Michele Ceci

Classe 2002, si è diplomato al Liceo Linguistico. Studia Scienze internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università di Milano. Va pazzo per la radio, il buon vino, le ostriche e le città tedesche. Aspira a vivere di scrittura e, forse per questo, considera suoi mentori uno scrittore, Albert Camus, e un giornalista, Indro Montanelli. Funambolico polemista, è ancora alla ricerca di un sottilissimo fil rouge fra liberalismo nazionale e gollismo, ma resta in fondo e soprattutto uno scanzonato umanista. Per AlterThink, ha condotto il podcast "La Minestra degli Esteri" e si occupa occasionalmente di attualità dei media, politica estera, storia e letteratura.

“A TAVOLA, È PRONTA LA MINESTRA!”

Il punto sulla settimana che va concludendosi e un anticipo di quella che si annuncia: La Minestra degli Esteri – il podcast firmato AlterThink – è servita. Alla base dell’idea, una domanda: perché non portare al nostro pubblico, ogni settimana, giornali poco citati nelle rassegne stampa nostrane, notizie accantonate dai nostri media, realtà condannate all’opinionismo strampalato? È possibile “sintonizzarsi” sul mondo che cambia? Insomma, provare a leggere l’attualità internazionale tramite
1 Aprile 2022

Media pubblici e privati, una nuova querelle politica in Europa?

“I francesi non hanno più bisogno di finanziare la propaganda immigrazionista e woke di France Inter, che non esita a insultare le persone non allineate” tuona zelante Éric Zemmour, ex tribuno televisivo, oggi lanciatosi a capofitto nella corsa all’Eliseo. “Restituiremo ai francesi 2,8 miliardi di canone televisivo” lo segue a ruota Marine Le Pen. Da qualche mese, l’avversione alla radiotelevisione pubblica sembra essere infatti diventata lo sport nazionale prediletto dai
23 Febbraio 2022

Raymond Aron e quel libro-Cassandra che turbava la gauche

Il sociologo Raymond Aron propone, con “L’oppio degli intellettuali”, una pugnace demistificazione delle giustificazioni addotte da una casta di intellò “progressisti” al solo fine di conferire una sorta di “legittimazione” alla “religione secolare” del comunismo. Pubblicato agli albori delle grandi tensioni fra USA e URSS, questo lungo saggio non tradisce che pochissimi segni d’obsolescenza; consegna, invece, un sano esercizio polemico ai maître à penser delle sinistre occidentali, offrendo acute –
6 Gennaio 2022

Éric Zemmour, se un polemista reazionario sogna l’Eliseo

Urticante, divisivo, smaccatamente antipatico: l’editorialista e scrittore, fresco di un fruttuoso ritorno in libreria, aspira – neanche troppo candidamente – a porsi al timone di una scuola ultraconservatrice nata “all’ombra” della dinastia Le Pen. Le prospettive di una sua possibile candidatura alle presidenziali terrorizzano Marine, mentre dalla sinistra promettono una mozione per impedirne l’ascesa politica. E su Twitter già spopola l’hashtag #zemmouroides. L’ufficializzazione? Potrebbe arrivare a giorni. Giovani e anziani
12 Novembre 2021

Quel “fronte centrista” s’ha da fare. Idee

Lavorare “a metà strada” si può: a dimostrarlo è la storia. Come? Ripartendo dalle idee, non dalle accozzaglie per tutte le stagioni. Scelte nette in senso liberale e autonomia dalla “vecchia politica” non possono che stare in pole position fra i cardini di un nuovo fronte, orgogliosamente “centrista”. Spunti d’idealismo per un laboratorio moderato nelle idee ma distintivo nei concetti. Con consigli non richiesti a Carlo Calenda.  “Serve un fronte
29 Ottobre 2021

Albert Camus, giornalista impegnato fra l’etica e la morale

Quali sono gli obiettivi e i doveri di chi occupa uno spazio nei media? Che cosa distingue un giornalista da un cortigiano? L’autore de “Lo Straniero”, premio Nobel 1957, non avrebbe scelto questa strada. Intraprese la professione per caso. Non negava di avere delle idee. Nell’esercizio del mestiere, tuttavia, le rimetteva sempre al servizio della verità e della libertà. Gli articoli del “giornalista” Camus consegnano agli aspiranti una preziosa lezione
13 Ottobre 2021

Ma a Berlino che giorno è?

Le imminenti elezioni federali tedesche rappresentano un cruciale appuntamento con la storia. Destinato, qualunque sia l’esito delle urne, a segnare una svolta. La posta in gioco? Le sorti dell’Unione Europea. E quelle dell’Occidente. Ho recentemente avuto l’occasione di visitare le prime tre città tedesche per numero di abitanti: Berlino, Amburgo e Monaco di Baviera. In vista delle elezioni federali tedesche calendarizzate per il 26 settembre, ho tratto in quest’articolo una
13 Settembre 2021