copertina de l'amore è uno stato d'alcol
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L’AMORE È UNO STATO D’ALCOL, MA SONO ASTEMIO

Parlare d’amore senza essere banali è difficile, quasi impossibile. Non basta un eloquio profondo e creativo, che pure è fondamentale. Ho sempre ammirato chi riesce a farlo, come ho sempre ammirato chi riesce a convivere quotidianamente con questo sentimento di cui tutti parlano, ma con cui pochi hanno davvero dimestichezza. Recentemente mi è capitato di leggere una poesia di un ragazzo conosciuto all’università: “Dove volano gli ornitorinchi”. Ho scoperto che appartiene a una raccolta intitolata L’amore è uno stato d’alcol. Mi ha conquistato. Ed è strano, visto che io non sono mai stato un lettore di poesia. Nè tantomeno posso fingere di aver avuto esperienze d’amore particolarmente gratificanti. Forse mi ha colpito tanto per questo: sono astemio. Forse invece rimarrà un mistero, ma spero che questa folgorazione colpisca anche altre persone. Per questo ho deciso di intervistare Paolo Palladino, l’autore della raccolta.

Com’è nato il libro?

Dopo la laurea, a novembre, due mie amiche, che ho anche citato nei ringraziamenti, stamparono delle poesie che avevo mandato loro nel corso degli anni. Postai la foto della copia sui social ed ebbi un riscontro molto positivo, addirittura qualcuno mi chiese dove avrebbe potuto acquistarla. Presi coraggio e andai alla Libreria Nuova Europa, libreria che frequento abitualmente, per chiedere alle proprietarie se conoscessero un editore a cui proporre una raccolta di poesie. Entrai così in contatto con Edizioni Efesto.

Quando è nata la tua passione per la poesia?

È nato al quarto anno di liceo, un po’ per caso. In quel periodo la prof di lettere stava spiegando D’Annunzio, autore con cui ho rapporto conflittuale ma che all’epoca mi colpiva moltissimo. Fu in classe, in una piovosa mattina, che sentii la necessità di esprimere le mie emozioni nei confronti di una persona e il modo perfetto di farlo, il più naturale, fu scrivere un manciata di versi. Sono molto legato a quel ricordo, quei primi sei versi infatti fanno parte della raccolta, sotto forma di incipit di “Amara pioggia”.

Perché hai scelto proprio l’amore come fulcro della raccolta di poesie?

Parafrasando un aforisma di Anatole France: “una storia senza amore è cosa insipida”. È il sentimento che mi invoglia a sedermi e metterlo su carta. Tutte le altre emozioni, anche le più intense, non sono un movente abbastanza forte. Per quanto riguarda l’amore, invece, mi sento male, se non ne scrivo. Ho il “difetto” di essere sempre innamorato, quindi ho bisogno di una valvola di sfogo, e la poesia è il modo migliore.

Essere consapevole di questo difetto è facile?

Parlando della perenne consapevolezza dell’imminente innamoramento, ho scritto “Forse sono padre d’un’idea / è talmente sciocca che mi somiglia”, inizia così la poesia che dà il titolo alla raccolta.

Cos’è per te l’amore?

Sicuramente persone più importanti di me che hanno provato a dirlo. Potrei dire che è uno stato d’alcol…

Ma?

Non mi occupo di marketing (ride ndr).

Eppure c’è addirittura una poesia in cui provi a dare una definizione…

Sì, in “Cosa sia” ho tentato di dare una risposta. Riassumendo a posteriori, potrei dire che l’amore è come un fulmine: accade in un attimo, squarcia il buio e fa tanti danni.

Preferisci scrivere di un amore felice o di una passione struggente?

La poesia d’amore è raramente celebrativa di questo sentimento. La maggioranza degli autori parla delle difficoltà e del dolore che l’amore può infliggere. Io cerco di parlare di tutte le sue fasi: quando nasce, quando è felice, quando fa male, quando muore.

Per chi hai scritto questa raccolta di poesie?

Un po’ per me stesso, com’è normale quando si parla dei propri sentimenti, ma mi volevo rivolgere a chiunque possa amare, in particolare a chi fatica a esternare i propri sentimenti. È infatti importante scrivere per se stessi, ma se è l’unico fine tanto vale tenerla solo nel proprio quaderno. Il bello, invece, è stato quando mi hanno scritto diverse persone, conosciute e non, che mi hanno ringraziato per aver scritto ciò che provano e che non riuscivano ad esprimere. È stata una delle sensazioni più belle che abbia mai provato.

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