"José Mourinho / Жозе Моуринью" by Aleksandr Osipov is licensed under CC BY-SA 2.0
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BUONA FORTUNA MOU

4 maggio 2021. Ore 15.30. Mourinho è il nuovo allenatore della AS Roma. Lettera d’affetto incondizionato da parte di un tifoso interista.

“José Mourinho / Жозе Моуринью” by Aleksandr Osipov is licensed under CC BY-SA 2.0

“Vorrei essere capace di voltarmi
Alla velocità della luce”
Febbre, Gazebo Penguins.

Mentre leggo la novità rimbalza nelle mie orecchie l’inizio di “Febbre” dei Gazebo Penguins. Subito dopo parte “Another Love” di Tom Odell. Capisco che c’è qualcosa che non va.

Mourinho alla Roma. Il mio Number One anno prossimo torna in Serie A e non sarà sulla panchina della Beneamata. Se nel lontano 2010 mi avessero detto che 11 anni dopo avrei avuto sulla panchina Antonio Conte e Mourinho al comando dei giallorossi avrei fragorosamente riso. Soprattutto perchè in quel biennio fantastico gli avversari sono stati loro, i “lupi” di Ranieri, Totti, Toni e De Rossi.

Mi rendo conto solo ora che Josè non lo ho mai affrontato da avversario. Come sarà possibile, davvero lo speaker di San Siro non avrà la voce rotta dalle emozioni nel momento di leggere le formazioni ed i rispettivi Mister? Come si comporterà la Curva? Vi prego facciamo un enorme passo di maturità e salutiamolo bene, anche calorosamente se possibile, e non fischiandolo come fosse uno qualunque. Mou non è uno qualunque. E l’Inter non è una squadra qualunque per lui. Non ha mai negato che quei due anni, dal 2008 al 2010, sono stati professionalmente parlando i più emozionanti per lui.

Certo che essere interisti è davvero uno sturm und drang. Due giorni fa festeggiamo giustamente uno scudetto conquistato dopo 11 anni e appena 48 ore dopo sbam, sta secchiata d’acqua fredda. Il problema enorme, lo sto realizzando mentre scrivo a mano libera questo articolo, non è che Mourinho sia andato in un’altra società: nel calcio romantico non ci credo. Il problema è che non riuscirò a tifargli contro. Inter omnia vincit, sia sempre ben chiaro. Ma immaginarmi a 500 km di distanza Josè mi sposterà senza dubbio il battito cardiaco anche un po’ verso la Capitale. Ad un Icardi, per dire, non auguro il meglio sportivamente parlando. A Josè sì.

Ho vinto con l’Inter, c’è un affetto speciale. Ma se un giorno andassi in Italia per allenare una società rivale, non ci penserei due volte. Guardo alle cose in modo professionale. Mi sento bene con me stesso». Mourinho, 2 maggio 2021.

Poteva andare peggio? Certo. Vista la “situazione Pirlo” e questa dichiarazione il mio terrore era di vederlo all’Allianz Stadium anno prossimo. La soluzione sarebbe quella di Inter e Roma sempre molto lontane in classifica, in modo che nessuno scontro conti davvero qualcosa. Anche perchè nelle sfide decisive io Josè contro non lo voglio.

Queste righe veloci e sconclusionate sono di uno che Mourinho non può rinnegarlo. Anche con un altro stemma cucito sulla giacca elegante.

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Eh ma ora è vicino. Che si fa? Lo ignoriamo? Esattamente, che cosa dobbiamo sperare?

A presto Mou, a molto presto. Non sarai mai un traditore e nulla ti porterà a diventarlo. Concedimi però, alla tua prima panchina da “ospite” a San Siro, un sussulto, un momento di alienazione. Perchè, come dice il nobile Marquèz, “Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che con lo avrai mai (più, nel nostro caso)”.

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