Giordano Rossoni/Unsplash
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LIBERI, OLTRE IL PANDORO

Oggi è l’8 dicembre, giorno inutile come gli altri di questo mese che passeremo in una specie di LockdownSemaforo Edition”. Tutto ciò è abbastanza strano, in quanto dicembre è tendenzialmente un mese di svago: Natale, 13esima, Vacanze, chiusura del bilancio d’esercizio e quindi Capodanno.

(N i c o l a/Flickr)

Restando a casa rimane molto tempo per pensare, ahimè travolti anche un po’ dalla malinconia. Ma noi italiani, quando tutto sembra caderci addosso, siamo i più bravi a reagire. Un esempio? Beh, che dire del gol di Materazzi dopo quella ciofeca di rigore di Zidane? Che dire della rivincita del Milan contro il Liverpool dopo la clamorosa disfatta del 2005? E che dire di come ci siamo incredibilmente ripresi dopo la crisi finanziaria del 2007-2008?

Insomma, dai, siamo un popolo infallibile! Vorrei quindi che noi tutti sfruttassimo questo periodo di tranquillità per concentrarci su un tema che troppo spesso viene sottovalutato nel dibattito pubblico e politico. E non sto parlando delle solite cavolate che alcuni politici vogliono farci sembrare importanti, come debito pubblico, mancata crescita e produttività, dimensione media delle imprese ridicola, discriminazioni razziali e di genere, analfabetismo funzionale e crisi demografica. Queste sono tutte bufale che i politici usano contro di noi per alzarsi lo stipendio.

Io vorrei concentrarmi su un problema che da anni è rimasto irrisolto. È raccapricciante che un Paese glorioso come il nostro permetta la produzione del Pandoro. Ma esiste seriamente qualcuno che dopo i 15 anni mangia ancora il Pandoro? Ma siamo seri? Quell’ammasso di zuccheri inutili è roba per neonati, questo è risaputo. Immagino che i numerosi fan del pandoro ora si lamenteranno, ma lasciate che io vi faccia una domanda: perché i più grandi pasticceri del mondo fanno solamente il Panettone?

Dai, è palese che il Panettone (sì, anche quello con i canditi) sia notevolmente più buono di quel “mapazzone” che è il Pandoro. Ci sono i canditi, ha una crosta molto più consistente e sensata, una forma molto meno cringe e non ha bisogno di un’intera busta di zucchero in polvere per sembrare buono. Immagino che alcuni di voi staranno pensando “eh ma sul pandoroh ci puoi versare la Nutella e la crema pasticcerah!11!!1!1”. A queste persone vorrei solo far notare che anche un peperone crudo sarebbe buono con quel ben di Dio spalmato sopra.

Ora che questo debunking sul Pandoro è terminato (sono bastate poche righe), segnando una netta e ovvia vittoria del Panettone, vorrei uscire allo scoperto con una proposta politica: tutte le aziende che producono pandori devono essere chiuse dallo Stato, e tutti i dipendenti delle stesse reindirizzati in fabbriche che chiameremo “Panettonerie di Stato”. Il liberismo ha rovinato l’Italia e l’Europa, è arrivato il momento dello Stato Imprenditore. Aggiungo che, qualora la Panettoneria di Stato andasse in perdita, questo non sarebbe assolutamente un problema! La finanzieremo con più deficit, e poi a fine anno cancelleremo il debito pubblico, perché tanto l’inflazione è una invenzione giornalistica durata fin troppo.

Spero che possiate passare questi restanti giorni di dicembre a riflettere su quanto vi ho appena detto. Abbiamo l’occasione di scegliere tra il baratro e la rinascita. Questi mesi di clausura dovranno essere utilizzati per vedere la luce in fondo al tunnel, per riportare l’Italia dove merita. Solo usando la testa e informandoci potremo uscirne. Mangiare, e mangeremo!

4 Comments

  1. Veramente spassoso, un po’ di ironia ci voleva in mezzo a tutta questa retorica mielosa e insopportabile, grazie!

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