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DARK SOULS – COME HO IMPARATO AD AMARE LA BOMBA

Quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa. Il videogioco ed il suo mondo prima e dopo Dark Souls

Yes, indeed il videogioco di From Software del 2011 è datato ed aspramente macchinoso in quasi tutta la linea. Eppure dopo 10 anni, Dark Souls brilla di luce propria e non fa fatica ad accaparrarsi sempre più fan che, per passaparola o per curiosità, si avventurano nel mondo di Lordran per scoprire una storia che lascerà il segno per sempre.
Seguimi, coraggioso videogiocatore. Attraversiamo insieme la nebbia e cominciamo a parlare di Dark Souls!

Cantami, o Diva…

“E poi venne il Fuoco”

Con questo prologo imprescindibile, Dark Souls ti concede l’unico momento di narrazione di tutto il gioco. Il resto della storia è nascosto dentro intricati sentieri rigonfi di morte ed ostacoli spesso indigesti. Tocca a te, Non morto prescelto, farti strada attraverso le molteplici difficoltà per dipanare eroicamente la matassa di storia che compone questo leggendario poema epico.

Terminata la sequenza introduttiva, ti risvegli in una fredda ed umida cella abbandonata per nulla accogliente. Un suono sordo e vagamente lugubre accompagna la scritta “Rifugio dei Non Morti”, indicando l’avvio del gioco ed assegnando un nome alla prima zona da esplorare. In questa prima location, armato di totale inconsapevolezza ma con buoni propositi l’unica cosa che puoi dire è “adesso che cazzo devo fare?”.

Riposati al falò

Ciò che caratterizza il Rifugio dei Non Morti in particolare è il fatto che funge da mero tutorial per le meccaniche di gioco che diventeranno familiari e fondamentali nel corso di tutta la run (gergo videoludico per intendere la partita dall’inizio alla fine).

Tuttavia tra i cunicoli funerei del Rifugio, una piccola fiammella arde nel buio e attira la tua attenzione. Un falò composto da una spada, ossa umane e fuoco (ci arriveremo) ti accoglie benevolo ed amichevole, e interagendo con esso sbloccherai il primo vero checkpoint del gioco.

Invero, la particolarità che salta subito all’occhio giocando a Dark Souls è il fatto che ogni volta che muori riparti da quell’ultimo checkpoint, o falò su cui hai salvato. Ce ne saranno tanti disseminati in tutto il mondo, ed imparerai ad amarli visceralmente come l’unica cosa che ti sorride in un mondo che è pronto a masticarti senza neanche chiederti il permesso.

Un’anima per un’anima

Così Teschio Rosso metteva in guardia Thanos su Vormir, sul fatto che con le anime non si gioca né si scherza. In Dark Souls le anime (qui un’entità fisica quasi tangibile) rappresentano la colonna portante di tutta l’opera.

Sono anime quelle che i Quattro Lord trovano nel Fuoco primordiale e che doneranno loro poteri inimmaginabili. Sono anime quelle che assorbi da ogni nemico che cade sotto la tua furia, in principio cieca (ma in fondo molto chiara). E sono quelle stesse anime che assorbi o che raccogli a diventare la moneta di scambio nel mondo di Lordran, permettendoti di acquistare oggetti ed equipaggiamenti utili nel corso dell’avventura.

Ma cosa più importante, sono sempre le anime che ti permettono di salire di livello aumentando le statistiche che sceglierai di privilegiare. Infatti, ti è concesso questo bonus soltanto quando si accede ad un falò, che all’improvviso non rappresenta più un braciere che arde come un’ancora di salvezza tra una zona piena di morte e l’altra, ma una vera e propria fucina che forgia Eroi.
Il potenziamento è tutto nelle tue mani, adesso!

(Non l’avevo ancora detto: quando muori, perdi tutte le anime che avevi guadagnato. E se le vuoi recuperare devi tornare esattamente nel posto dove le hai perse. All’unica condizione di non morire di nuovo provandoci, altrimenti saranno perse per sempre. Forte eh?)

