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BELLA QUESTA ITALIA. MA NON LA TIFEREI

Domani la nazionale italiana di calcio affronterà l’Austria negli ottavi di Euro 2020. Fino ad oggi il cammino degli azzurri è stato strabiliante, con tre vittorie, sette gol fatti e zero subiti nel girone. Il ricordo della disastrosa nazionale di Gianpiero Ventura appare ormai lontano. Tuttavia, è d’obbligo non cadere preda di eccessiva euforia, in quanto negli eventuali quarti i ragazzi di Mancini troverebbero il Belgio di Lukaku, De Bruyne e Hazard, primo nel ranking Fifa. Inutile fare pronostici, mettiamoci comodi e prendiamola come viene.

IL RECORD NEI GIRONI

Venerdì 11 giugno alle ore 21:00, dopo cinque anni, uno in più causa emergenza pandemica, la nazionale italiana di calcio è tornata in campo in una competizione ufficiale. Nel 2018, infatti, per sventura o per Ventura, l’Italia non si qualificò per i mondiali russi, vinti poi dalla Francia che ebbe la meglio sulla Croazia. All’Olimpico di Roma, col ritorno del pubblico sugli spalti dopo un anno e mezzo di stadi vuoti, i ragazzi guidati da Roberto Mancini hanno affrontato la Turchia. Risultato finale tre a zero per gli azzurri. Risultato confermato nella seconda partita del girone contro la Svizzera, perché questa nazionale per meno di tre a zero nemmeno si muove. Domenica alle 18:00 si è giocata l’ultima partita del girone contro il Galles di Bale e Ramsey, partita vinta uno a zero grazie al gol dell’atalantino laureato in economia Matteo Pessina.

Con sette gol fatti e zero subiti l’Italia si è qualificata prima nel girone A. La prima squadra in una competizione europea a centrare tutte le vittorie e a subire zero gol. Inoltre, il Mancio ha concesso a tutti e i 25 giocatori di movimento convocati di calcare il terreno di gioco. Compreso Bernardeschi. Ma questo non è il momento di farsi i p*****i a vicenda, come avrebbe detto il pragmatico Mister Wolf. Infatti, causa qualificazione come primi nel girone, se alla nazionale riuscisse di avere la meglio sull’abbordabile Austria, dai quarti in poi il gioco si fa duro. Roberto Mancini avrebbe potuto semplificare il cammino azzurro se avesse accettato la sconfitta contro il Galles. Tuttavia, il Mancio non è uomo da tortuosi calcoli, e forse ha voluto mandare un messaggio alle favorite Belgio, Francia e Germania: se ci temete scansatevi voi! Il Belgio lunedì sera ha rilanciato, classificandosi primo nel girone, come la Francia.

LE FAVORITE

I detrattori di questa, fino ad oggi, spettacolare nazionale ce la menano quotidianamente sui social con frasi del tipo “facile vincere contro la Turchia e il Galles”, o ancora “primi nel girone più facile dell’Europeo”. Eccetera eccetera eccetera. Forse è vero, la maggioranza degli italiani si è fatta prendere da facili entusiasmi, come del resto gli succede spesso anche in contesti extra-sportivi. Tuttavia, non era affatto scontato il primato nel girone a reti inviolate, nonostante la pochezza dei rivali. Del resto, la supermegagalattica Francia di Mbappé, Pogba e Benzema ha pareggiato contro la sorpresa Ungheria e il Portogallo. La Germania ha perso all’esordio contro la Francia e pareggiato con l’Ungheria. Mentre il Portogallo ne ha presi quattro dagli stessi tedeschi che a sinistra hanno trovato praterie sguarnite, cinicamente cavalcate da Robin Gosens.

Viste le prestazioni delle nazionali più quotate alla vittoria finale, che possono vantare nei loro organici veri e propri campioni di caratura internazionale, la forza dell’Italia, forse, sta proprio nell’assenza di top player. I risultati positivi sono il frutto del gioco di squadra, non dell’intuizione del singolo. O forse della forza di 60 milioni di allenatori che coaudiuvano il Mancio nella gestione tecnica, fisica e mentale della squadra. Boiate a parte, un punto fermo di questa nazionale è indubbiamente la difesa. Il rodato duo composto da Bonucci e Chiellini, col supporto all’occorrenza di Acerbi e Bastoni, forma un muro invalicabile. E, se nel caso gli avversari dovessero riuscire a far breccia, si troverebbero davanti i guantoni di Donnarumma, uno dei migliori portieri al mondo. Gli zero gol subiti in 11 partite rappresentano la confutazione di queste parole.

LA FORZA DELLA SQUADRA

Mi sono lasciato andare ad un’analisi sulla difesa azzurra, pur non possedendo particolari competenze sportive, contrariamente ai miei connazionali, e quindi non posso esimermi dal fare la medesima cosa con centrocampo e attacco. Al pari della difesa, anche la mediana azzurra è un altro punto di forza. L’impetuoso e instancabile Barella e la positiva sorpresa Locatelli, sono guidati da un signore del centrocampo di nome Jorginho, fresco campione d’Europa col Chelsea. In panchina Verratti che, ad una non ottimale padronanza della lingua italiana sopperisce con una gestione sublime della palla. Dell’attacco c’è poco da dire. Nessuna stella, ma quando c’è da buttarla dentro Berardi, Insigne e Immobile non si tirano indietro. Lascia perplessi la non convocazione del forte parigino Moise Kean, che fa il paio con la convocazione di Bernardeschi.

PRONOSTICO

Dove può arrivare questa nazionale? Posto che non ne becco mezza da quando mi apparve in sogno la doppietta di Milito in finale di Champions il giorno prima della partita, non mi lascio andare a previsioni. Sicuramente gli azzurri possono arrivare fino a domani. Poi, quasi certamente, verranno eliminati ai quarti dal Belgio del trascinatore Lukaku, che sembra in stato di grazia con tre gol all’attivo e un ruolo da leader. D’altronde il Belgio degli ex “ragazzini terribili” è la prima nazionale nel ranking Fifa. L’Italia è al settimo posto, per dire. La difesa italiana, fin qui impenetrabile, è destinata a cadere sotto i fendenti di Big Rom, De Bruyne e Hazard. Con buona pace di Caressa non “andiamo a Wembley Beppe!”.

TORNA PRESTO CHRIS!

Chiosa finale con off-topic, nella quale approfitto per fare i miei migliori auguri di pronta guarigione a Christian Eriksen. Chris, non fare scherzi e torna in campo al più presto: vorrebbero sostituirti con Calhanoglu. Altre due righe di scuse da recapitare a Bernardeschi. Berna, chiedo venia se ti ho preso di mira, ma non è colpa mia se il Mancio ti ha convocato.

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