David Stewart/Flickr
/

A MOLTE PERSONE PIACE PARECCHIO IL RUMORE DEL PHON

Le pagine e i gruppi Facebook contano migliaia di mi piace ed iscritti, i video su YouTube hanno centinaia di migliaia di visualizzazioni (il più famoso dura oltre due ore e ha due milioni di visualizzazioni) ed esistono anche applicazioni dedicate al magico suono del phon.  

Sono moltissime le persone che condividono la passione per il rumore del phon, così come quello di altri elettrodomestici come stufette elettriche, ventilatori, aria condizionata, lavastoviglie, aspirapolvere ed aerosol. Nei forum dedicati all’argomento, o sotto gli innumerevoli video su YouTube, si possono trovare testimonianze di persone che passano ore ed ore ad ascoltare il suono di questi elettrodomestici. Alcuni dicono di sentire un irresistibile impulso, quando entrano in bagno, ad accendere la propria stufetta, o il proprio asciugacapelli. C’è chi, prima di addormentarsi, mette in funzione la propria “ventola di fiducia” e la spegne il mattino seguente. Chi per asciugarsi i capelli impiega un sacco, perché prima passa diversi minuti a “phonarsi il petto”, e chi ha una grande passione per il proprio parrucchiere. E poi ci sono gli esperti: c’è chi critica il movimento del phon nel video, perché produce ondate di suono a suo parere scorrette, e chi dice di aver trovato il modello perfetto.

Sui giornali e sui social, da diverso tempo e ciclicamente, compaiono articoli riguardanti questo vizio. Nei commenti si creano sempre delle discussioni fra chi ne è ossessionato, e chi non riesce a capire come si possa provare un attaccamento quasi affettivo verso un elettrodomestico.

Una costante dei video che si possono trovare online è la dicitura ASMR (acronimo di “Autonomous Sensory Meridian Response”, risposta autonoma del meridiano sensoriale). Questo termine fu usato la prima volta il 25 febbraio 2010 nel gruppo Facebook “Autonomous Sensory Meridian Response Group”, creato da Jennifer Allen per rispondere ai messaggi di molte persone sul forum “SteadyHealth” che riportavano la loro esperienza di una sensazione evidentemente molto comune ma inspiegata. Una sensazione di rilassamento, spesso sedativa, che parte dal cuoio capelluto e si diffonde al resto del corpo.

Il rumore del phon, un suono costante che mantiene sempre la stessa tonalità, provoca infatti a molti la pelle d’oca e una immediata e diffusa sensazione di benessere. Il fenomeno ASMR, e in particolare quello legato al suono degli elettrodomestici sopra citati, è diventato così oggetto di diversi studi scientifici ed in particolare quelli in ambito psicologico e psicoterapeutico. Secondo gli esperti, il rumore del phon rientra nel gruppo dei “suoni bianchi”, ovvero quei suoni che hanno “ampiezza costante”. Sono chiamati bianchi per analogia con il fatto che radiazioni elettromagnetiche di simile spettro all’interno della banda della luce visibile apparirebbero all’occhio umano come luce bianca.

I rumori bianchi sono presenti anche in natura. Tra le situazioni in cui vengono prodotti è possibile ricordare i temporali, così come il soffiare del vento. In virtù della sua ampiezza costante il rumore bianco viene definito come una sorta di scudo invisibile: una barriera per gli altri suoni provenienti dall’ambiente che restano così camuffati dalla ripetitività e monotonia di un unico suono caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo. Il neuroscienziato Seth Horowitz ha definito il rumore bianco come un “muro di energia sonora, senza schemi”.

Secondo uno studio del 2015, portato avanti dai ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute ascoltare il vento che accarezza le foglie di un sottobosco autunnale, o l’ipnotico rumore di una leggera cascata potrebbe migliorare di molto la vita in ufficio. Per questo motivo esistono in commercio generatori di rumore bianco acustico, che vengono impiegati in uffici e ristoranti.

Ma i generatori di rumore bianco, per via del suo effetto distensivo, vengono utilizzati quotidianamente anche per favorire il riposo notturno e la concentrazione. Uno studio del 2018, condotto da un team della Regis University School of Pharmacy di Denver, ha analizzato gli effetti del rumore bianco come alternativa terapeutica nel trattamento del disturbo ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) in alcuni bambini: il suddetto rumore si è dimostrato efficace nel miglioramento di alcune attività, come per esempio la velocità nella lettura e nella scrittura. Diverse aziende hanno così iniziato a creare intere linee di giocattoli incentrate sull’utilizzo di suoni bianchi. Alcuni studi in ambito della psicologia dinamica affermano come il rumore del phon si possa poi ricondurre ai rumori intrauterini che il feto sente durante la gestazione. Il ritorno, in questo caso inconscio, nello stato embrionale arrecherebbe un profondo senso di sicurezza e protezione.

Anche se migliaia di persone in tutto il mondo affermano che il rumore bianco sia un grande alleato del sonno, o dello studio, non si tratta ancora di un fatto scientificamente approvato. Gli studi condotti per corroborare o contraddire questa tesi sono ancora pochi, essendo il fenomeno oggetto di attenzione recente. Diversi studiosi hanno anche espresso la loro contrarietà riguardo a questa ipotesi. Il già citato Seth Horowitz ha affermato che, a lungo termine, il rumore bianco può influenzare le cellule ciliate, quelle che ci permettono di recepire i suoni. L’esposizione prolungata ad un tale rumore costringerebbe queste cellule a mantenere un’elevata attività e, di conseguenza, se subissero un danno, il naturale processo di riparazione di tale danno non avverrebbe o quanto meno sarebbe più difficoltoso. Inoltre, suggerisce che i disturbi del sonno non dovrebbero essere trattati con “trucchi” di questo tipo, sostenendo come dietro l’insonnia ci possano essere molte cause che andrebbero approfondite.

C’è chi la definisce ossessione, chi invece piccola dipendenza: ma il confine potrebbe essere molto sottile fra coloro che utilizzano il phon e gli altri elettrodomestici dal rumore magico come mezzo per rilassarsi e liberare il cervello da pensieri negativi e chi invece non ne può fare a meno.

LASCIA UN COMMENTO

Your email address will not be published.

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’IMPOSTA (LIBERALE) DI SUCCESSIONE

QUESTIONE DI EREDITÀ