Spiegazione esaustiva sul perchè Dark Souls non va perso assolutamente

A salire c’è più speranza

Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, tutto ciò che devi fare è aumentare le skill del tuo personaggio seguendo una tabella semplice ma variopinta nel dettaglio: vitalità (aumentare quindi la barra della vita), stamina (l’energia fondamentale per parate e riflessi)ma anche forza, destrezza o resistenza.

Tutto da calibrare secondo la scelta iniziale della classe del tuo personaggio: aumenterai sempre più forza e stamina con il guerriero o il cavaliere; o intelligenza e fede se hai scelto lo stregone o il chierico. Allora non c’è più un approccio puramente fisico permeato di mazzate a destra e sinistra a volte prive di senso (eccomi!) ma più una strategia tattica dalla distanza scagliando incantesimi che si potenziano man mano che si avanza nell’avventura. Certo, sempre se esplori a dovere.

Like a rolling stone

Attenzione però all’equilibrio, il compagno fidato o il nemico più letale dell’intera opera. Parlando nel gergo “soulslike” sono tre le modalità di movimento che caratterizzano il gioco: fast roll, mid roll e fat roll.
Il rotolamento è l’unico modo per schivare i colpi nemici che Dark Souls ti concede. Ma se il peso che trasporti sarà superiore alle tue capacità di sostenimento a favore di una difesa maggiore data da un armatura pesante, la tua rotolata sarà lenta e molto meccanica (fat roll, appunto).

Al contrario, con un’attrezzatura leggera sarai più vulnerabile al danno fisico ma una volta acquisita manualità e precisione nel rotolamento, schivare gli attacchi diventerà golosamente pane per i tuoi denti (ovviamente fast roll).

Sta quindi a te e alla modalità che più ti è congeniale scegliere come approcciare alla partita, anche di volta in volta. Perché ogni nemico che incontri ha un moveset tutto suo, e così anche tu dovrai evolvere modo di combattimento. Ogni arma che scegli si muove in un modo ben preciso e dovrai fare attenzione a tutto questo per portare avanti la quest e giungere ai titoli di coda.

All’inizio potrà sembrare molto complesso, ma una volta appresone il potere non tornerai mai più indietro.

Fare o non fare. Non c’è provare

Ma cosa porta Dark Souls spesso in vetta alle classifiche dei videogiocatori? È bello solamente perché è un mix perfetto tra gioco di ruolo e azione?

Con protagonista un prescelto che, morte dopo morte e passo dopo passo, impara a padroneggiare la fiamma del caos e a schivare tempestivamente fruste di fuoco sputate da viverne color inferno, mentre colpisce con la sua claymore del tuono +10 infliggendo sia danno fisico che elementale mentre il mondo sta finendo?
Certo, anche.

Ciò che però lo rende davvero unico nel genere è la sua narrazione: mitica e maestosa; potente ed imprevedibile; mitologica e fantastica. Uscito tronfiante dal Rifugio dei Non Morti, verrai trasportato da un corvo gigante al Santuario della Prima Fiamma, l’hub centrale del gioco che funge da nodo di smistamento per tutte le scelte che determinano la storia.

Benvenuto al Santuario della Prima Fiamma

Con una musica misteriosa e costante, al Santuario si presentano alcuni NPC (non-player character) che saranno fondamentali per la conoscenza della storia di Lordran. Saranno questi NPC infatti, insieme alle descrizioni degli oggetti sparsi per il mondo, che ti racconteranno tutta la narrazione altrimenti silente.

Si tratta di LORE, più che di storia narrata linearmente. Ovvero che gli eventi che avvengono durante l’avventura nascondono un enorme quadro narrativo che va saputo leggere con l’esplorazione, l’attenzione e la speculazione. Per questo il giocatore meno attento rischia di ritrovarsi in cima ad una montagna senza sapere come scendere.

La regola è molto semplice: leggi tutte le descrizioni, parla con tutti i personaggi che incontri, osserva tutto quello che ti circonda perché gli sviluppatori non hanno lasciato nulla al caso. Ogni cosa è veramente al suo posto. Tu non devi far altro che scoprire perché.

But soon the flames will fades…

Dark Souls rappresenta una gemma rara nel mondo dei videogiochi. La sua potente storia fatta di cicli, fuoco, Dei e Uomini non si trova in nessun altro titolo d’intrattenimento contemporaneo. Una mitologia tutta da scoprire in base alle tue sole capacità.

