Foto tratta dal sito di Trentino cultura (https://www.cultura.trentino.it/Approfondimenti/Una-colata-di-cemento-e-addio-orchestrina) Sergio Perdomi, Veduta di Villa Alessandra: la facciata, anni Trenta, stampa su carta alla gelatina sali d'argento, cm 18 x 24. AFS, Fondo Rensi
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TRENTINO HISTORY E LA COMUNICAZIONE PER I GIOVANI: FEDERICO DUCA SI RACCONTA

Nelle settimane passate è nato un progetto nuovo ed interessante, un’iniziativa che con la sua originalità è riuscita a portare nel mondo dei social network l’amore per il proprio territorio e al contempo la volontà di comunicare ad una categoria troppo spesso lasciata in secondo piano, i giovani. Con la sua pagina Instagram Trentino History, Federico Duca ci regala una narrazione fresca di quello che Trento è stata ed è tutt’oggi per chi la vive. L’utilizzo di immagini dal valore storico riesce a riportarci indietro nel tempo, verso momenti di una realtà locale che esprimono romanticismo e passione. Una passione che ha spinto Federico a mettersi in gioco con questo progetto, che ha avuto la cortesia di volerci raccontare sulle pagine di AlterThink

Federico Duca, fotografia di Matteo Beberi

FD: In queste settimane sto provando a raccontare la storia del Trentino attraverso una pagina Instagram che si chiama Trentino History. Lo faccio pubblicando foto d’epoca e contemporanee, anche un po’ in base all’interesse che queste immagini possono suscitare. L’obiettivo che mi prefiggo è di provare a interessare le nuove generazioni all’arte, alla storia e alla cultura attraverso il nuovo linguaggio utilizzato sui social network.

Come mi è venuta l’idea? L’idea mi è venuta dopo la quarantena, un sabato mattina, dopo quasi due mesi interi passati chiuso in casa, quando sono uscito a fare una passeggiata in città. Stavo camminando lungo Corso Tre Novembre e ho pensato a una foto che avevo visto di Villa Alessandra: una deliziosa villa liberty che sorgeva proprio lungo il corso. Era dotata di pista da ballo, di un giardino ricco di piante esotiche e di campi da tennis. È stata distrutta dalla speculazione edilizia e adesso vi sorge al suo posto un enorme condominio. Ho capito allora che poteva essere bello provare a raccontare questi luoghi, i personaggi che li popolavano e la loro storia. Una volta che questa idea si è insediata nella mia testa, l’ho dovuta sviluppare, nonostante la sessione alle porte, nonostante tutto. 

Devo ringraziare però anche i miei professori del liceo; devo ammettere che sono riusciti a seminare qualcosa, nonostante il mio non eccessivo interesse verso lo studio in senso lato a quei tempi. In particolare, Marcello Bonazza, presidente della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, che ha saputo avvicinarmi e interessarmi ad una realtà di ricerca storica a me totalmente nuova. È anche grazie agli insegnamenti di questi appassionati professori che nella pagina riesco a sviluppare i post attraverso un metodo, citando sempre le fonti bibliografiche, le referenze fotografiche e le case editrici. 

Con stupore ho potuto constatare – in queste settimane – che c’è interesse da parte della mia generazione per la pagina. In molti mi hanno scritto per collaborare, ma anche semplicemente per offrire aiuto o competenze. Devo ammettere che questo interesse non smette mai di emozionarmi e a ogni DM (Direct Message) su Instagram mi scappa un sorriso e il mio entusiasmo aumenta. Scoprire che c’è una comunità di giovani, interessati alla storia e alla cultura del luogo in cui vivono, mi emoziona (lo ripeto) e mi dà la forza per continuare a fare quello che faccio. 

I ragazzi e le ragazze che mi scrivono lo chiamano “progetto” e non pagina Instagram, come la chiamo io o le persone più anziane, a cui provo a raccontare quello che faccio. Forse i miei coetanei si rendono conto della potenzialità della pagina e del mio tentativo di coinvolgere i più giovani anche a livello comunicativo. È tra tante richieste di DM su Instagram che sto conoscendo persone nuove e la pagina – forse – sta diventando davvero un “progetto”. Collaboreranno alla pagina, oltre a me, che studio giurisprudenza: un giovane storico e archivista, uno studente di ingegneria architettonica, tre fotografi ed esperti di grafica e video, uno studente di beni culturali e uno studente di economia e gestione dei beni culturali. È attraverso qualche messaggio audio su WhatsApp e videochiamata su Zoom che, in questo momento difficile, si sta formando a distanza un vero e proprio team. 

Sono tante le persone che in privato mi scrivono, e cito: “davvero bella questa pagina”, “non lo sapevo, grazie per le informazioni che ci dai”. Alcuni mi hanno chiesto perfino informazioni su dei luoghi di Trento che amano o sulla storia della loro famiglia. Questo interesse mi ha fatto capire che forse c’è un vuoto a livello istituzionale e locale sui social, e in particolare su Instagram, che è una delle piattaforme più usate da noi giovani tra i 18 e i 30 anni. Adesso farò una critica, che potrebbe risultare forte, ma in realtà il mio vorrebbe essere più un appello, rivolto sia ai media locali che alle istituzioni. Siate più presenti sui social e comunicate con noi giovani, provando a parlare il nostro nuovo linguaggio!

È proprio perché io e il nuovissimo team di Trentino History ci siamo resi conto di questo vuoto, che vorremmo che la pagina diventasse piano piano anche un luogo di proposte concrete per valorizzare i beni culturali, nella speranza di essere ascoltati da qualcuno. Vorremmo sfruttare questa visibilità per essere utili alla comunità, sia attraverso la divulgazione della storia, sia a livello propositivo. Vorremmo fare tutto questo sfruttando le competenze ancora acerbe, ma capillari, del team che si sta formando. Proveremo a innovare, con qualità fotografica e storica e con testa, provando a presentarci sempre in modo serio, ma senza dimenticare che dobbiamo parlare il nuovo linguaggio dei nostri coetanei. 

Il nostro obiettivo sarà anche un po’ provare a sfatare il falso e assillante luogo comune del giovane disinteressato alla storia e alla cultura.

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