Elon Musk si scaglia contro i giudici che applicano la legge italiana. Li accusa perché politicizzati. Il magnate sudafricano invoca il suo personalissimo penitenziagite contro i magistrati italiani. Questi giudici, secondo Musk, se ne devono andare.
Giudici che applicano le leggi e i decreti della Repubblica Italiana. Lo fanno, spesso, in modo maldestro, non c’è dubbio. C’è tanto lavoro da fare per riequilibrare i poteri dello Stato, cioè rimetterli in equilibrio tra loro. Perché è palese che c’è, in Italia, uno scontro tra due poteri, quello esecutivo e quello giudiziario, e che a farne le spese è il potere legislativo. L’unico potere, cioè, espressione vera del popolo italiano.
Ai problemi già esistenti, e che la politica è chiamata a risolvere con la laicità del potere legislativo, malgrado le interferenze del potere esecutivo e di quello giudiziario, si aggiungono altri problemi.
Come, per esempio, le ingerenze estere di industriali. Nello specifico, di un industriale che controlla una fetta importante della tecnologia e della ricchezza del mondo occidentale, e del mondo nel suo complesso. E che si avvia, da straniero, ad entrare in un’amministrazione governativa di un paese che non è l’Italia.
Già questo basterebbe.
Non era giusto, e non lo è ancora oggi, quando giustizia e politica si usano reciprocamente. Non è mai stato giusto quando la giustizia veniva invocata, aizzata, dall’estero contro personaggi politici. In questo l’Italia ha un enormemente triste primato. Certe sinistre estere hanno invocato la giustizia contro uomini del centro e della destra italiana. Certe destre estere hanno invocato la giustizia contro uomini del centro e della sinistra italiana. Alleati esteri beceri di certa destra italiana parlavano di magistratura italiana politicizzata. Alleati esteri beceri di certa sinistra italiana hanno parlato di magistratura italiana politicizzata.
Oggi le accuse vengono da uno degli uomini più potenti al mondo. Un uomo che detiene il potere industriale, il potere tecnologico e quello di ricatto economico. E che presto, a quanto fonti statunitensi lasciano trapelare, entrerà nei gangli del potere politico e amministrativo del paese più influente al mondo, anche se non è il suo.
Elon Musk, sudamericano, detiene una tecnologia impressionante, ha un patrimonio economico, industriale e finanziario, che si aggira intorno al 15% del PIL italiano. Lui solo detiene l’equivalente del PIL della Grecia. O, se preferite, lui solo è ricco quanto un quarto del mondo: la sua ricchezza è pari a quella di quasi cinquanta stati.
Musk, che se dovesse venire in Italia non sarebbe trattato come tutti i cittadini italiani ora che questo governo ha sancito reato universale ciò che Musk ha fatto perché quella legge è inapplicabile e vagamente incostituzionale e non perché la magistratura tifa per lui, ha attaccato frontalmente dall’estero un potere di un Libero e Democratico Stato Sovrano. Uno Stato, l’Italia, su cui non è giusto che dall’estero si sputi. L’Italia non è il miglior paese al mondo, non ha la magistratura, né la classe politica né l’economia né la burocrazia né la società migliore al mondo. Ce lo diciamo già da soli, lo riconosciamo da soli e da soli cerchiamo delle soluzioni ai nostri problemi. I penitenziagite e le liste di proscrizione dall’estero non le accettiamo.
Ed è ancor più singolare, per non dire raccapricciante e biasimevole, che la levata di scudi a difesa dell’Italia libera e sovrana non sia arrivata dai sovranisti. Non è stato Vannacci a difendere l’Italia. Non è stato Salvini a indignarsi. Non è stata la nostra presidente del consiglio Giorgia Meloni. Non è stato Bandecchi. Non è stato Tajani. Non è stato il patriota, già camerata, La Russa.
La difesa della sovranità nazionale è dovuta venire dal Colle! Sergio Mattarella. Un democristiano eletto al Quirinale dopo una carriera politica che va dal Pentapartito all’Unione passando per la Bicamerale. Uno che ha vissuto e plaudito alla gestione di Sigonella pur da fermo atlantista. Ha dovuto chiarire in modo elegante ma erga omnes e quasi perentorio un concetto chiaro: nessuno dall’estero deve mettere becco nella gestione delle istituzioni e del potere italiano. Oggi Musk come ieri Soros e altri. E solamente dopo l’uscita del Quirinale, la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni ha prima lapidariamente rilasciato una dichiarazione. Peraltro molto laconica. E subito dopo ha persino contattato Musk. Telefonata della quale non sappiamo effettivamente nulla, se non, in soldoni, lo sponsor di Trump che dichiara amicizia per l’Italia pur rimanendo fermo sull’intenzione di continuare a parlare per esercitare il suo diritto d’opinione.
Un’opinione che, in questo momento storico e con gli equilibri che si stanno delineando, è capace di incrinare rapporti internazionali e destabilizzare.
Esistono, inoltre, alcune distinzioni particolari che forse Elon Musk, e non solo lui, ignora.
La libertà di opinione e di manifestazione del pensiero, infatti, è garantita dalla convenzione internazionale dei diritti dell’uomo e del cittadino, ma lo stesso è soggetto a dei limiti dettati dai singoli ordinamenti penali e dalle convenzioni internazionali. Tra le convenzioni internazionali esistono, invero, dei limiti invalicabili che tutelano l’integrità, l’indipendenza e l’unità delle istituzioni degli Stati. In altre parole, l’intromissione, l’alterazione e la istigazione, diretta e indiretta, nelle istituzioni degli Stati esteri e dell’equilibrio tra istituzioni di Stati esteri sono vietati.
Vi è più una distinzione tra Democrazia e Tirannide. Nella democrazia tutti gli intranei al sistema democratico partecipano e concorrono per determinare unitariamente e nell’interesse di tutti l’andamento sociale, economico e politico del sistema, pur portando avanti istanze diverse e svolgendo funzioni tra loro contrapposte ancorché complementari. Nella Tirannide questo non c’è. Il tiranno domina su tutti, mentre gli altri rimangono a guardare. Ma badiamo bene: il tiranno può anche essere la maggioranza. Alexis de Tocqueville parla proprio di questo fenomeno in maniera approfondita. Nella patologica dittatura della maggioranza, quest’ultima determina l’andamento politico, economico e sociale emarginando le minoranze, contrasta la giustizia uguale per tutti cercando di politicizzarla a ogni costo: politicizzarla per denigrarla e, successivamente, controllarla.
L’Italia è già, per malcostumi politici interni e per bipolarizzazione della popolazione, a rischio di deterioramento verso una Democratura illiberale. Spinte estere ad accentuare e accelerare le patologie della nostra democrazia non servono e sono di un assoluto malcostume.
Musk entrerà, da sudafricano, nel governo degli Stati Uniti d’America. Si occupi del paese che dovrà servire, invece di concedersi sortite deprecabili su Paesi Democratici, Liberi e Sovrani come l’Italia. Di convitati di pietra, ingerenze dei grandi gruppi padronali economico-finanziari, tecnologici e industriali, centri di potere corporativo occulti e palesi, corruzione internazionale e interversione di servizi segreti esteri (un tempo sovietici e atlantici, oggi di diversi paesi) ne abbiamo fin sopra i capelli.



