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LA “SOCIETÀ CONFESSIONALE” E I SUOI NARCISI

Gli Stoici dicevano che ci si deve applicare e ritirare in sé stessi, e lì dimorare. Figure come Seneca e Marco Aurelio non avrebbero di certo patito un’imposta quarantena, né tantomeno un distanziamento sociale. Con quel loro terapeutico e svariato scrivere: annotare riflessioni su sé stessi da rileggere in seguito, comporre lettere indirizzate ad amici per aiutarli, tenere taccuini. Serbavano viva la propria interiorità. Con quel loro scrivere a mano,

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