/

A DIFESA DEL TERZINO

Analisi di un ruolo troppo spesso sottovalutato e bistrattato

Nel calcio per decidere in che ruolo giocare si prendono in considerazione la qualità fisiche e mentali di spicco. L’attacco appartiene ai finalizzatori. La fascia viene affidata ai più veloci e agli amanti del dribbling. A centrocampo si sceglie chi ha le giuste capacità per combattere su ogni pallone, a chi ha una buona visione di gioco, o una buona padronanza della tecnica. In difesa centrale ci vanno i rocciosi capaci di resistere alla tentazione di salire e segnare, ai condottieri che hanno il compito di dirigere la difesa ed essere i primi uomini da cui far partire l’azione.

Quindi il terzino chi deve essere? Il terzino non è quello che non possiede queste capacità, ma colui che deve essere pronto ad avere ognuna di queste caratteristiche, e la grande abilità sta nel sapere quando è il momento giusto per attuarle in campo.

Il terzino fa parte della linea difensiva, il meccanismo che necessita essere organizzato, equilibrato e coordinato alla perfezione. Mantenere la giusta posizione, guardare costantemente i colleghi di reparto e ascoltare le direttive del difensore centrale, è fondamentale ai fini della buona riuscita di una prestazione.

Il terzino ha come compito primario quello di contenere le straripanti ali avversarie. Dove sta il problema? Come già citato prima, le ali sono notoriamente individui veloci di pensiero e di gamba, fantasiosi e fastidiosi (non a caso i migliori calciatori al mondo ricoprono questo ruolo), e riuscire a tenere testa a questi diventa arduo sul piano fisico, e la battaglia mentale che si va a creare ha un grande fascino. Riuscire ad annullare una persona del genere, che ha la costante volontà di saltare l’uomo e beffarlo, ha come segreto il riuscire ad anticipare i suoi movimenti. Un compito che se non si realizza, può avere conseguenze devastanti. Questa sola responsabilità, spesso ignorata, merita alto rispetto.

Esempio lampante e recente di terzino devastante è il milanista Theo Hernandez, che media con classe interventi decisivi in difesa a letali incursioni offensive

Far parte della fascia e non del centro garantisce meno presenza di gente a contrastare, quindi spazi più ampi di corsa. Il buon terzino possiede spesso una velocità esplosiva, pronta a riempire quegli spazi vuoti, cercando di avere un certo impatto sulla manovra offensiva della squadra, sorprendendo con i suoi inserimenti fulminei la squadra avversaria. La scelta se buttarsi dentro o meno deve essere ponderata, perché abbandonare la posizione originaria significa anche lasciare un buco nella difesa, spostando l’equilibrio della squadra. La resistenza è la dote necessaria per il buon terzino, che dopo le sue scampagnate deve essere pronto a tornare a riprendere la sua lontana posizione il più in fretta possibile.

La lontananza dalla porta spesso fa sviluppare nel terzino una potenza di tiro esplosiva, necessaria per impensierire gli avversari con tentativi da fuori o cross dalla trequarti, o con punizioni letali.

La leggendaria punizione ad effetto di Roberto Carlos dalla trequarti
Maicon da fuori area, come esempio di tiro devastante

Essere un terzino porta con se poche occasioni di brillare, ma emoziona quando riesce finalmente ad affacciarsi alla metà campo avversaria, e con la velocità e un buon cross può essere una letale spina nel fianco.

Un guizzo di pazzia targato Bruno Peres

Mentalmente, non è da sottovalutare l’essere in questo delicato ruolo che, come già citato, comporta un alto grado di conseguenze infauste. Soprattutto nel calcio moderno, avere un buon terzino nella propria squadra significa avere un’ulteriore arma letale. Un’incognita impazzita che può sorprendere gli avversari con le sue scelte. Averne uno insicuro di sé rende la squadra più vulnerabile. Come esempio, si può pensare agli ultimi anni dell’Inter che, dopo Maicon, terzino brasiliano assai apprezzato, non è più riuscita ad averne in rosa uno dello stesso livello, o che almeno non lo facesse rimpiangere troppo, come invece è successo.

I migliori terzini nella storia sono coloro che riescono sempre a prendere la decisione giusta, capaci di tenere testa ai migliori giocatori, instancabili motorini che possono considerarsi in fase offensiva come delle ali aggiunte, e riescono a mediare perfettamente tra attacco e difesa.

LASCIA UN COMMENTO

Your email address will not be published.

ARTICOLO PRECEDENTE

FENOMENOLOGIA DELL'INCOMPETENZA (di Anna Verde)

PROSSIMO ARTICOLO

SENTIMENTALISMO E SOCIAL: LA MORTE DI GEORGE FLOYD