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KANYE 2024 VISION

La candidatura alla Casa Bianca del rapper di Atlanta si è rivelata un clamoroso fiasco: oltre a non essere apparso tra i nomi sulla scheda elettorale, ha ottenuto come miglior risultato un misero 0,4% in Idaho e non è riuscito a strappare a Biden i voti della Black Community. Ma, a meno che non cambi repentinamente idea e la sua salute mentale peggiori, ha la strada spianata per essere il candidato dei repubblicani nel 2024, Trump e famiglia permettendo.

Nel fermento della lotta tra il repubblicano Donald Trump e il democratico Joe Biden per ottenere quei 270 grandi elettori che consentono di diventare presidente degli Stati Uniti d’America, la stampa e l’opinione pubblica sembrano essersi dimenticate di quei piccoli candidati che, per gioco o per ambizione personale, si sono candidati alla presidenza: da Jo Jorgensen candidata del Partito Libertario fino a Howie Hawkins per i Verdi, passando per l’imprenditore e perenne “presidential candidate” Rocky De La Fuente. Ma soprattutto si sono dimenticati del più famoso candidato minore, quello che ha fatto in assoluto più discutere: il rapper Kanye West.

Chi è Kanye West

Nato ad Atlanta 44 anni fa ma residente da sempre a Chicago, nell’Illinois, West viene notato per la prima volta da Jay-Z che lo prenderà sotto la sua ala protettrice e lo inserirà nella sua etichetta discografica Roc-A-Fella Records. Si distingue subito per i suoi testi introspettivi, quando la stragrande maggioranza dei rapper statunitensi cantavano della loro vita da strada, e in totale ha pubblicato oltre 10 album. Viene condizionato molto dalla perdita della madre Donda nel 2008 a cui era molto legato, e per questo negli anni successivi soffrirà di diversi disturbi mentali come il disturbo bipolare di personalità e farà uso di oppioidi, venendo anche ricoverato; in questo periodo si avvicina molto alla fede cattolica, trasformando anche la sua musica: infatti negli ultimi anni la sua produzione musicale è stata caratterizzata da un mix di hip hop e gospel, e questo lo ha portato a fondare il Sunday Service Choir, un coro gospel con cui ha pubblicato i suoi due ultimi album “Jesus is King” e “Jesus is Born”. 

La candidatura a presidente degli Stati Uniti 

Nel 2015 il rapper esprime la volontà di candidarsi alla carica di Presidente degli Stati Uniti, ma siccome West è sempre stato famoso per annunciare cose che non ha mai realizzato, alla notizia non viene dato seguito. Nel 2017 però Kanye comincia ad ammirare il presidente eletto Donald Trump, e farà diversi tweet positivi su di lui, facendo discutere molto i suoi fans. L’11 ottobre dell’anno seguente visita l’inquilino Casa Bianca con indosso l’iconico cappello con lo slogan che il tycoon newyorkese ha reso celebre: “Make America Great Again”, confutando ogni dubbio sulla sua posizione politica. Il 4 luglio 2020 West rompe il silenzio e annuncia di candidarsi alla Casa Bianca in ticket con la sua life coach cristiana Michelle Tidball, sotto la bandiera del “Birthday Party”, un gioco di parole tra partito e festa di compleanno. Il suo programma si basa su una campagna anti-abortista e pro-life, puntando sull’importanza della fede, a tal punto da voler rendere obbligatorie le preghiere nelle scuola; si affaccia però anche a posizioni più progressiste su temi come la Cannabis (di cui ne vuole la completa legalizzazione), ambiente e immigrazione, con il dichiarato obiettivo di mobilitare parte dell’elettorato nero e far perdere Joe Biden. Tra le proposte, c’è anche quella di trasformare l’America in uno stato simile alla città di Wakanda del film “Black Panther”. La sua candidatura però si è arenata molto velocemente: non ha infatti raccolto i voti necessari per essere presente sulla scheda elettorale, dovendosi esclusivamente affidare ai voti scritti; inoltre il suo miglior risultato è stato un deludente 0,4% in Idaho, cosa che lo ha spinto ad ammettere la sua sconfitta, lasciando però intendere che nel 2024 riproverà a concorrere per la presidenza degli USA.

Obiettivo 2024

Ora West, nonostante il fallimento di quest’anno, ha tutte le carte in regola per uscire trionfante dalle primarie repubblicane del 2024 (sempre che le sue precarie condizioni mentali non peggiorino): infatti il rapper è molto simile alla figura di Donald Trump, un personaggio quindi fuori dalla politica, capace di mobilitare diverse fasce di elettori, dai neri agli evangelici. La vera difficoltà sarà proprio superare il suo idolo o, nel caso The Donald non si ricandidasse fra 4 anni, sua figlia Ivanka, diretta erede del tycoon. Il Grand Old Party, infatti, è tornato in balia delle famiglie politiche come ai tempi dei Bush, e forse fra qualche anno vedremo veramente la figlia succedere al padre. Tornando però a Kanye, sicuramente il rapper ha il “vantaggio” di essere un’icona nella cultura pop moderna con valori conservatori molto cari agli anziani e alle lobby che finanziano corposamente i repubblicani; anche per questo molti commentatori italiani che si rivolgono a lui chiamandolo “l’Adinolfi Americano” sbagliano di grosso: è molto più vicino alle istanze dei giovani di quanto non lo sia il leader del Popolo della Famiglia. Forse non sarà il presidente più adatto per gli Stati Uniti d’America, ma sicuramente è il candidato che può essere veramente di rottura per il GOP rispetto alle figure dei presidenti del passato del partito di Lincoln.

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