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L’Intelligenza Artificiale a scuola? La storia di Algor Education

20 Gennaio 2023

Che l’Intelligenza Artificiale non sia quella di A.I. di Steven Spielberg, in cui i robot erano in grado di innamorarsi, era chiaro già da tempo. Negli ultimi tempi, però, tutti ci siamo resi conto che le applicazioni dell’AI sono reali e fanno sempre più parte della nostra quotidianità: pensiamo agli assistenti vocali, al riconoscimento dei volti attraverso le fotocamere, ai siti che traducono in un batter d’occhio lunghi testi, o ancora ai sistemi di pubblicità degli e-commerce.

Nelle ultime settimane abbiamo finalmente assistito anche ai primi, grandi passi di quella che sarà senza dubbio la nuova frontiera dell’AI. Riguarda tutto ciò che ha a che fare con il linguaggio ed il testo scritto: generare conversazioni, immagini, e persino video da una semplice riga di testo, ad esempio, è ora possibile. Tutti abbiamo sentito parlare di ChatGPT, l’assistente virtuale di OpenAI in grado di comprendere il nostro linguaggio e conversare con un essere umano in maniera sorprendente anche per gli addetti ai lavori.

ChatGPT fa parte della famiglia di algoritmi di NLP (Natural Language Processing), che negli ultimi anni sono diventati non solo più potenti, ma soprattutto più accessibili ad un pubblico sempre più ampio: prima agli sviluppatori (pensiamo a BERT e GPT-3) e poi, proprio con ChatGPT, a chiunque.

In quali ambiti verranno utilizzati questi modelli di linguaggio?

Le applicazioni di questi algoritmi renderanno sicuramente più semplici molte attività: dallo scrivere un articolo, un tema o qualsiasi altro contenuto testuale, alla programmazione. Una rivoluzione digitale che, dunque, non potrà non coinvolgere il mondo della scuola e della formazione.

La scuola italiana è pronta ad affrontare questa sfida? I docenti sono al corrente delle potenzialità e dei rischi di questi strumenti? Gli studenti e le famiglie sapranno farne un uso consapevole?

L’AI nel mondo della scuola italiana

Quel che è certo, ma che in molti non sanno e non hanno ancora avuto modo di sperimentare, è che l’AI è già entrata nel mondo della scuola italiana da tempo grazie a iniziative e startup come Algor Education: una piattaforma online che permette ai suoi oltre 40.000 iscritti tra docenti, genitori e studenti, di studiare con le mappe concettuali in modo completamente nuovo grazie ai suoi algoritmi.

Su Algor Education è infatti possibile creare e personalizzare le proprie mappe concettuali a partire da testi e libri digitali. Ma cosa c’è di innovativo? Questa web può creare complesse mappe da un lungo testo in maniera totalmente automatica. Si può creare uno schema sintetico, oppure una mappa che passo dopo passo si arricchisca a partire un argomento centrale grazie a dei suggerimenti automatici.

La storia di Algor, con cui AlterThink ha condiviso il palco per il premio “Economie della Fiducia 2021”, nasce a fine 2020 tra i banchi del Politecnico di Torino. L’idea di Mauro, il fondatore, era di utilizzare l’Intelligenza Artificiale per migliorare l’apprendimento, rendendolo più inclusivo ed efficace.

Quale sarà, dunque, l’impatto dell’AI sul mondo della scuola e della formazione?

Secondo gli addetti ai lavori la qualità di questi algoritmi migliorerà tanto, ma con un po’ di tempo (OpenAI lancerà, ad esempio, GPT-4, il sequel di GPT-3). Gli effetti? Sarà sempre più difficile distinguere un testo prodotto dall’algoritmo rispetto a quello scritto da un essere umano; le applicazioni di questi algoritmi saranno in grado di rispondere a domande sempre più complesse o risolvere esercizi e problemi. Ovviamente grandi, e non certo semplici, sono le sfide e gli interrogativi in arrivo per il mondo dell’istruzione. Pensiamo, ad esempio, ai compiti in classe: avrà ancora senso assegnare agli alunni la scrittura di un tema su “Il pessimismo cosmico in Leopardise può farlo l’algoritmo in pochi secondi

Il mondo della scuola non potrà certo farsi trovare impreparato. Bisognerà aprirsi a queste nuove tecnologie, riconoscere che nel giro di pochi anni saranno presenti ovunque, e pensare a come integrarle insegnando agli alunni un loro utilizzo consapevole. Andranno formati, dunque, prima di tutto gli insegnanti.

La vision di Algor

Non c’è da spaventarsi, l’AI non sarà in grado di provare emozioni o sostituire completamente un essere umano nella scrittura o nel linguaggio. Le manca la personalità, il vissuto, e tutto ciò che distingue un essere umano da una macchina. 

ChatGPT, come abbiamo detto, ha impressionato anche gli addetti ai lavori, ma attualmente presenta alcuni limiti tecnici importanti: ha una conoscenza limitata dei dati su cui ha imparato (i dati di training arrivano fino al 2021). Per esempio, se provate a chiederle “quali sono stati i primi provvedimenti del Governo Meloni?” non sarà in grado di rispondervi correttamente. Un altro suo limite è che non sempre è in grado di fornire le fonti corrette delle informazioni che dà, cosa che la rende totalmente differente da un motore di ricerca come Google.

Algor vede l’AI come una grande opportunità di miglioramento delle condizioni dell’uomo: gli algoritmi ci aiuteranno a fare tutte le azioni più meccaniche e ripetitive in maniera più semplice, permettendoci di esprimere maggiormente talento, creatività e tutto ciò che, appunto, ci distingue dalle macchine. Se il futuro dell’AI è ancora imprevedibile, sta a noi scriverlo.

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