Benvenuti a Night City
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CYBERPUNK 2077 & CD PROJEKT RED

Cose che furono, cose che sono, e alcune cose che devono ancora verificarsi

Che Dama Galadriel non me ne voglia, ma sono qui oggi per provare a spiegare cosa è successo con l’arrivo negli scaffali videoludici di Cyberpunk 2077, l’ultima fatica molto faticosa di CD PROJEKT RED. C’è dunque un motivo per cui cito un personaggio fantasy di nota fama per introdurre il mio discorso. Anzi due: il primo, di cuore, perché è sicuramente una bellissima frase ad effetto che descrive la struttura di questo articolo; il secondo perché il mondo fantasy è il punto cardine da cui partire parlando di CD PROJEKT RED.
Con una piccola intro, esploriamo insieme quello che in tutti i videogiochi viene accompagnato da sfregamento di mani e sorrisetti curiosi: l’inizio.

Un interessante giorno di Maggio, 1994 (COSE CHE FURONO)

La software house CD PROJEKT RED nasce a Varsavia a pochissimi anni dalla caduta dell’Unione Sovietica. Si fa strada nel mondo videoludico distribuendo e traducendo in lingua polacca i manuali dei videogiochi, per lo più statunitensi. La risposta del pubblico è ottima. Note case di sviluppo affidano a CD PROJEKT la distribuzione di grandi titoli fantasy come Warcraft 2, Baldur’s Gate, Diablo e gran parte dei loro seguiti.
La crescita esponenziale di złoty nelle tasche della casa di produzione favorisce l’investimento su The Witcher, il videogioco che si ispira all’omonimo fenomeno letterario polacco. Questo diventa il loro più grande successo commerciale.
Sarà grazie a questo titolo fantasy, e soprattutto ai due capitoli sequel, che CD PROJEKT RED diventa la software house campione di vendite che è oggi.

10 gennaio, 2013 – l’uscita del trailer

Il giovane presidente e CEO Adam Kiciński annuncia tramite un teaser trailer che è in arrivo un videogioco a tema cyberpunk (per il termine si ringrazia Bruce Bethke).

Bastano 120 secondi per mandare in totale visibilio una folla di videogiocatori.

Questa criptica pubblicità si presenta al mondo come un magnifico ibrido tra un anime giapponese e una fantasia di Ridley Scott (quello giovane).
Una bellissima figura femminile vestita di bianco viene intimata ad arrendersi da uno squadrone di super poliziotti armati.
Esplodono migliaia di proiettili dorati che fioccano violentemente addosso alla donna rivelandone la natura cibernetica. Con uno stupendo montaggio di regia, vediamo come intorno a lei decine di cadaveri umani cadono inevitabilmente sotto un’apparente furia incontrollata. Le mirabili lame robotiche a mezzaluna intrise di sangue fuoriescono dagli avambracci, come una ramificata protuberanza ossea. Sotto le note musicali ansiose e gelidamente sequenziali di una perfetta “Bullets – by Archives” che accompagna tutto il trailer, il titolo del videogioco arriva dirompente come una scossa, e il colore giallo elettrico del font parla chiaro.

Cyberpunk 2077, in sviluppo.

Il trailer del gioco quando fu annunciato nel 2013

Cavoli, la trasposizione videoludica del già famoso gioco di ruolo da tavolo anni ottanta CYBERPUNK 2020 è nelle mani giuste. Le premesse sono eccezionali, il materiale ancora di più. CD PROJEKT diventa giorno dopo giorno sinonimo di garanzia grazie alla fortuna straordinaria del terzo capitolo delle avventure di Geralt di Rivia, lo strego canuto. La casa polacca inizia passivamente a promettere che Cyberpunk rivoluzionerà il concetto di videogioco portando il giocatore a vivere una storia parallela dentro ad un mondo vibrante, vivo, ricco di dettaglio e talmente innovativo da sbaragliare ogni concorrenza futura.

10 dicembre, 2020 (COSE CHE SONO)

Dividiamolo in fasi:

FASE 1

Passano sette roboanti anni. Donald Trump diventa presidente degli Stati Uniti, l’Inghilterra vota per uscire dall’UE e muore Carrie Fisher. Dopo numerosi trailer ed estenuanti rinvii (dovuti ad una mera volontà di perfezionamento, non alla pandemia) esce finalmente il nuovo videogioco Cyberpunk 2077, su multipiattaforma (XBOX ONE, PS4, XBOX series X/S, PS5 e PC). Diventa uno dei titoli di maggiore influenza mediatica della storia, canto del cigno della old gen e nuovo anatroccolo della next gen. Il pubblico è colmo di aspettative. Keanu Reeves presta volto e voce per uno dei personaggi chiave del gioco. Cyberpunk 2077 è pronto a far parlare di sé per anni. Tutto il mondo dei videogiochi è pronto ad urlare al capolavoro universale.

Keanu Reeves nei panni del mercenario “Jhonny Silverhand”

FASE 2

Problemi in paradiso.

Un fulmine a ciel sereno si abbatte violento su milioni di giocatori in attesa di poter compiere il viaggio del secolo.
Cyberpunk 2077 si dimostra fallace in svariati punti fin troppo importanti per passare in secondo piano. Le animazioni scattano, le texture e i modelli non caricano, la grafica è ridotta e le meccaniche RPG non sono entusiasmanti. L’editor del personaggio è molto debole e la città di gioco Night City non è così ricca di vita. Infine l’intelligenza artificiale degli abitanti della metropoli non è assolutamente degna della qualità a cui eravamo stati elegantemente viziati negli scorsi anni (grazie Rockstar).

