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VIVA (IL PARTITO) ITALEXIT!

Giovedì scorso Gianluigi Paragone ha presentato il suo nuovo partito Italexit: “Mancava un partito che dicesse ‘fuori dall’Unione Europea'”, cerchiamo quindi di capire quali possono essere le novità per il dibattito pubblico, per anni incentrato su Europa, UE ed euro.

Gianluigi Paragone, espulso dal Movimento 5 Stelle a Gennaio, giovedì ha annunciato in una conferenza stampa alla Camera il suo nuovo movimento: “No Europa per l’Italia – Italexit con Paragone”; tolto il nome che ricorda quello di una lista civetta e tolto il tempismo di proporre l’uscita da un’Unione che ci ha appena aiutato con 209 miliardi per la ripresa, trovo il partito di Paragone come qualcosa di necessario e utile allo scenario politico del Paese.

Il manifesto non è una gran novità: parla di “fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata” e di sovranità tanto monetaria quanto alimentare (ma assicura, “non significa rifugiarsi in un’anacronistica autarchia”). Il pacchetto si completa con 5G (“Una scelta sconsiderata e imprudente che fa scempio di qualsivoglia principio precauzionale”) e vaccini (“temi di questo calibro non possono essere risolti solo attraverso le imposizioni di uno scientismo ideologico e totalitario”).

L’ondata di euroscetticismo che ha caratterizzato gli ultimi anni si sta indebolendo, basti pensare alla fine che hanno fatto la campagna #FuoriDallEuro del Movimento 5 Stelle (promossa dallo stesso Luigi di Maio) e il conclamato euroscetticismo della Lega che nel proprio programma per le elezioni 2018 chiedeva “di ridiscutere tutti i Trattati […] tornando di fatto alla Comunità Economia [sic!] Europea precedente al Trattato di Maastrich [sic!]”.

Tra Movimento 5 Stelle e Lega c’è sempre stata una certa intesa riguardo l’Unione Europea, tant’è che durante il governo che hanno formato insieme (il Conte I), alla fine del 2018 nacque una crisi con la Commissione Europea riguardo la manovra finanziaria e il deficit per poter finanziare Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Tornando a noi, Italexit di Paragone attrarrà a sé tutti i sentimenti euroscettici precedentemente velati o comunque secondari di altri partiti, permetterà di misurare realmente la “voglia” degli italiani di uscire dall’Unione Europea (il movimento, ha annunciato lo stesso Paragone, è dato al 5%), possibilmente portando gli altri partiti/movimenti a prendere una posizione netta, chiara e precisa.

Penso all’esempio della Lega, al cui interno sussistono varie “anime” al riguardo: dalla più euroscettica, guidata dall’attuale consigliere economico Alberto Bagnai (con Claudio Borghi e Antonio Maria Rinaldi) alternata ad aree maggiormente europeiste: Luca Zaia già disseOggi la Lega non ha come dogma l’uscita dall’Europa, se qualche fondamentalista lo crede ancora non dovrà che prenderne atto”, mentre Fontana si è persino espresso favorevolmente sul tanto vituperato MES: “Senza condizioni, nessuno si può lamentare se vengono date delle risorse”, Gianna Gancia (europarlamentare) ha persino attaccato apertamente il leader di partito sul Recovery Fund scrivendo “Cosa diranno ora Matteo e la Giorgia nazionale? Che spieghino agli italiani da dove avrebbero preso i soldi, loro” in un post su Facebook, poi cancellato.

Il Movimento 5 Stelle dalla campagna #FuoriDallEuro ha fatto passi da gigante, ha persino supportato la Commissione Von Der Leyen votando assieme a PD(S&D) e Forza Italia(EPP) al Parlamento Europeo, mentre la ferma contrarietà al Meccanismo Europeo di Stabilità si sta, lentamente, incrinando.

Italexit di Paragone non è il primo movimento apertamente euroscettico, chi bazzica conosce sicuramente Vox Italia (lanciato, tra gli altri, dal vignettista Mario Improta e dal filosofo Diego Fusaro), il Fronte Sovranista Italiano – Riconquistare l’Italia e vari altri piccoli movimenti, Italexit ha però il grande vantaggio di avere un leader veramente rilevante: già giornalista per La Padania, Paragone ha condotto La Gabbia su La7 con uno share medio attorno al 3,50%, insomma ha davvero l’opportunità di portare l’euroscetticismo “puro” (fuori da logiche destra-sinistra) di fronte agli occhi degli italiani, ed essere giudicato di conseguenza alle urne. Durante la conferenza stampa ha infatti annunciato che Monica Lozzi (attuale presidente del VII municipio di Roma Capitale) sarà la sua candidata a sindaca di Roma, fuori dal Movimento 5 Stelle.

Si può essere quindi particolarmente ottimisti, in quanto è iniziata una fase dopo la quale si metterà una volta per tutte una pietra sopra l’euroscetticismo, che ha particolarmente definito gli ultimi anni, tornando a parlare di questioni concrete.

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