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VIDEOGIOCHI BENI CULTURALI: IL TAX-CREDIT

Quando si parla di videogiochi spesso ci si interroga sul processo produttivo evidenziando come la maggioranza delle produzioni venga realizzata oltre-oceano, soprattutto in Canada. Le cose sembrerebbero sulla giusta strada pure in Italia grazie al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini insieme al Ministro dell’Economia Daniele Franco che hanno posto la firma al decreto sul credito d’imposta per le imprese di produzione di videogiochi. Ma prima di vedere come funziona nel dettaglio, proviamo a fare chiarezza sui benefici che il tax-credit effettivamente porterebbe all’industria

L’esempio del Canada

Quello che traspare è come all’estero si ponga più attenzione ad un mercato in continua crescita e sempre più influente come quello dei videogiochi. Ad esempio il Canada con la produzione videoludica raccoglie più di un miliardo e mezzo di Euro all’anno subito dietro Stati Uniti e Giappone. Il concerto tra una politica lungimirante ed attenta alle nuove idee, hanno reso Montréal, Toronto e Vancouver tra le migliori al Mondo nel settore. Nel corso degli anni colossi come Electronic Arts, Ubisoft, Rockstar, Eidos hanno aperto studi di sviluppo in terra canadese, facendo salire il conto degli impiegati nel settore a cifre sensazionali con più di quattrocentocinquanta aziende specializzate.

Ciò che attira maggiormente le varie software house (e non solo) ad aprire in Canada è anche soprattutto il fattore economico. Se al “tax funding”, che permette il rimborso da subito del 37.5% dell’imponibile, uniamo il costo del lavoro molto basso l’equazione si risolve da sé. A tutto ciò uniamoci pure che, per attirare i vari investitori non residenti, l’offerta viene estesa anche ai singoli dipendenti portando le major a non avere remore nell’aprire sussidiarie nella terra dello sciroppo d’acero.

Il videogioco in Europa

In Europa la situazione è in netto miglioramento anche grazie anche a supporti come il sotto-programma MEDIA di Europa creativa.

Il sotto-programma MEDIA supporta le società di produzione con dimostrata esperienza interessate a sviluppare concept o progetti di videogame che presentino un alto livello di originalità, valore innovativo e creativo, diversità culturale e maggiore attenzione all’identità e al patrimonio culturale d’Europa rispetto alle opere tradizionali esistenti; alto livello di ambizione commerciale e ampio potenziale transnazionale in grado di raggiungere i mercati internazionali ed Europei.

Bando sotto-programma MEDIA di Europa creativa a sostegno finanziario dei Videogames.

Prendiamo CD ProjectRED in Polonia, che prima del lancio di Cyberpunk 2077 aveva visto le azioni salire addirittura ad un valore superiore di Ubisoft; Bloober team, autori di Blair Witch e The Medium sempre in Polonia, Sumo digital con le varie succursali in Inghilterra, o ancora Quantic Dream e Dontnod in Francia, Crytek in Germania, sono alcuni degli esempi di come software house produttrici di successi non abbiano sede né negli Stati Uniti né in Giappone né in Canada, ma siano più vicine di quanto sembri. In Italia purtroppo la situazione è molto sottovalutata costringendo molti dei nostri talenti a dover fare carriera all’estero.

Di studi tricolore ne abbiamo molteplici come ad esempio la milanese Milestone, diventata punto di riferimento di simulazioni sportive come Moto GP, Kunos di Roma specializzata nelle simulazioni di guida con titoli come Assetto corsa, o ancora la casa produttrice 505games che nell’ultimo periodo ha distribuito titoli del calibro di Death Stranding su PC e Control di Remedy, Ubisoft Milano, una delle trentatré sedi della casa transalpina sparse per il mondo che ha dato i natali a titoli come Splinter Cell: Pandora tomorrow e il recente Mario Rabbids Kingdom Battle per Nintendo Switch.

Il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini.
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La potenziale svolta del Tax-credit per i videogiochi in Italia

Prima di tutto cosa è e come funziona il credito di imposta? Il tax-credit non è un finanziamento, pur trattandosi di un agevolazione da parte dello Stato verso l’impresa, le due cose funzionano differentemente. Il Credito d’imposta riguarda la tassazione, si utilizza per avere uno sconto sui tributi da pagare a fine anno. Il finanziamento permette invece all’azienda di ricevere liquidità per spese o investimenti.

 …I videogiochi sono frutto dell’ingegno creativo… ed è giusto che, analogamente a quanto avviene per il cinema e l’audiovisivo, possano ricevere un sostegno, se riconosciuti come opere di particolare valore culturale. In Italia il settore è in crescita esponenziale, con numerose start up di under 30 in grado di sviluppare prodotti di elevata qualità, attrarre le grandi produzioni internazionali e far crescere i giovani talenti. Si tratta di vere e proprie officine creative, che meritano ogni sostegno e possono contribuire a nuovi modi di conoscere e di apprendere”.

Ministro della cultura Dario Franceschini

Questa disposizione riconosce un’aliquota del 25% del costo di produzione fino ad un massimo annuo di un milione di euro. Questa percentuale è emessa a favore delle aziende produttrici di videogiochi italiane, riconosciute di valore culturale da apposita commissione esaminatrice. Per poterne beneficiare i soggetti dovranno avere sede legale in Europa ed essere soggetti a tassazione in Italia e possedere un capitale sociale e patrimonio netto non inferiore a diecimila euro.

Ancora il provvedimento è in fase di approvazione da parte degli organi di controllo a cui seguirà successivamente la notifica da parte della Commissione europea. Una volta che il decreto sarà approvato gli studi italiani potranno richiedere il contributo per i videogiochi ritenuti di valore culturale. Il credito d’imposta potrebbe rivelarsi davvero un ottimo incentivo per le aziende per produrre un prosperoso mercato dei videogiochi in Italia. Diventeremo il nuovo Canada?, difficile dirlo, ora dobbiamo solo passare al livello successivo.

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