Cosa è il fuoco? È solo il potentissimo elemento primordiale che si innesca all’improvviso portando disparità nel mondo? Per esempio caldo e freddo. Vita e morte. Luce ed oscurità. Oppure c’è dell’altro? E che accade quando arriva la disparità?

E se il fuoco è destinato a spegnersi, che succede dopo che l’era della prima fiamma giungerà al termine? Chi sono questi Dei che acquisiscono dal fuoco un potere grazie al quale ribaltano lo status quo del mondo precedente? Perché il tempo è distorto? E cosa è la non-morte? Chi è il nano furtivo, così spesso dimenticato? Cosa è l’Anima Oscura?

COSA RAPPRESENTA L’UMANITÀ?

Tante domande che da subito si incastrano nella tua testa e troveranno risposta soltanto alla fine di questo viaggio leggendario che rimarrà per sempre nel cuore. Hidetaka Miyazaki dipinge una tela minuziosamente precisa (non è esente da difetti, anzi! Ma come ogni cosa bella la ami e la odi proprio nella sua completezza) in modo che tutto sia al suo posto. Maniacalmente, per lo più: se un sassolino è dove non dovrebbe essere forse c’è un motivo e sta raccontando qualcosa di fondamentale.

C’è un motivo per cui i falò sono composti da ossa, fiamme e cenere e possono darti il potere necessario per salire di livello. Il fuoco ti vuole dire qualcosa, e ti appartiene più di quanto tu possa immaginare. È per esempio proprio il fuoco che, immagazzinato nella fischietta Estus (a slot limitate) ti ricarica la vitalità quando subisci danno.

È dal fuoco che nasce la piromanzia, l’arte incendiaria che ti è concessa usare come modalità offensiva durante la partita. La stessa piromanzia che nasconde una tra le lore più spaventose ed incredibili tra le tante presenti, nata da un errore divino ma dalle sfumature grandiosamente umane.

Addirittura il level design del gioco è così ben congegnato che il multiplayer tipico di un gioco online diventa qui parte integrante della trama. C’è di nuovo un motivo se sono possibili le evocazioni di altri giocatori, come se provenissero da una realtà alternativa in confusione tra lo spazio e il tempo, perchè quello stesso tempo è distorto a Lordran.

Ma tra quei giocatori c’è comunque interazione! Le loro azioni interferiscono vicendevolmente l’una con l’altra perchè alla fine è tutto collegato (grazie Tyr il Nordico per aver illuminato il mio cammino).

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L’evocazione di un compagno che accorre in tuo aiuto

…and always praise the sun!

Dark souls è un viaggio veramente stupendo che parla certamente delle origini del mondo, insito però di amore e odio. Parla di amici e di nemici. Di scienza e di fede. In una parola: parla proprio di disparità.

Ma soprattutto, è un trattato filosofico sull’ineluttabile paura dello scorrere del tempo, che sopra ogni cosa rappresenta l’essere più divino e potente di tutti. Potrei continuare a parlarne per ore, perchè c’è tanto da scoprire. Ma ti ho concesso un piccolo assaggio, nulla più.

Credi alle mie parole, futuro non-morto prescelto. Dark Souls ti cambierà.
Attraversa di nuovo la nebbia e adempi il tuo destino.
PS: Non osare diventare vuoto, però. Sarebbe il più grande dei peccati. Ma è nella natura umana commettere un peccato, giusto? Heh heh heh heh heh..

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5 Comments

  1. .. bravo Pietro! 👏🏻 … ma lo sai che mi hai fatto venire voglia di entrare nel mondo di Lordran e giocare!??? 🙈😅
    .. e alla mia età, è tutto dire !!

  2. Bellissimo articolo! La narrazione mai esplicita del contenuto ma sempre presente in ogni cosa che si incontra, del dove e del perché la si incontra è epicità assoluta.
    Il viaggio di un non-morto inizia laddove l’era del fuoco finisce… citando l’indistruttibile Patches – “a fine dark soul to you” – non vedo l’ora di leggere un futuro articolo su Dark Souls 3.

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