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Referendum Cannabis a rischio? Tre sguardi politici sull’emendamento della Lega

17 Novembre 2021

Lega e Fratelli d’Italia hanno proposto in commissione Affari costituzionali della Camera un emendamento soppressivo atto ad eliminare la proroga della possibilità di raccolta firme per referendum fino al 31 ottobre, presente nel decreto varato dal governo e fondamentale per la campagna referendaria “Cannabis Legale”. Un emendamento analogo potrebbe essere riproposto anche in aula dopo la bocciatura in commissione, come sottolineato da alcuni dei firmatari. In merito al tema abbiamo raccolto le opinioni di tre esponenti di diverse realtà politiche: Giuditta Pini, deputata del Partito Democratico, il presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei e Michele Usuelli, consigliere regionale per la Lombardia di +Europa e Radicali Italiani.

Pini, Giubilei, Usuelli: le reazioni all’emendamento Iezzi

L’atto è simbolico o potrebbe effettivamente avere i numeri per bloccare l’iter del referendum sulla cannabis se ripresentato il parlamento? Secondo Giuditta Pini (PD) è “un atto, più che simbolico, politico. La Lega cerca di impedire ai cittadini di esprimersi attraverso il voto, ignorando la volontà popolare e le regole delle istituzioni. Se in Aula seguirà la Lega solo Fratelli d’Italia, come accaduto in commissione, non ci dovrebbero essere i voti per fermare il referendum”.

Diversa la visione di Giubilei: “Presentare un emendamento in commissione è diritto di un parlamentare, gli emendamenti possono essere approvati o bocciati ma non possiamo impedire di presentarli perché è previsto dalla legge. Poi possiamo essere più o meno contrari ma non si può attaccare un parlamentare o un partito perché ha presentato un emendamento. Lo stesso vale per il voto segreto per il Ddl Zan: il voto segreto è previsto dall’ordinamento, è utilizzato da decenni, sostenere che sia antidemocratico è ridicolo”.

Il presidente del think thank di centrodestra Nazione Futura e promotore del “Comitato No cannabis legale” aggiunge come a suo avviso “Se l’emendamento dovesse passare in aula vorrebbe dire che anche la sinistra ha votato a favore. Ciò significherebbe che i responsabili per bloccare l’iter per il referendum sulla cannabis sarebbero da ricercare nei partiti di sinistra e non certo nel centrodestra”.

Usuelli (+E-RI) afferma, invece, come si tratterebbe di “un discorso di rispetto nei confronti di cittadini, militanti e attivisti che raccolgono le firme online e fisicamente: l’atteggiamento della Lega è grottesco, visto che hanno raccolto le firme per i referendum ‘Giustizia Giusta’ per poi consegnare i quesiti tramite l’altra possibilità presente, ovvero con almeno cinque consiglieri regionali. La scusa è stata che presentare le firme dei cittadini non è necessario e avrebbe dato lavoro in più alla Corte”.

Il consigliere di +Europa e Radicali Italiani in Lombardia chiosa dicendo che è “uno spregio per chi come me è cresciuto con gli ideali di Marco Pannella e vede un partito raccogliere le firme spesso alla rinfusa e senza rispetto delle regole. Sembrerebbero due faccende diverse, ma sono legate dal fatto che alla Lega non importa veramente della volontà di migliaia di cittadini. Quel referendum non ci piace? Allora noi che abbiamo il potere dal palazzo cerchiamo di boicottarlo, senza interessarci dei diritti dei cittadini. Tra l’altro hanno usufruito anche loro di una proroga e, nonostante questo, ammesso che abbiano raccolto le 500mila firme (probabilmente non lo sanno neanche loro), non hanno la cultura istituzionale referendaria per portarle avanti. ‘Sono dei buoni a nulla, ma capaci di ogni nefandezza’, avrebbe detto Pannella. I cittadini vanno rispettati al di là del quesito per cui hanno firmato o raccolto le firme”.

La posizione dei grandi partiti e il dibattito sulla cannabis

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Quale sarà la posizione sul referendum cannabis dei maggiori partiti italiani? Abbiamo chiesto innanzitutto a Giuditta Pini qual è la sua posizione in merito e come vorrebbe che il PD si posizionasse: “Prima di tutto chiariamo che il PD è stato contrario e ha bloccato il tentativo della Lega di far saltare il referendum. Il partito sta discutendo su questi temi da mesi, vediamo come evolverà il dibattito nelle prossime settimane, il mio auspicio è che sulla cannabis ed eutanasia si possa arrivare ad esprimere due sì, ma confido nella capacità di mediazione e di dialogo che è tipica del PD. Credo però che la soluzione ottimale sarebbe finalmente legiferare in Parlamento in maniera complessiva su questi due temi”.

Francesco Giubilei, invece, sottolinea come la sua posizione sia “di contrarietà alla legalizzazione della cannabis prevista dal referendum. Non sta a me valutare la legittimità o meno dell’iter referendario. Quello che posso dire è che, qualora venisse approvato il referendum, come Comitato No Cannabis legale rispetteremo la decisione e ci batteremo con convinzione per il no a questo referendum”.

Usuelli in merito a tale tema reputa che “fortunatamente su questi quesiti referendari i cittadini risponderanno per loro coscienza, non seguendo la pur importante posizione che prenderanno i loro partiti di riferimento. Su 80 consiglieri regionali circa 30 in Lombardia hanno aderito come autenticatori per eutanasia legale, alcuni del PD e quasi tutti dei M5S, così come il consigliere di Azione nel gruppo misto. Giulio Gallera è l’unico consigliere dentro il centrodestra a essersi offetto per fare da autenticatore, mentre esponenti di FI e Lega hanno aderito ma non autenticato. La posizione da parte dei grandi partiti sarebbe auspicabile, probabilmente non avverrà. Sarebbe quindi giusto almeno aiutarli nell’esporsi singolarmente. Storicamente è un buon segno che Fratelli d’Italia stia già annunciando il comitato del no: se pensi che ci sarà poca affluenza non fai il comitato del no, ma del non voto, sfruttando il quorum. Il segnale è invece positivo e dà dignità a queste battaglie. Vuol dire che secondo me si arriverà a superare la soglia minima di cittadini che si recheranno alle urne”.

Il dibattito è destinato a riaccendersi quando i quesiti saranno ammessi o meno e ci si avvicinerà alla fatidica giornata dove gli italiani potranno decidere in merito alle tante campagne referendarie promosse negli ultimi mesi. Noi di AlterThink continueremo a seguire la discussione con sguardo attento e plurale.

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