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DARK E L’ETERNO RITORNO DELL’UGUALE

Ormai tre giorni fa è uscita la terza stagione di Dark su Netflix, serie evento che fa della enigmaticità la sua principale cifra stilistica, e ovviamente i viaggi nel tempo. Come possiamo interpretarli? L’articolo riguarda solo le prime due stagioni e non ci saranno spoiler.

Nietzsche a Winden.

Se Friedrich Nietzsche camminasse per le strade di Winden, cittadina dove è ambientata la serie Dark, lo farebbe con fare inquieto e pensoso, percorrendo il bosco palmo a palmo come il suo Zarathustra in cerca di spiriti vivi con cui parlare. Un uccello che cade dal cielo lo distrarrebbe, un fortissimo rumore lo sconvolgerebbe e poi tutto esattamente come prima: tranne un dettaglio, qualcuno è scomparso e magari al suo posto verrebbe restituito un corpo direttamente da trenta-tre anni prima; il che non sarebbe strano visto che Nietzsche sta passeggiando nel 2019, o forse nel 1986? O addirittura negli anni ’30? Non sarebbe strano se Nietzsche iniziasse a spiegarci de l’eterno ritorno dell’uguale e a lui noi rispondessimo

Tu sei il maestro dell’eterno ritorno-, è questo ormai il tuo destino![…] Vedi, noi sappiamo ciò che tu insegni: che tutte le cose eternamente ritornano e noi con esse, e che noi siamo stati già, eterne volte, e tutte le cose con noi.

Friedrich Nietzsche- Così parò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno.

L’eterno ritorno dell’uguale è il pensiero del divenire. Il pensiero che resta fedele alla terra e al corpo, che ancora la vita alla vita stessa, non disperdendola dietro trascendenza che imbrigliano l’istinto vitale dell’uomo: moralismo, dogmatismo, bigottismo. É il pensiero che si trova sulla porta carraia che ha su incisa la parola attimo. Parlando di Dark non possiamo tenere in conto questa parte della definizione che riguarda l’eterno ritorno dell’uguale, in realtà è fuorviante anche parlare di una definizione dell’eterno ritorno dell’uguale. Ciò che ci interessa in questa sede è contenuto nelle sole quattro parole: eterno ritorno dell’uguale e in base a queste interpretare Dark.

L’eterno ritorno di Dark.

Le cose ritornano e lo fanno eternamente ma soprattutto uguali, identiche. Certo è che nella serie tv, nelle prime due stagioni per lo meno, si parla di spezzare il ciclo degli eventi, se questo sia possibile lo scopriremo, o forse lo avete già scoperto. Ma già questa è un’indicazione importante che ci consente di aggiungere una caratteristica dell’eterno ritorno in Dark. L’eterno ritorno in Dark, a differenza di come è pensato in Nietzsche, non riguarda l’infinita cosmologica del mondo, non riguarda l’intero universo e non riguarda tutte le cose del mondo. L’eterno ritorno di Dark riguarda un micro-cosmo, Winden e chi la abita. Gli abitanti di Winden con i loro segreti sono gli unici a poter dire a Nietzsche quanto abbiamo riportato più sopra: è il loro canto. Immaginiamo dunque la fitta rete di parentele che sono il nerbo della trama, pensiamo agli intrecci di questa rete e che tutti i personaggi della serie sono strettamente imparentati l’uno con l’altro, tutti connessi, così come si vede in una delle scene più iconiche della serie. L’eterno ritorno si applica così a due livelli: coloro che ritornano e le cose che con loro ritornano eternamente. Coloro che ritornano sono i nostri protagonisti, le cose che ritornano i loro legami, radicati come loro sulla strada che si curva e si intreccia sotto la porta che si chiama attimo. Questo è un secondo elemento caratterizzante dell’eterno ritorno in Dark. L’attimo, il momento in cui le frequenze permettono gli eventi che sconvolgono le linee temporali, sono esattamente gli attraversamenti al di sotto della porta.

E tutte le cose non sono forse annodate saldamente l’una all’altra, in modo tale che questo attimo trae dentro di sé tutte le cose avvenire? Dunque – – anche se stesso? Infatti, ognuna delle cose che possono camminare: anche in questa lunga via al di fuori – deve camminare ancora una volta!

Friedrich Nietzsche- Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno.

Ritorna proprio l’attimo, la porta, la costante che porta gli eventi e che li porta a ritornare. Non diremo dov’è la porta, né tanto meno cosa ritorna nello specifico, gli spoiler non piacciono a nessuno. Eterno: perché non conosce tempo, come l’attimo che si estende partendo da sé verso dietro e verso avanti; ritorno: perché la via che si estende a partire dalla porta parte dalla porta stessa e in essa finisce per ricominciare, senza confine, come il fiume che sfocia nel mare; dell’uguale: perché la via è sempre la via, non devia, non si interrompe, si curva e si insegue ed è l’unica via. In Dark questo è esemplificato con l’unicità di Winden, col fatto che i legami sono le persone stesse. Spiegheremo quest’ultima fase criptica quando tutti avremo visto la terza stagione e quando sarà il giusto momento per fare spoiler. Fino ad allora buona visione e mordiamo tutti la testa del serpente!

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