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Spid-y Gonzales: come la brigata anti-spid sfugge alla realtà

Qualche settimana fa mi trovavo ad un banchetto (fisicamente palpabile oltre che visibile) organizzato per continuare a raccogliere le firme per i quesiti sull’Eutanasia Legale. Commentavo con qualche amico radicale che ero stupito che la solita élite mediatica-costituzionalista non si fosse ancora indignata per la temibile ventata di modernità che ha addirittura consentito di raccogliere le firme attraverso l’agevole sistema dell’identità certificata digitale.

Come si suol dire, me la sono tirata dietro. Complice la velocità con la quale i cittadini (fisicamente palpabili oltre che visibili) si sono mobilitati per raccogliere le firme su un secondo referendum, quello sulla cannabis, come reazione istintiva, è nata nei giorni scorsi la brigata anti-spid. La brigata anti-spid si declina in varie sfaccettature da chi propone di aumentare il numero delle firme necessarie per presentare un referendum – perché ora è più semplice – a chi semplicemente chiede di togliere la possibilità di usare lo spid. Di fondo c’è la consapevolezza che la democrazia sia gravemente minacciata dal popolo che rischia di esprimersi più facilmente su diverse materie. Errore mio, da laureato in giurisprudenza, credere che a consentire il popolo di esprimersi su diverse materie (giustamente non tutte) sia la costituzione.

Ma non finisce qui. Per la brigata non rileva il fatto che nessun costituente avesse pensato al limite di 500mila persone non per rendere più complessa la presentazione del referendum (non a caso le modalità di raccolta delle firme sono legiferate dalla legge ordinaria, non dalla Carta costituzionale), ma perché questa cifra costituiva un reale motivo di discussione popolare e quindi un sentimento comune di un certo peso e meritevole di essere sottoposto a referendum. Non rileva neanche che il limite del quorum, spid o non spid, rimanga: questo è lo scoglio più grande per verificare la volontà della maggioranza degli italiani, e in passato alcune volte ha visto purtroppo l’alleanza tra non voto e conservatori. Non rileva a questa élite del nuovo (o del vecchio?) millennio che 500mila persone siano 500mila persone anche dietro lo spid: se così non fosse bisognerebbe informare subito l’agenzia delle entrate e obbligare alla compilazione a mano di 730 ed F24, perché viziati in quanto assente la reale volontà dei cittadini-contribuenti.

L’élite dei soliti noti e pochi costituzionalisti, più qualche opinionista come Calenda, deve spiegarla bene questa cosa: se la volontà del cittadino espressa senza spid è meritevole di essere valutata pienamente, con l’orribile spid perché sarebbe assente/ridotta o superficiale o addirittura banale? Firmare ad un banchetto perché braccato dai radicali uscendo dalla Coop con i sacchetti della spesa ha un peso maggiore rispetto a loggarsi su uno specifico sito e dare adesione (e certificarla con la propria identità) ai punti proposti? Tutte queste discussioni inoltre distolgono lo sguardo dalla realtà: per la presentazione dei “referendum” su cannabis ed eutanasia hanno firmato centinaia di migliaia di cittadini in poche settimane, senza copertura mediatica, sul referendum contro la caccia mancano all’appello ancora centinaia di migliaia di firme. Come mai? Forse la volontà popolare e diffusa su certi temi invece che su altri è l’unica questione centrale che muove “il popolo”? E, piccolo spoiler, pure sul green pass vedremo un flop nonostante lo spid e nonostante la sciocca visibilità mediatica data ai no vax.

I sondaggi mostrano che nella stragrande maggioranza dei cittadini c’è piena consapevolezza sul tema dell’eutanasia – soprattutto – e sul tema della cannabis. Piena consapevolezza che in parlamento non c’è mai stata: non a caso questi referendum vengono presentati solo perché dopo 20 anni di discussione (con fondamentali contributi di Gasparri e Giovanardi ed un silenzio assordante – che ahinoi perdura – di parte della sinistra) in parlamento hanno fatto melina. Ancora più inconcepibile il tema dell’eutanasia: è la Corte stessa che a più riprese ha auspicato un intervento del legislatore. Sarebbe assurdo, oltre che ridicolo, vedere il parlamento esprimersi prima sulle restrizioni referendarie da spid che sull’eutanasia. Questo sì che sarebbe un grave danno alla democrazia.

Che la brigata anti-spid non capirebbe perché si vanterebbe di avere salvato il Paese dall’antipolitica. 

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