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TUTTI SUPER TRANNE I BOYS

Quanti di voi hanno appoggiato quella Hollywood (o quel cinema europeo) contrariata dal cinema superhero? Scommetto che se fossimo in una sala vedrei più di una mano alzata.
E invece quanti di voi ne difendono la produzione? Molte mani alzate nella sala.


Io adoro i supereroi, leggo spesso i fumetti e conosco le vecchie storie DC e Marvel. Molti anni fa (decisamente troppi), mi trovavo a chiedere i miei euro 3,50 settimanali per comprarmi le ristampe di “The Amazing Spider Man”, e l’ultima collana letta è stata quella di “Silver Surfer”, sempre opera del caro Stan Lee e il fidato Steve Buscema.
Ma perchè mi trovo a far parte della nicchia contraria ai film di supereroi? E perchè molti si chiedono come sia nato questo astio?
Mi pare che nella sala qualcuno abbia bisbigliato che quei film sono solamente un’accozzaglia di effetti speciali senza un contenuto ben modellato…come dare torto a quella persona, ma la risposta è un’altra, e per adesso la chiameremo X.
Qualcuno nella sala ha già capito di chi o cosa stia parlando?
Nel tempo ho sentito molte persone parlare di X, definendolo come la causa della caduta dell’industria audiovisiva degli ultimi anni.
X, agli esordi era grande e potente. Col passare degli anni e di quelli che furono gli anni ’80, si è espanso ancora di più, acquistando un potere non indifferente, tanto da comprarsi i più grandi e influenti marchi del mondo; con la stessa ingordigia di un gigante dentro un villaggio.
Non è ancora il momento di nominare X col suo nome, torniamo a parlare di super eroi, parliamo di “The Boys”.
Serie televisiva di produzione americana che avete la possibilità di vedere su AmazonPrime Video.
C’è un mormorio nella sala, qualcuno di voi ne ha sentito parlare?
La serie in questione racconta una società in cui i “super” sono presenti nella nostra vita come lo sono gli influencer, le star di Hollywood, calciatori o altri personaggi pubblici. I più importanti e potenti, ma sopratutto famosi, risiedono all’interno di un’enorme strutta chiamata Vought che organizza le loro rassegne stampa, incontri, casting per film etc. La Vought è il loro ufficio, la loro fonte di guadagno ma anche il loro nido protettivo; spesso, capita che qualcuno di questi super commetta qualche errore per sbadataggine: incidenti e omicidi di vittime. Ma la figura dell’eroe è troppo importante da incriminare, così questi episodi vengono nascosti al pubblico.

Dove inizia la serie? Inizia proprio quando le vittime, stanche di queste ingiustizie oscurate, decidono di farsi giustizia con i propri mezzi.
Hughie è un giovane a cui viene accidentalmente uccisa la ragazza da un super. La sua vita cambierà nel momento in cui incontrerà Butcher, un tipo violento e misterioso che si spaccia per federale alla ricerca del giusto modo per incriminare la Vought. Ai due si alleeranno altri personaggi, tra cui dei super.
Molti di voi avranno già ripercorso le coloratissime pagine di “Watchmen”, caposaldo delle graphic novel firmato Mr. Alan Moore. Ma “The Boys”, tratto a sua volta da una collana di fumetti ideata da Garth Ennis e Darick Robertson, arriva in un momento decisamente importante per noi.
Il capolavoro di Moore, già nel 1986, aveva preannunciato la caduta degli dei, di come i fattori legati alla fama e al potere fossero nocivi per chi ha più potere e ricchezze di noi. “The Boys” ce lo ribadisce in un momento in cui la discesa dei valori umani è già cominciata. Ci tiene svegli e attenti, legati allo schermo con la speranza che coloro che rappresentano il bene perdano, falliscano e muoiano nei peggiori dei modi.
I nostri supereroi sono stati comprati/creati da multinazionali che investono soldi sul potere di un simbolo o del personaggio, non sulle qualità umane.
Ad esempio: la Vought, nel primo episodio, mostra come siano aumentati i loro guadagni grazie alla produzione di film sui propri super, ma anche grazie ai parchi tematici Vought (ne viene citato uno poco lontano da Parigi) o al continuo merchandising.
Eccoci di nuovo al fattore X, perchè “The Boys” è una serie che vede il piccolo individuo combattere contro corporazioni che hanno schiavizzato e stuprato l’immaginario collettivo di ciò che è, o è stato, super.
Avete capito chi si nasconde dietro la X? è spesso rappresentato da un topo con pantaloncini rossi e orecchie enormi… X è la nostra amata Disney.

