Chris Yunker/Flickr
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IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL PALIO DI SIENA

Parte 2 – I Preliminari

Continua il nostro viaggio carteceo alla scoperta di Siena e del Palio. Se siete sopravvissuti allo scorso pezzo, alla temibile chiacchierata introduttiva di settimana scorsa, complimenti vivissimi. Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio spassionatamente di recuperarlo, molti concetti si richiamano di articolo in articolo. Vi chiedo scusa se mi sono dilungato in dettagli, ma si sa, quando qualcosa appassiona è difficile tenersi a freno. In ogni caso, penso fosse giusto e interessante delineare bene il contorno.

Ora cercheremo di scendere più nel particolare. Ho intenzione di vivere insieme a voi tutto il processo di avvicinamento alla carriera, tappa importante per tappa importante. Sono sicuro che sarà un’esperienza suggestiva!

L’ ESTRAZIONE

Piazza del Campo

Sera dell’ultima domenica di maggio/della prima domenica successiva al Palio di luglio

Il processo di selezione delle contrade che corrono ogni Palio si basa sulla volontà che ogni popolo possa correre almeno una carriera ogni due anni. Esso si compone di un connubio di buona sorte e di atti di regolamento. Ogni Palio verrà corso da dieci contrade sulle diciassette totali: le sette che non avevano preso parte alla carriera omonima (luglio per luglio, agosto per agosto) dell’anno precedente, e da altre tre estratte a sorte. L’estrazione è un momento molto sentito dai contradaioli, che si affollano sotto le trifore del palazzo Comunale, dove vengono esposte le bandiere delle contrade sorteggiate, una ad una.

E’ consuetudine vedere i popoli scelti correre esultanti sotto la propria bandiera e dare sfogo alla propria gioia in ogni modo possibile. Nel caso di Palio Straordinario, ovvero di una corsa ulteriore alle normali due, indetta per celebrare un particolare evento, tutte e dieci le contrade partecipanti verranno selezionate a sorte.

LA TRATTA

Piazza del Campo

Mattina del 29 giugno/13 agosto

E’ il primo degli eventi dei Quattro giorni del Palio. A seguito di mesi di prove, allenamenti e test, i Capitani delle contrade selezionano un lotto di dieci cavalli, che saranno poi assegnati alle dieci che si giocheranno la corsa. L’intento è quello di formare una diecina ben bilanciata, possibilmente senza eccellenze isolate, di modo da garantire a tutti di avere una possibilità di cogliere la vittoria. Inoltre, questo è anche un teatro molto importante per i fantini, che possono mettere in mostra le proprie qualità e sperare di “fare colpo” su alcune dirigenze di contrada.

Alle 12 il Sindaco di Siena estrae a sorte le accoppiate cavallo-contrada. La Piazza è già gremita, e tutti sperano di accaparrarsi il bombolone, ovvero un cavallo generalmente con esperienza di anni di Pali, potente e calmo, capace e affamato. In propria rappresentanza, ogni popolo invia un proprio contradaiolo, considerato particolarmente fortunato, agghindato in abito da festa per attirare la grazia della sorte.

Una volta estratto, il barbero (così viene chiamato il cavallo da corsa a Siena) viene consegnato al barbaresco, e accompagnato nelle stalle della contrada, seguito dal popolo, più o meno festante a seconda del suo palmarès. Da questo momento si susseguono, ogni sera e ogni mattina, delle prove di carriera, dove le contrade testano il rapporto fantino-cavallo. Mentre la monta è modificabile dalla dirigenza fino alla mattina della corsa, il cavallo non può essere sostituito, in nessun modo. Quindi questo vuol dire anche che un infortunio del cavallo sia l’unico motivo possibile per cui una contrada rinunci al Palio.

Cavallo e popolo della Pantera di ritorno da una delle prove.

LA PROCESSIONE DEI CERI E DEI CENSI e LA BENEDIZIONE DEL PALIO

Strade della Città, Basilica di Santa Maria di Provenzano/Duomo,

30 giugno/14 agosto

La processione, che si tiene solo in agosto, è un momento davvero memorabile e intenso, e vede ogni popolo offrire in voto dei ceri sul presbiterio del Duomo. In occasione di entrambi i Pali invece avviene la benedizione del “cencio” nella basilica corrispondente.

