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STORYTELLING E POLITICA: IL CASO GIUSEPPE CONTE

L’uso dello storytelling nel mondo politico è sempre più importante e il nostro premier ne ha capito l’importanza fin da subito trasformandosi da premier sconosciuto e all’ombra del duo Salvini-Di Maio a leader politico più apprezzato dagli italiani

L’uso dello storytelling in politica nel mondo e in Italia

La capacità di saper raccontare, di saper convincere il proprio elettorato tramite narrazioni e storie ben congeniate è sempre stato uno dei segreti del successo in politica. Con l’avvento dei social , l’utilizzo dello storytelling come strumento per ottenere e mantenere consenso è sempre più rilevante e indispensabile per qualsiasi leader politico.

Il primo politico occidentale ad utilizzare i social come elemento di persuasione fu il democratico Barack Obama con il suo slogan “Yes We Can”. Matteo Renzi ha preso ampio spunto dalla strategia obaniana. Con la sua “rottamazione” del partito democratico, Renzi ha scalato le posizioni del partito diventandone prima segretario e poi  Premier. La sua figura di rottamatore della vecchia classe dirigente puntava sulla necessità di un processo di cambiamento, di una profonda rivoluzione Blairiana del Paese. Tutto ciò con un rapporto quasi asfittico con la stampa e l’utilizzo massiccio dei social come megafono delle iniziative e delle proposte del suo governo.

Da quel momento in poi, tutti i principali leader del Paese si sono adeguati al tipo di comunicazione utilizzato dal politico toscano. Basti pensare alla famigerata “bestia” messa su dallo spin doctor di Matteo Salvini, Luca Morisi. Tramite la narrazione del #primagliitaliani, un partito regionale come la Lega Nord è diventato il primo partito nazionale con amministratori e sindaci anche al sud del Paese.

La trasformazione di Giuseppe Conte

Il ruolo dello spin doctor e dello storytteling è sempre più necessario per il successo o meno di un politico o partito. La trasformazione del Premier Conte da avvocato sconosciuto a leader più apprezzato in Italia ne è l’esempio più calzante. Il suo spin doctor, l’ex concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino in circa due anni è riuscito nell’autentico capolavoro di separare la figura del presidente del Consiglio dal resto del mondo istituzionale.

Nel governo Conte I, il premier si è districato tra i due ingombranti vice premier, costruendo e tessendo relazioni con il quirinale e la diplomazia romana. In quei mesi nacque la narrazione dell’“avvocato del popolo”. Difensore dei diritti della massa tramite l’uso anche di toni populisti, ma con sempre controllati e nascosti da una buona parlantina e confidenza.Con la “crisi del Papeete” che ha segnato la fine del governo gialloverde, il premier ha spiccato il volo. Prima con un intervento in aula (diventato virale sui social) con il quale ha screditato Salvini e poi formando il governo giallorosso.

Possiamo indicare quel momento come l’inizio della trasformazione da baco a farfalla.

La Strategia di comunicazione del premier

Il premier è diventato figura centrale proponendosi come elemento neutrale tra il populismo grillino e la classe dirigente del PD. In questo ha acquisito larga fiducia in ampi strati della popolazione anche al di fuori dei partiti al governo. La strategia comunicativa della coppia Casalino-Conte ha poi subito una nuova accelerazione prima con la vicenda negativa del coronavirus. Le famose dirette facebook (diventate una sorta di appuntamento fisso sui social) in cui il premier illustrava le misure del governo in una situazione sicuramente delicata, dove il Paese si è stretto nei confronti della sua figura affidabile. In seconda battuta, poi, nella trattativa sul recovery fund con i cosiddetti paesi frugali in cui tutta la stampa ha esaltato le capacità di negoziazione  e il risultato ottenuto.

Queste due occasioni possono essere considerate come la miglior prova della macchina comunicativa e narrativa messa su da Casalino. Una strategia quasi perfetta, capace di creare contenuti, post e di scegliere interviste in cui il premier viene visto come unico elemento affidabile. Anche considerando la retorica, a tratti insopportabile, dell’opposizione. Ed infatti i numeri sono dalla sua parte. Sui social, dove le interazioni, i like e il numero di followers del premier sono esplosi negli ultimi mesi. Nei sondaggi dove è ritenuto dagli Italiani come il miglior leader al momento e negli ultimi anni. Questo denota la crescente importanza del ruolo dello storytelling e di una capacità comunicativa forte che vada aldilà anche dei fatti e delle proposte.

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