Se ci armiamo di una lente macro, non c’è bisogno di un attento cinefilo per notare che la scelta di regia, dei costumi, la fotografia e pure il montaggio sono sufficienti a intrattenere lo spettatore senza troppe esaltazioni. Stiamo parlando di una delle tante serie televisive con lo stesso formato architettonico di altre serie e film americani. Ma il contenuto, se saputo leggere tra le righe, è più potente di qualsiasi altro prodotto audiovisivo mainstream degli ultimi tempi.
E’ sconvolgente come gli episodi (dalla durata di 60 mins circa) riescano a trasudare la denuncia dell’industria cinematografica autoriale nei confronti di un’industria dell’intrattenimento che ha perso la vera missione e, in particolar modo, la sua anima!

Trovo interessante come “The Boys” provi a ribaltare l’oggettività dell’attuale realtà, adesso che la maggior parte di titoli attesi sono proprio film tratti dall’universo Marvel e, le tematiche più a cuore dei giovani, ma non solo, sono proprio le iniziative sociali come il movimento metoo o l’emancipazione nei confronti di ciò che è chiamata “comunità” e non “umanità” LGBT.
Tutti questi fenomeni sono stati presi e buttati nel calderone pulp di questa serie, mostrando così l’ipocrisia che, divinità come X, ci inietta ogni giorno con immagini, video e volti dei nostri più amati eroi di cui le parole, oramai, sono precedute da un # .

Voi ancora seduti in sala, è il Futuro a parlarvi: non renderemo un brand le vostre idee, ma voi stessi.

Questo è un fenomeno in crescita in tutto il globo, ma nasce dove ogni ambizioni viene meccanizzata da una fabbrica di vampiri assetati di dati: l’America.
E “The Boys” rispecchia la pura e semplice faccia americana, quella che nessuno di noi ama e teme maggiormente, ma lo fa usando le stesse armi che X usa con noi, solo in maniera inversa. E funziona.
Due stagioni (per ora), solo sedici episodi (fortunatamente) per assistere con goliardico divertimento come il paladino vestito di bandiera stelle-strisce sia falso, malefico, egoista e viziato, o come le lobby spirituali e mediatiche riescano a influenzare la maggior parte di noi, portandoci al disordine sociale che stiamo combattendo senza capirne la natura. Dopotutto, ciò che non ci piace dell’America è solo un riflesso di ciò che non ci piace del mondo.

Un dubbio elementare ma non scontato sorge a questa conclusione dell’articolo. Perchè giustiziare nomi come puo’ essere quello di Disney, e non quelli come Amazon?
Jeff Bozes non è forse un white-collar a capo della più grande azienda di commercio online?

La realtà è che Amazon Prima Video puo’ permettersi di produrre una serie anticapitalistica perchè io continuerò ad usare Amazon.

E’ uno scambio di beni e necessità che lo stato attua con il popolo dai tempi delle crociate. Chi crea beni crea automaticamente necessità. I beni costano, ma le necessità portano soldi.

Qualcuno in sala si ricorda del film “Quinto Potere”?
Quello sì che era cinema!

The Boys” è un prodotto Amazon che mira ad abbattere Amazon stesso, ma è necessario affinché l’industria viva. Non smetteremo mai di usufruire dei servizi di aziende come Amazon e, il nostro contributo verso di queste, aiuterà la nostra società ad evolverci.
Non dico sia bello, perchè non lo è ideologicamente parlando, ma è il tipo di evoluzione che abbiamo deciso di intraprendere molti anni fa…

Ma è giusto sostenere prodotti come “The Boys”, i quali argomentano la situazione artistica e intellettuale che avviene dietro le macchine da presa, proprio attraverso l’antitesi dello stesso prodotto: una serie su dei ribelli pronti a scatenarsi contro le ingiurie di super eroi, guardiani di più città e capitanati dalla potente e famosissima multinazionale Vought.
Questa è “The Boys”, dategli un’occhiata.

Personalmente, Butcher non è uno dei miei personaggi preferiti, ma ci accomuna una cosa: ad entrambi è stato strappato un amore importante. La Vought ha rapito sua moglie, la Disney ha rapito i miei Simpson.

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