https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f3/Artificial_Intelligence_%26_AI_%26_Machine_Learning.jpg
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Il rapporto tra liberalismo e Artificial intelligence

4 Gennaio 2024

L’Artificial intelligence (AI) è una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche del nostro tempo. È arrivata nelle nostre case, nei nostri smartphone, nelle nostre vite ben prima di quello che anche i più ottimisti credessero. L’AI ha già cambiato e cambierà ancora radicalmente le nostre vite, la società, l’economia. Anche la politica. E come l’aratro fece progredire il sistema economico del suo tempo, come la fabbrica e il telaio a loro volta alterano il corso della Storia, oggi l’AI è un game-changer di primaria importanza. L’approccio liberale consente di guardare in maniera aperta e positiva il futuro alla luce dei progressi umani e del progresso non prevedibile. Il liberalismo si è sempre adattato alle situazioni di cambiamento, pur mantenendo le proprie caratteristiche, a tutte le rivoluzioni politico-industriali recenti e non. Non può ignorare l’AI, che a sua volta presenta delle sfide per i principi liberali.

In virtù di un certo ottimismo alla base della dottrina liberale, l’AI è una forza positiva che può migliorare la vita delle persone e promuovere la libertà individuale. I liberali sono favorevoli al progresso e alla novità e non li temono. Sanno che il mercato e le istituzioni reagiranno secondo i principi delle preferenze e del sistema dei prezzi. In che maniera, dunque, il liberalismo reagisce a contatto con l’AI? L’approccio liberale, anche nell’AI, è innovativo e pratico, aperto, ma non ingenuo. L’Artificial intelligence promuove l’integrazione e l’innovazione economica – cosa che fa anche il liberalismo. Fino ad ora, l’AI si è dimostrata utile al progresso e all’innovazione economica. Attraverso la creazione di nuove industrie legate all’AI, si possono generare progressi economici che non vanno contro i meccanismi del mercato, della libera concorrenza, della libera scelta dei consumatori.

La crescita economica dovuta anche – non solo – all’impatto dell’AI è vista positivamente dai liberali, giacché conduce teoricamente ad una maggiore prosperità per la società nel suo complesso. Non solo: perché in merito di autonomia individuale – principio cardine del liberalismo – l’AI è ancora, per il momento, nelle mani dell’uomo e non è del tutto autonoma. Il liberalismo è connesso con la libertà individuale e l’autonomia decisionale. Dunque, l’Artificial intelligence può migliorare l’autonomia consentendo di prendere decisioni più informate e di avere un maggiore controllo sulla vita degli individui. Nella dottrina liberale l’assenza di tutte le informazioni è una caratteristica di primaria importanza. Non si può predire il futuro, non si conoscono tutti i gusti degli acquirenti e nel presente non abbiamo tutti i dati a sufficienza per fare scelte (economiche) “sempre” sensate. Il liberalismo favorisce la personalizzazione dei servizi – come fa l’AI – e si adatta alle preferenze individuali.

Una terza questione, corollario dell’autonomia individuale, ha a che fare con l’accesso all’informazione, un pilastro della libertà di pensiero. L’AI ha incrementato, ancora in potenza, l’accesso all’informazione. Motori di ricerca basati sull’AI, raccolta e analisi di dati e algoritmi di apprendimento automatico consentono di accedere a una vasta gamma di conoscenze e risorse globali. Ciò promuove la libertà di pensiero e l’educazione anche in contesti complessi, contribuendo all’ideale liberale di una società in cui le persone possono fare scelte informate. Tuttavia, i liberali devono trovare un equilibrio tra la necessità di sicurezza e la protezione della privacy, cercando di impedire l’abuso dei dati e la sorveglianza invasiva. La protezione dei dati e dell’utente non ha a che fare con il controllo dell’utente – un approccio che non sarebbe affatto liberale. Attiene ai meccanismi di libera fruizione dell’utente sul mercato e nelle piattaforme in cui sussiste un’importante presenza dell’Artificial intelligence.

In merito a punti critici, il liberalismo si dedica anche alla questione delle diseguaglianze. Certo, l’accesso all’AI e i benefici che ne derivano non sono distribuiti in modo uniforme e questo può accentuare le disuguaglianze economiche e sociali. Il dibattito libertà/uguaglianza è sempre al centro delle preoccupazioni del liberalismo: l’accento sull’Artificial intelligence riguarda in particolare modo l’accesso di questa tecnologia ai meno abbienti. Il liberalismo esprime prudenza nei confronti dell’allarmismo, iniziato ai tempi del Luddismo, sul fatto che l’automazione guidata dall’AI potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro in settori tradizionali. Questa sfida economica è aderente alle questioni trattate dal liberalismo. Giacché i processi sono spontanei, in ottica liberale si potrebbe sostenere che non occorre “forzare la mano” e lasciare il mercato fare il suo corso – una suggestione talvolta utopica. Il progresso arriverà anche grazie ai consumatori, liberi di agire in seno al mercato, con le sue regole.

Il liberalismo è contrario ad un’eccessiva regolamentazione, ma non alla regolamentazione in generale, giacché è questa che consente la libertà di azione di tutti gli individui in seno al mercato. Mettere dei limiti per la preservazione della libertà di tutti è conforme al liberalismo, in virtù della necessità di proteggere la libertà di ciascuno di agire in società e/o nel mercato. La libertà di tutti è la propria libertà. Il liberalismo ha sempre affrontato tante sfide, eppure è sopravvissuto. Al fine di preservare i principi fondamentali di libertà individuale, deve abbracciare criticamente l’Artificial intelligence per stimolare l’innovazione economica e migliorare l’autonomia individuale. Se il liberalismo troverà la via verso un equilibrio tra sfide dell’AI e benefici della stessa, si confermerà – ancora – il miglior sistema di gestione delle interazioni umane, del rispetto dei diritti, della centralità della persona e delle sue scelte economiche.

Amedeo Gasparini

www.amedeogasparini.com

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Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Milano-corso_magenza-back_bloc-2015-expo.jpg

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