase di cristallizzazione del personaggio entro dinamiche più tradizionali e leggibili dagli analisti di politica americana. Un candidato