LA CENA DELLA PROVA GENERALE

Piazze principali delle contrade che corrono

Sera del 1 luglio/15 agosto

Gli interi popoli delle contrade in lizza per il Palio prendono parte ad una grande cena organizzata dalle dirigenze. Su un palco d’onore, assieme agli amministratori, siede il fantino. Al suo fianco, con proprio banchetto personalizzato, il cavallo. Durante la cena si canta, si prega, si cerca di attirare la buona sorte. Al suo termine, Capitano e Mangini si recano in gran segreto a parlamentare con le dirigenze delle contrade alleate, se presenti in Piazza, per accordarsi su favori e ostruzioni da applicare il giorno successivo, in gara.

LA MESSA DEL FANTINO, LA PROVACCIA e LA PRESENTAZIONE DEL GIUBBETTO

Cappella di Piazza del Campo e Palazzo Comunale

Mattina del 2 luglio/16 agosto

Alla presenza dei Capitani e dei Fantini si tengono in sequenza: una Messa presieduta dall’Arcivescovo di Siena, l’ultima corsa di prova, detta Provaccia a causa dello scarso impegno richiesto ai cavalli, per evitare infortuni, e la presentazione ufficiale delle accoppiate definitive contrada-fantino, che da questo momento non potranno più essere cambiate.

LA MESSA DEL CAVALLO

Cappella di contrada

Primo pomeriggio

Il Correttore, circondato da popolo e dirigenza, benedice cavallo e fantino (sì esatto, un cavallo in chiesa), chiudendo la celebrazione con il celebre urlo di incitamento: “*nome del cavallo*, Va’ e torna vincitore!

IL CORTEO STORICO

Comincia poi la vestizione delle comparse. Ogni anno centinaia di contradaioli sognano di poter indossare gli abiti tipici con i propri colori, sfidando il caldo estivo soffocante per molte ore pur di rappresentare la propria appartenenza in Piazza. Per un senese la montura è la vera pelle. Durante tutto l’anno si indossa una maschera.

Solo pochissimi vengono scelti per sfilare, in quest’ordine. Un tamburino, due alfieri sbandieratori, un impersonificatore del “Duce” di contrada affiancato da due uomini in arme, un paggio maggiore con l’insegna della contrada, due paggi con le insegne delle compagnie militari, il fantino in tenuta di gala su un grosso destriero da parata e il barbero con il barbaresco a chiudere (ovviamente solo per le contrade che corrono).

Tutti i popoli ci tengono fortemente all’eleganza e alla raffinatezza, anche quelli che non sono in gara per la conquista del “cencio”. Esiste infatti un premio per la contrada meglio presentatasi, con i costumi giudicati più meritevoli e dettagliati, il Masgalano. Consiste in un vassoio, piatto o scultura in argento sbalzato, generalmente sponsorizzato da enti pubblici, associazioni o gruppi storici di Siena.

Il Corteo parte dalla sommità della città, Piazza del Duomo, per poi discendere lentamente per le strade del centro fino a Piazza del Campo. A chiudere la lunga sfilata vi è il Carroccio, grosso rimorchio trainato da quattro enormi buoi che trasporta il Drappellone. Una volta che tutti i monturati si sono sistemati in piazza, e il Palio è stato issato vicino alla Mossa, la zona di partenza, siamo davvero vicini all’inizio delle operazioni.

LA SBANDIERATA DELLA VITTORIA

Campo di gara

Attimi prima dell’inizio della corsa

Detta anche “Sbandierata finale“, è una tradizione introdotta per la prima volta in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Per ogni contrada, il tamburino e un solo alfiere prendono posto uno di fronte all’altro sull’anello di gara, poi lo sbandieratore lancia in aria il vessillo in segno di festa. Questo è un altro delle decine di riti scaramantici attorno all’evento del Palio. Si dice che chi lancerà più in alto la bandiera, o per ultimo, o per primo, abbia più possibilità di vincere. Quel che è certo è il fatto che sia un ulteriore momento di spettacolo incredibile, dove il cielo per un attimo si riempie di colori e di drappi garrenti al vento. Davvero impattante.

Ora però, i convenevoli sono davvero finiti. Ci siamo. E’ arrivato il momento di fare sul serio.

Continua…

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