Dove sta il vero problema di un incidente di questa portata? Che cosa ha condotto inevitabilmente la gallina dalle uova d’oro CD PROJEKT RED a questo vertiginoso declino?
Forse una sbagliatissima pubblicità.

“Gira sorprendentemente bene su PS4 ed XBOX ONE”

Così promettevano gli sviluppatori nero su bianco.

I video online mostrano che il gioco è potentissimo sotto ogni aspetto e che gli anni di attesa saranno senza dubbio ripagati.
Tutte false promesse che sono state mantenute solo in parte. Il pubblico elitario che ha fortunatamente avuto già accesso alla next gen, si trova con problemi limitati e una qualità esponenzialmente aumentata grazie ai 60 fps e a tecnologie come il ray tracing (software che può simulare l’illuminazione di una scena e dei suoi oggetti riproducendo riflessi, ombre, rifrazioni e luce indiretta in modo fisicamente accurato)

La community dei videogiochi sa essere estremamente pericolosa, se tradita. I giocatori interagiscono con le loro mani in mondi creati su computer e diventano esseri divini che dirigono le storie secondo il proprio volere. Queste persone sono abituate a picchiettare su tastiere e vivere dietro uno schermo da molto prima dell’avvento dei social network. Non si scherza con questa gente, ed è proprio questa gente fomentata da qualche youtuber incazzato che recensisce e distrugge Cyberpunk 2077.

La casa di produzione accusa tanto, incassa il colpo e reagisce nell’unico modo che gli è possibile: attuare un piano di rimborso totale ai giocatori. Questi, come dirottatori professionisti di pensieri comuni, innescano una CYBERGUERRA (oh, wow) farcita di denunce, piogge di voti negativi e video ironici sui vari errori. “IL GIOCO FA SCHIFO“.
Recensioni catastrofiche, console prese a martellate e conflitti civili tra le strade (sto esagerando, certamente, sono un Videogiocatore dopotutto).
Gli azionisti del gioco puntano i fucili sui tecnici di CD RED, i quali si sono subito messi al lavoro. In pochi giorni vengono installate patch di assestamento per riparare le varie falle nel sistema.

FASE 3

Tuttavia…

Con una parola che mi ricorda sempre il compianto Gianny Musy, mi sento in dovere di esprimere un paio di note positive riguardo a questo gioco (lo sto provando su PS4 pro).
Se dovessi citare Jafar e i suoi storici aggettivi, Cyberpunk 2077 è una perfetta rappresentazione di un diamante allo stato grezzo. Se Aladdin era “solo un poveraccio” che grazie al suo cuore puro riusciva ad aprire la caverna delle meraviglie, la stessa caverna ce l’abbiamo davanti. Perché Night City e Cyberpunk 2077 questo sono: una strabiliante caverna delle meraviglie che non era forse ancora pronta a fare il suo debutto. Con un potenziale videoludico di livello molto alto ed un paradiso di prodigi digitali, Cyberpunk sarebbe veramente capace di fare la differenza.

Chiunque ami la fantascienza non può che rimanere a bocca aperta. I grattacieli di questa cyber-gotham city svettano minacciosi, a simbolo di una città che vuole rinchiuderti privandoti del cielo. I disseminati neon psychofucsia e gli stravaganti cartelloni pubblicitari si intersecano in ogni angolo, colorando gli inquietanti sobborghi cittadini tra ferro e luci fulgide.
I passanti vestiti di cresta azzurra, innesti robotici e occhiali arancioni si aggirano provando a nascondere qualche microchip che sfrigola.

“Benvenuto a Night City!”

Slogan del gioco

La città è davvero suggestiva. Una colonna sonora ideale e persuasiva riempie le strade ed irrompe nella tua testa. Tutto quello che la cultura sci-fi punk insegna da decenni grazie a Blade Runner, Ghost in the shell, Akira e Matrix si incontra nel gioco. Questo trova nella narrazione il punto più alto del titolo. Si scopre una storia eccellente ed attuale come non mai. Si danza in un palcoscenico ad alto impatto visivo e con personaggi davvero ben scritti. Un’alchimia che, a prescindere dal lancio disastroso del gioco, difficilmente si trova sul mercato. Cyberpunk 2077 in conclusione è un titolo che merita ASSOLUTAMENTE di essere vissuto.

Infine un piccolo consiglio:

Se l’hai già acquistato non chiedere il rimborso come, in ogni caso, già milioni di giocatori NON hanno fatto. I giochi dovrebbero essere pronti sin dal lancio, ed è una sacrosanta verità. Ma non lasciare che la fretta e la paura ti condizionino e ti privino di un gioiello come questo. Se hai una console vecchia, aspetta. Il gioco ha dei difetti, certo. Non era come dicevano che doveva essere, vero. Forse il gioco verrà fixato e magari prossimamente passerai alla next gen. Perciò non escludere questo titolo dalla tua collezione, o per rimanere in tema, dal tuo database di memoria perché sarebbe il primo errore del 2021.

Oggi (E LE COSE CHE DEVONO ANCORA VERIFICARSI?)

Purtroppo non ho abbastanza punti esperienza per prevedere il futuro.
Tranne quello prossimo, e prevedo che finito di scrivere tornerò a giocare a Cyberpunk 2077.

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