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COSA È LA TASSONOMIA VERDE DELL’UE

10 Gennaio 2022

La Commissione europea ha inaugurato il nuovo anno con l’avvio di una consultazione con gli esperti dello sviluppo sostenibile e delle problematiche ambientali ed energetiche sulla bozza di un atto delegato della tassonomia verde. La tassonomia verde indica gli investimenti sostenibili, fra i quali figurano anche alcune attività relative al gas e al nucleare. Ma che cosa è più precisamente la tassonomia e perché è così importante per la transizione ecologica?

LA TASSONOMIA PER LA FINANZA SOSTENIBILE

La tassonomia giocherà un ruolo fondamentale nella transizione ecologica ed energetica dell’UE. Si tratta di un documento che guiderà gli investimenti privati nella selezione delle migliori attività sostenibili, classificate secondo una serie di criteri scientifici, e introdurrà obblighi informativi per le aziende che dovranno produrre report periodici di sostenibilità destinati al pubblico e agli intermediari finanziari. Dal 2018, la Commissione ha sviluppato il piano d’azione sul finanziamento della crescita sostenibile, che comprende dieci azioni da intraprendere a livello europeo suddivisibili in tre aree di intervento: riorientare i flussi di capitale verso un’economia più sostenibile, integrare la sostenibilità nella gestione del rischio, promuovere la trasparenza e la prospettiva di lungo termine. Nella prima area rientra una tassonomia europea che classifichi le attività sostenibili. La classificazione consentirebbe di tutelare gli investitori dalle pratiche di greenwashing, mitigare la frammentazione del mercato e favorire l’allocazione ottimale delle risorse finanziarie in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE.

IL REGOLAMENTO E GLI ATTI DELEGATI

La base giuridica della tassonomia è il Regolamento UE 2020/852, che stabilisce le quattro condizioni generali che qualificano come sostenibile un’attività economica, ovvero: contribuisce uno o più obiettivi ambientali definiti dallo stesso regolamento, non arreca danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali, è svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia ed è conforme ai criteri tecnici fissati dalla Commissione negli atti delegati. Il regolamento sulla tassonomia stabilisce sei obiettivi ambientali: la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine, la transizione verso un’economia circolare, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, la tutela e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Ad aprile 2021, la Commissione ha approvato il primo atto delegato, contenente una serie di criteri tecnici di classificazione relativi ai primi due obiettivi stabiliti nel Regolamento, con un potenziale impatto sul 40% delle società europee quotate, operanti nei settori responsabili di circa l’80% delle emissioni dirette di gas serra.

LA COMMISSIONE APRE AL NUCLEARE

Il primo giorno dell’anno è arrivata la bozza del secondo atto delegato, che includerebbe, temporaneamente, il gas naturale e le centrali nucleari tra le attività sostenibili certificate dalla tassonomia. Secondo la stessa bozza, le centrali nucleari non potranno essere approvate oltre il 2045 e nemmeno da ora in assenza di un piano per lo smaltimento sicuro delle scorie. Al contrario, gli impianti a gas non potranno essere autorizzati oltre il 2030 ed entro il 2035 dovranno essere riconvertiti in impianti a idrogeno. Il punto più critico della tassonomia riguarda però proprio il nucleare. La Commissione ha rimandato il più possibile una presa di posizione sul tema, anche a causa di una frammentazione politica a livello europeo. Infatti, la Francia produce gran parte dell’elettricità tramite le centrali nucleari, oltre essere una delle principali potenze nucleari sul piano militare. La Germania, invece, da anni persegue la strategia di abbandono del nucleare e pianifica di chiudere le ultime centrali attive entro la fine del 2022. I tedeschi puntano sul gas naturale, in attesa di uno sblocco del controverso dossier Nord Stream 2 sull’omonimo gasdotto che raddoppierebbe il flusso in arrivo di gas russo. Il governo italiano non ha assunto una posizione, anche se all’interno della maggioranza non mancano posizioni a dir poco agli antipodi (Lega favorevole al nucleare, Partito Democratico contrario). D’altra parte, il blocco orientale dell’UE scalpita per rimpiazzare il carbone con gas e nucleare.

I PROSSIMI PASSAGGI ISTITUZIONALI

La bozza dell’atto delegato è stata inviata agli esperti degli Stati membri e all’organo consultivo Platform on Sustainable Finance. Una volta raccolti i feedback, la Commissione adotterà l’atto delegato entro la fine di gennaio 2022 e la palla passerà a Parlamento e Consiglio che avranno a loro volta quattro mesi per discutere il documento. Il Consiglio avrà il diritto di opporsi a maggioranza qualificata rafforzata (con voto a favore di almeno il 72% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’UE), mentre il Parlamento potrà opporsi a maggioranza semplice.

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