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LA “FERRAGNEZ” TASK-FORCE

«Vi chiedo una trentina di secondi di attenzione perché devo passare un messaggio molto importante. Ieri abbiamo ricevuto una telefonata molto inaspettata: siamo stati messi in contatto con il Presidente del consiglio che ha chiesto un aiuto da parte mia e di mia moglie. Se queste stories, anche in piccolissima parte, riusciranno a essere utili io non posso che esserne contento. Ci è stato chiesto un aiuto nell’esortare la popolazione, soprattutto quella più giovane, ad utilizzare la mascherina».

In un 10 aprile che pare un secolo fa Giuseppe Conte annunciava che per la “fase 2” dell’emergenza legata al coronavirus, si sarebbe avvalso di un Comitato di esperti in materia economica e sociale, il cui compito avrebbe dovuto essere quello di elaborare e proporre misure necessarie a fronteggiare l’emergenza per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive. A presiedere il Comitato il Dott. Vittorio Colao. Con un aggiornamento, in data 12 maggio, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell’esigenza di garantire una rappresentanza di genere, integrava il Comitato di esperti con cinque donne, che si aggiungevano alle quattro già presenti. Un paio di settimane prima, in data 23 Marzo, i Ferragnez annunciavano l’inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva al San Raffaele, costruito grazie ad una raccolta fondi lanciata dalla coppia che aveva superato i 4 milioni di euro. All’iniziativa aderirono conduttori come Alessia Marcuzzi e Francesco Facchinetti, calciatori come Paulo Dybala, cantanti e artisti (l’elenco e lungo, basterà citare Emma, Arisa e Alessandra Amoroso), e perfino Rovazzi sotterrò l’ascia di guerra con Fedez per dare il suo contributo.

Una delle due è una storia di successo. E per fugare ogni dubbio, legittimo, non sto parlando certamente dello straordinario gesto di imporre la quota rosa ai “desaparecidos”. Parlo ovviamente di Chiara e Federico! La coppia più famosa d’Italia per la quale tutti riservano un interesse accompagnato da trasognata ammirazione che si riserva alle vite inaccessibili, e un po’ di odio, invidioso, tipico degli esclusi e del Codacons. E pure il Pres si accorse di quanto fosse vincente il loro modello: tanto che per un periodo sembrava volesse fare concorrenza alla Chiara, rincorrendone i follower, tra dirette e pose, tra ritardi e foto.

Però bisogna essere bravi per farlo, mica un Casalino qualunque. Alla fine, ce ne siamo accorti un po’ tutti: bisogna essere bravi, ed intelligenti, per farlo. Così Conte, che si è rassegnato all’idea di non essere propriamente portato per fare l’influencer (o forse sì?) ha chiesto proprio a loro, ai Ferragnez, di dargli una mano. Voi che sapete parlare così bene agli italiani, ditegli che la mascherina è importante, che serve uno sforzo di tutti, che un altro lockdown non possiamo permettercelo.

Voi che vi conoscono tutti, voi che sapete dire ai più le cose importanti, costruire un ospedale, portare la gente agli Uffizi. “Ho un pubblico di 20 milioni di persone e cercherò di ‘educare’ e sensibilizzare sempre di più. Fate lo stesso. Insieme possiamo essere parte di un cambiamento epocale”, diceva Chiara, con quella sua medietà di Prada vestita, splendida, che la rende nostra vicina di casa, mentre era impegnata a combattere la violenza sulle donne.

Non so se saranno venti milioni di mascherine, ma forse Conte ha messo le mani su una task-force che potrebbe davvero funzionare. E visto che la biondissima pare sia bravina pure a fare e a gestire gli sghei, un pensierino…

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