Anzj - Spazjo Lyrics and Tracklist | Genius
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UNO SPAZJO PER ANZJ: INTERVISTA AL GIOVANE ARTISTA

In questi anni ci hai abituato a continue sperimentazioni ed evoluzioni stilistiche, dalle prime strumentali su SoundCloud fino agli ultimi lavori, Petali, Pt.2 e cloud love, passando per i vari brani autoprodotti dal 2018 e naturalmente per l’EP Spazjo. Forse proprio per questa incessante ricerca di sonorità diverse e la novità con cui mischi generi differenti – lo-fi, trap, indie-pop, rap e non solo – è difficile e probabilmente superfluo cercare di incasellarti in precise etichette, vero?

É una domanda che mi viene posta sovente e ogni volta che l’affronto do una risposta leggermente diversa. Per semplificare il tutto: quello che cerco di fare con la musica é in primis divertirmi e creare brani che io stesso ho piacere d’ascoltare, e visto che vario moltissimo i miei ascolti, anche in periodi piuttosto brevi, tendo sempre a sfruttare ciò che sto vivendo a livello di esperienze musicali per modificare il mio linguaggio autorale. In tutto questo però non perdo mai di vista le peculiarità che mi contraddistinguono dagli altri, peculiarità che non sono in grado di mettere giù a parole perché per me inconsce e facenti parte di qualcosa di così istintivo e naturale che quasi non riesco a vedere, ma che molti ascoltatori e “esperti” del settore comunque notano e apprezzano.

Come è nata questa passione per la musica e come si è sviluppata nel corso degli ultimi anni, sia dal punto di vista della produzione che della scrittura e realizzazione in prima persona?

Sono da sempre stato amante del suono in sé, nella sua forma più cruda e primordiale, quasi ancora prima che sfoci in musica. Avevo 3 anni quando prendevo le pentole in cucina e con i cucchiai le suonavo imitando una batteria. Nel corso di tutta la mia gioventù ho suonato vari strumenti, ma percepivo che la carriera accademica (o comunque da “interprete”) non era ciò che mi avrebbe soddisfatto. In quel momento ho iniziato a produrre digitalmente (2014) e per diversi anni ho acquisito conoscenze e competenze per quanto riguarda tutto ciò che concerne la produzione di musica elettronica. Nel 2017 sentivo che non fossi comunque soddisfatto di ciò che stessi facendo. Avevo una voce che non era mai uscita e, sebbene consapevole della sua “immaturità“, la sentivo davvero premere per venir fuori. In quel momento ho iniziato anche a cantare e, dopo un anno di demo buttate e presa consapevolezza della mia voce e del microfono, ho deciso di rilasciare la prima traccia a marzo 2018. Da quel momento non mi sono mai fermato, ho continuato ad affinare tecniche e a imparare sempre meglio ad avere controllo sulla voce, ho migliorato la mia capacità di scrittura mosso da un continuo sentimento di inferiorità rispetto agli idoli da cui in primis sono stato motivato a intraprendere questa carriera. Per quanto sia vero che per alcuni scrivere viene naturale, comunemente non si è consapevoli di quanto una persona possa davvero imparare e migliorarsi con il semplice esercizio ed esperienza, e lo stesso vale per qualsiasi aspetto creativo ed autorale. Se uno ha talento potrà avere ogni tanto delle belle idee, ma se la musica deve diventare il tuo lavoro la devi trattare come tale: con professionalità ed esercitandola con costanza.

Abbiamo già sottolineato la difficoltà nell’inquadrarti in singoli generi e nel trovare artisti molto simili a te nel panorama italiano. Ci sono figure come Tha Supreme per cui non hai nascosto, però, un certo apprezzamento – anche lui produttore e cantante, tra l’altro, aspetto che vi accomuna molto, insieme ad alcune sonorità affini. Ricordiamo per esempio il tuo “moonrise” freestyle, realizzato proprio a partire da una base di Tha Supreme – che ha anche apprezzato l’esperimento. Ti senti vicino alla sua figura? Quali sono a tuo avviso gli aspetti che avete in comune e quali, invece, quelli che vi differenziano?

Nel rispondere a questa domanda non vorrei essere frainteso. In italia quando una persona fa qualcosa di nuovo o comunque diverso dalla solita canzone pop o trap che passa in radio subito viene associato tha Supreme (soprattutto nel 2018/2019 è stato così), io stesso ancora oggi mi sento dire che ho un suono molto simile al suo quando, per quanto io lo consideri attualmente uno dei migliori artisti italiani, sappiamo tutti non essere vero, sia a livello di tematiche sia a livello di timbriche vocali sia a livello di sonorità in se. Non nego che ho fatto anche io nel lontano 2017 dei tha supreme type beat e che sicuramente la sua figura mi ha influenzato, ma ho preso le distanze dal suo stile già da anni (proprio per cercarne uno mio) e penso che se potessimo chiederglielo, lui stesso sarebbe d’accordo. Per quanto riguarda i punti in comune credo che salti subito all’orecchio come entrambi ci concediamo molto più tempo per ricercare melodie e topline vocali più articolate rispetto al cantante medio.

