PrimAscesa
© Elisa Bessega
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PRIMASCESA: AL 69° TFF IL NUOVO FILM SULLA MONTAGNA DI RIFIUTI

PrimAscesa, mediometraggio del regista Leonardo Panizza, è stato presentato in anteprima mondiale al 69° Trento Film Festival (TFF). Quello di Trento è il primo festival cinematografico ad aprire ufficialmente in Italia, dopo il lungo periodo di lockdown, che ha visto bloccata l’intera industria dello spettacolo.

Con il film PrimAscesa, il regista narra l’avventura della salita a una delle ultime cime inviolate rimaste al mondo. Il pubblico del Festival di Trento è da sempre abituato ad ammirare sul grande schermo immagini di purezza e paesaggi naturali incontaminati, rimanendo estasiato dalle prodezze atletiche dei propri eroi, all’interno di una cornice fatta di acque cristalline, aria rarefatta e ghiaccio inviolato. Con PrimaAscesa, però, si sbaragliano i vecchi schemi e si mescolano le carte sul tavolo. Gli occhi degli spettatori in sala accolgono il film con moti di sorpresa, a tratti divertita, e un marcato senso di spaesamento come litemotiv.

L’idea dietro PrimAscesa

Più che la scoperta dell’ignoto, a segnare questa avventura è la riscoperta di un problema fin troppo conosciuto. Quello dei rifiuti. Sì, perché il film narra della scalata ad una montagna specifica, che tutti, nel proprio piccolo, contribuiscono a creare. Ogni santo giorno. La montagna in questione è una vera e propria discarica. Un problema arcinoto, quello dei rifiuti, che, tuttavia, nessuno vuole vedere. L’intenzione di PrimAscesa è quella di smarcarsi da una retorica sul tema ambientale fatta di buoni propositi e ipocrisia. L’obiettivo viene raggiunto radicalizzando il discorso, andando a ficcare il muso, laddove le belle parole si perdono difronte all’ingombrante chiarezza dell’evidenza.

I protagonisti del film, gli alpinisti Simon e Juan, ci accompagnano nel loro viaggio, abbandonando il confort illusorio del consumo moderato, della plastica sostenibile e di altre soluzioni a metà. Con loro, mettiamo mano nella realtà, cruda e maleodorante, dei fatti. Attraverso PrimAscesa, osserviamo e ci immergiamo in una realtà, che non vogliamo vedere, ma che ci riguarda da molto vicino. La montagna di rifiuti è costruita da tutti noi, quotidianamente. Siamo pronti ad assumercene la responsabilità?

Una montagna piena di rifiuti è inaccettabile, ma anche una montagna di rifiuti lo è

PrimAscesa (2021)

Tra performance alpinistica e artistica

Lungo tutti i 300 metri di dislivello totale affrontato in questa PrimAscesa, gli antieroi, Simon e Juan, si sono misurati con asperità finora rimaste incognite al mondo dell’alpinismo tradizionale. Simon e Juan, letteralmente con il naso a pochi palmi di distanza dal materiale vivo della discarica, hanno messo a dura prova la propria tempra, e, forse, anche la propria fortuna. Essi hanno superato indenni mura di spazzatura fatte di esalazioni dannose per la salute, e liquami di scolo putrescenti, con tutte le probabilità, tossici per i propri fisici.

Gli alpinisti di PrimAscesa: Simon e Juan
Gli alpinisti di PrimAscesa Simon e Juan (©Elisa Bessega)

Durante la salita, il confine tra paradosso e realtà diventa sempre più labile. La tecnica adottata per le riprese è spesso quella della documentazione in soggettiva, proprio come quella tipica degli ormai stereotipici video di molti alpinisti atleti. Il film, parodia di un alpinismo d’azione fine a se stessa, rielabora e sfrutta la soggettività delle riprese per raccontare l’esperienza personale degli alpinisti nella loro ascesa. Durante tutto il percorso, Simon identifica e commenta, come preso da un flusso di coscienza, i vari rifiuti. Gli oggetti abbandonati dalla comunità in quel luogo, rappresentano i reperti della nostra quotidianità. I commenti a ruota libera di Simon, si mescolano con le immagini e trasformano l’ascesa della coppia di alpinisti in uno stream of consciousness collettivo, che, come in una seduta psicanalitica, ci ridà coscienza della nostra esistenza.

Nel film, alpinismo, arte ed ecologia si fondono per dare spazio ad un messaggio rinnovato. Le coscienze vengono risvegliate e ci si accorge che il re è nudo. Il re, in questo caso, è il consumismo. Il risultato, è una catarsi del pubblico. Sebbene protetti dal grande schermo, seduti nelle comode poltroncine della sala, all’assistere alla performance improvvisamente ci sentiamo “sporchi”. La magia di questo film è che riesci a sentire il puzzo dei rifiuti attraverso lo schermo.

PrimAscesa al Trento Film Festival

La pellicola è stata insignita del Premio CinemAMoRe come Miglior Film della sezione Orizzonti Vicini. La giuria del Festival, esprimendosi all’unanimità, motiva così la propria decisione:

Il film di Leonardo Panizza affronta temi attualissimi con un approccio originale e mai paternalistico, adatto a sensibilizzare anche le generazioni più giovani. I protagonisti, carismatici e divertenti, veicolano il messaggio in modo alternativo ed efficace e affrontano un’ascesa paradossale, quasi una performance artistica, mostrando però tecniche e procedure tipiche dell’alpinismo fino alla conquista della vetta”.

Trailer del nuovo film PrimAscesa

Il film stesso, è frutto della collaborazione tra molte persone. Varie anime e caratteri hanno gravitato attorno alla produzione del documentario, andando a creare una vera e propria comunità, che condivide il messaggio lanciato dai due alpinisti. Nota a margine, il film gode anche di un cameo musicale d’eccezione. La colonna sonora è infatti curata da Davide Panizza, Walter Biondani e Joachim Planer.

La sensazione, è quella che sentiremo ancora parlare di PrimAscesa e dei suoi protagonisti. Le premesse per pensarlo ci sono tutte.

Buona visione!

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