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La nuova operazione Sentinel per proteggere i fondi di NGEU

18 Novembre 2021

Come è noto il raggio di azione del crimine organizzato non è più soltanto circoscritto al territorio nazionale ma si estende ben oltre i confini statali. A fenomeni di portata transnazionale deve quindi necessariamente corrispondere una risposta unita e coordinata dell’UE. I riflettori sono oggi più che mai puntati su Next Generation EU e, in particolare, sull’esigenza di scongiurare il rischio che i fondi europei per la ripresa siano intercettati dalla criminalità organizzata e distorti dalla loro funzione essenziale.

Il nuovo strumento temporaneo per la ripresa, Next Generation EU, rappresenta il più ingente pacchetto di misure di stimolo mai finanziato in Europa, pensato per favorire la ripresa economica e sociale degli Stati membri e ricostruire un’Europa più ecologica, digitale e resiliente dopo la pandemia. L’approvazione dei primi PNRR nazionali da parte del Consiglio dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea ha segnato l’erogazione dei prefinanziamenti iniziali, mentre gli esborsi successivi dipenderanno dal rispetto di una serie di target quantitativi e qualitativi. 

Sarebbe ingenuo, tuttavia, pensare che tali somme non abbiano già attirato l’attenzione del crimine organizzato. Le mafie, in particolare, hanno dimostrato negli anni una grande abilità nell’infiltrarsi nel tessuto economico e sociale di diversi Stati, sfruttando sapientemente le debolezze di un sistema che ha a lungo sottovalutato il fenomeno, ignorandone la progressiva espansione all’estero, nella convinzione che il problema fosse circoscritto al solo territorio italiano.

Il rischio che i circa 807 miliardi stanziati dall’Unione europea a supporto dei propri Stati membri siano intercettati dai radar della criminalità organizzata appare dunque più che mai concreto. Non è un mistero, infatti, che la crisi pandemica in atto abbia dato impulso maggiore alle attività delle reti criminali, facilitandone l’infiltrazione nei mercati legali. 

In particolare, la pandemia, nell’aprire la strada a procedure semplificate e a interventi economici immediati e straordinari, ha fatto emergere preoccupazioni per i possibili abusi, nonché per l’esposizione del sistema a rilevanti rischi di frodi e corruzione, principalmente nel settore della sanità e degli interventi pubblici a sostegno della liquidità. Parallelamente, è sorto il pericolo di una massiccia penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto sociale e imprenditoriale, attraverso offerte di sostegno finanziario e protezione. A titolo esemplificativo, basti pensare che già a dicembre 2020, erano stati 11 i tentativi di appropriazione dei fondi di ripresa economica Covid-19 nei Paesi dell’Unione documentati dalla struttura di Europol preposta all’analisi della criminalità economica e finanziaria (EFECC).

A fronte del contesto appena illustrato, per non farsi cogliere impreparata, l’Unione europea ha quindi inaugurato, il 15 ottobre scorso, la nuova Operation Sentinel coordinata da Europol, l’agenzia dell’Unione che fornisce assistenza e sostiene le autorità di contrasto degli Stati membri in relazione alle attività di lotta contro la grande criminalità internazionale e il terrorismo. Tra le altre entità europee coinvolte, centrale sarà il ruolo degli altri organismi dell’Unione europea dotati di competenze penali, segnatamente di Eurojust, dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e dell’ultima arrivata Procura europea (EPPO) nonché delle autorità nazionali dei 19 Stati membri partecipanti*, tra i quali figura anche l’Italia.

In particolare, il compito di Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, è quello di sostenere e potenziare il coordinamento tra le diverse autorità nazionali investigative e giudiziarie contro le forme gravi di criminalità che interessino due o più Stati membri o comunque richiedano un’azione penale su basi comuni.

L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) è invece un’entità indipendente istituita all’interno della Commissione europea con l’obiettivo di contrastare la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione, dotata del potere di svolgere indagini amministrative sia all’interno della struttura burocratico-amministrativa dell’UE che esterne ad essa, vale a dire negli Stati membri o in Paesi terzi interessati da fonti europei.

Infine, la Procura europea (EPPO), entrata in funzione soltanto nel giugno scorso, è competente ad individuare, perseguire e rinviare a giudizio i soggetti responsabili di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione, esercitando l’azione penale dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.

Tornando all’operazione Sentinel, essa è stata concepita per evitare che le organizzazioni criminali operanti sul territorio europeo – e non solo – possano indebitamente entrare in possesso dei fondi di Next Generation EU. L’obiettivo della collaborazione è quello di assicurare che i finanziamenti europei siano effettivamente destinati alla loro finalità, vale a dire la ripresa economica della comunità europea. L’operazione, la cui durata è attualmente fissata ad almeno un anno, predispone un sistema di intelligence sharing, scambio di informazioni e coordinazione nell’ambito delle attività contro frodi, evasioni, corruzione, appropriazioni indebite e riciclaggio. 

Per una ripartenza dell’Europa nell’era post Covid appare di primaria importanza non soltanto che i fondi di Next Generation EU siano spesi, ma soprattutto che essi siano spesi bene, nell’interesse dei cittadini europei. È lecito domandarsi se la risposta apprestata dall’Unione alla minaccia paventata sia sufficientemente adeguata ad arginare ogni rischio di interferenza della criminalità organizzata o se piuttosto i tempi non siano finalmente maturi per intervenire su di una materia caratterizzata da una normativa poco aggiornata e un livello estremamente basso di armonizzazione.

*Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia.

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