Ci sono altri artisti del panorama musicale italiano e internazionale che ti hanno particolarmente stimolato nel corso del tuo percorso?

Di italiano ammetto che non ascolto quasi nulla. Mi piace peró particolarmente Estremo come produttore e penso che abbia attualmente una delle visioni di “produzione” più fresche in Italia. Come cantanti recentemente ho avuto modo di conoscere la scena di Avellino (Joseph, Agon, Frada) e ammetto che mi hanno stupito, sia per talento che per dedizione all’arte, la loro musica attualmente è l’avanguardia.

Ora ti pongo una di quelle domande che da sempre mi affascinano e chiedo a tutti i giovani artisti che intervisto. Nel tuo caso, essendo anche produttore di strumentali veramente notevoli, probabilmente la domanda ha facile risposta. C’è chi parte dall’idea, chi da una frase o un gioco di parole, chi dalla base musicale. Quando Anzj si trova di fronte a un foglio bianco, da cosa parte per comporre le sue canzoni?

Dipende. Ci sono canzoni che ho strutturato attorno a un ritornello composto ed eseguito con l’accompagnamento del piano o dell’ukulele (sto bene, a volte, o sadico sottone), altri brani che ho scritto su type beat per poi farci una produzione mia ad hoc e altri brani che invece nascono e finiscono su una mia strumentale già fatta. Credo che si possano facilmente distinguere quali delle mie canzoni siano state fatte con il primo metodo rispetto alle altre. Sicuramente quando ho qualcosa da dire, una bella frase o una melodia in testa è più veloce e istintivo mettersi al piano e scrivere piuttosto che aprire Live e cercare la strumentale adatta su cui metterla.

In quanti avete lavorato agli ultimi EP pubblicati? So che alcune canzoni sono state registrate addirittura in casa, eppure la professionalità delle tracce lascia intuire il grande lavoro che deve esserci dietro – dal punto di vista di grafiche, idee, produzioni e tutto quanto ruota intorno alle tue canzoni.

Io produco, registro mixo e masterizzo tutto in casa e scrivo sempre personalmente qualsiasi cosa la mia bocca pronunci. Essendo in primis un tecnico del suono curo anche ogni aspetto di mix e master dei miei brani. Dal punto di vista grafico dipende molto da quello che cerco. Ho collaborato con video maker e grafici 3D di RKH Studio, con Megick per la cover di Spazjo e molti altri. Diciamo che preferisco cercare le persone adatte al tipo di immaginario
che voglio veicolare piuttosto che il contrario, qualsiasi sia la richiesta che ho.

Non è stato e non è naturalmente un momento facile per quanto riguarda i concerti dal vivo, visto quanto accaduto negli ultimi anni. Hai già avuto modo di esibirti live, o è un’esperienza che ancora devi intraprendere? La componente dei concerti dal vivo ti interessa particolarmente in ottica futura?

É un’esperienza che devo ancora intraprendere, anche se non so bene ancora come. Mi interessa molto ma nell’ottica di fare qualcosa di particolare che non sia DJ Set con la mia voce sopra, anche se le prime volte sicuramente dovrò adattarmi. Si vedrà, per ora sto pensando ad altro.

Qual è, musicalmente parlando – ma non solo -, il tuo sogno nel cassetto? Sempre qui su AlterThink, un altro rapper emergente che conosci bene, Rumo, ha affermato che il suo sarebbe poter vivere della propria musica. È così anche per te?

Sì, credo che sia il sogno di tutti gli artisti emergenti. Io non sono molto lontano dal farlo accadere, non andrò a mentire. Non penso che i soldi siano misura del successo ma più di tutti essi non mentono. Se le persone te li danno, preziosi come sono, è perché davvero stai facendo qualcosa che va ad impattare e migliorare la loro vita. In quest’ottica si traducono molto bene nel mezzo che ci permette di comprendere se stiamo facendo qualcosa che è utile per la società oppure se non viene percepito come tale.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi? Puoi svelarci se hai in serbo un nuovo album?

Non voglio spoilerare nulla ma desidero dirvi che ho pronto un brano che proprio per le sue sonorità e tematiche farà impazzire tutti, sia i fan più og che quelli nuovi. Non vedo l’ora di farvelo sentire.

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