Emilio Garcia/Unsplash
/

PERCHÉ DIRETTA STADIO FA ANCORA SUCCESSO?

Titolo da non leggere come una critica, anzi: questa trasmissione è una piacevole realtà nel mondo delle partite in streaming. Quali sono gli ingredienti per il successo?

Ad un ragazzo nato nel cuore degli anni  ’90 e cresciuto senza l’abbonamento a Sky o Mediaset solo sentire il nome “Diretta stadio… ed è subito goal!” rievoca pomeriggi passati alla tv per seguire gli aggiornamenti delle partite della Serie A.

Ho ricordi bellissimi legati a quella trasmissione. I “litigi” Corno-Crudeli, le prese in giro tra le varie tifoserie, la magica lavagnetta dove il conduttore usando delle pedine colorate magnetiche rappresentava l’azione.

Ma facciamo ordine: che trasmissione è “Diretta stadio… ed è subito goal!”?

E’ una trasmissione sportiva ideata nel 1999 che va in onda su 7 Gold. Inizialmente visibile solo in Nord Italia col tempo grazie a varie convenzioni è diventata “godibile” a livello nazionale.

In questa trasmissione ci sono 3 ruoli “fondamentali”: il conduttore che come dice il nome stesso è il “coordinatore” dello studio; i telecronisti, coloro che guardano la partita e ne raccontano lo svolgimento (ogni squadra ha il suo telecronista di riferimento); gli opinionisti che commentano la partita.

Fondamentalmente lo spettatore non vede la partita, ma la vive in diretta grazie ai racconti dei telecronisti. Le azioni da gol pericolose, per aiutare lo spettatore con l’immaginazione, vengono rappresentate su una lavagnetta dove il conduttore riporta l’azione appena svolta grazie a delle pedine magnetiche.

Fino al 2010 i telecronisti “fisicamente” si trovavano allo stadio ed erano collegati con lo studio. Dopo il divieto di qualsiasi collegamento proveniente dallo stadio i telecronisti hanno dovuto proseguire il loro lavoro dallo studio insieme agli altri guardando la partita dallo schermo e non più “dal vivo”.

Adesso voi penserete “Con l’avvento dello streaming e delle pay tv una trasmissione simile sarà fallita in qualche anno. Chi ha bisogno di farsi raccontare la partita quando può comodamente vederla lui stesso?” In realtà non è così.

“Diretta stadio… ed è subito goal!” ha avuto sì un calo dal 2010 quando registrava (durante i big match) share del 11/12%, ma i numeri rimangono ancora confortanti ed assolutamente in linea con le aspettative. Durante i big match arriva a registrare share che si aggirano sull’ 8/9 % che permettono quindi ad una trasmissione simile una continua messa in onda. Ma come è possibile? Cosa spinge uno spettatore a preferire una trasmissione simile rispetto ad un servizio in streaming?

Cercherò di presentarvi qui i 3 punti per me fondamentali nel successo di questa perla della mia infanzia.

1.MODALITA’ DI TELECRONACA

Il telecronista di qualsiasi squadra non si limita al mero racconto della partita: egli è innanzitutto tifoso ed in quanto tale vive sulla sua pelle le emozioni del match. Questa peculiarità si traduce in una telecronaca che rimane comunque fluida e chiara, ma risulta in più molto partecipata, avvincente e che spinge il telespettatore ad immedesimarsi nella partita.

Questa capacità di immergersi nella partita fa sì che lo spettatore possa anche fare a meno del “supporto visivo” in quanto riesce a vivere comunque in maniera viscerale il match. Per molti calciofili infatti lo sport è innanzitutto emozioni, per 90 minuti vuoi solo staccare da quello che ti circonda. Poco importa se la tua squadra non la vedi, l’importante è vivere il match. Inoltre c’è anche un grado di “empatia”. Ogni tifoso finisce per rispecchiarsi nei sentimenti del telecronista di riferimento e finisce per vivere con lui gioie, dolori e tensioni legate alla squadra. Questo spinge uno spettatore a guardare di frequente la trasmissione, sapendo che rivedrà quel determinato telecronista.

2. INTRATTENIMENTO

Questo format televisivo non si basa solo sulla telecronaca, ma sul commento del match da parte di un gruppo di opinionisti che nel corso del match analizzano e danno il loro parere.

Ognuno vede la partita con occhi diversi e questo porta naturalmente a dibattiti nel corso della diretta. Questo scambio di vedute implica un ulteriore coinvolgimento dello spettatore che riesce così a farsi una idea su quelle che possono essere le letture del match.

Inoltre alla base di questa trasmissione c’è lo sfottò, come se si fosse in famiglia. Viene quindi a crearsi un clima che oserei definire “intimo”, sembra di essere in compagnia durante il racconto della partita. Immancabili le prese in giro rivolte a chi ha perso la partita da parte di opinionisti e telecronisti avversari. Questo fattore (quando la discussione rimane in termini civili) riesce a strappare un sorriso nello spettatore.

3. TIZIANO CRUDELI

Io ritengo Tiziano Crudeli il vero valore aggiunto di questa trasmissione. Dal 2006 delizia il pubblico di 7 Gold con le telecronache della sua squadra del cuore, il Milan.

Nonostante la mia fede interista, non posso che essere innamorato di Crudeli. Ho sempre apprezzato i suoi siparietti con Elio Corno in cui si percepisce il rispetto e l’amicizia che va oltre lo sport.

Il Duo Corno-Crudeli in una pubblicità

La sua fede rossonera è espressa da Tiziano in termini così sinceri che  mi risulta impossibile non provare un estremo affetto per lui. E’ l’immagine per me di come un tifoso dovrebbe vivere lo sport. Mai antisportivo, sempre chiaro nelle telecronache ma senza dimenticare la parte legata al cuore. Si percepisce l’amore che prova verso la sua squadra.

Certo ogni tanto esce il suo lato più “folkloristico” .Ciò però non va a ledere in alcun modo la sua professionalità e la sua capacità di raccontare il match. E’ il telecronista più duraturo della trasmissione: credo che sia un attestato di quanto il suo lavoro sia veramente apprezzato anche dallo spettatore.

LASCIA UN COMMENTO

Your email address will not be published.

UNGHERIA: UNA DEMOCRAZIA ILLIBERALE NELL’UNIONE EUROPEA?

LA DISCRIMINAZIONE NEL MERCATO DEL LAVORO