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IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL PALIO DI SIENA

Parte 3 – “Fantini, a cavallo!” Il silenzio nel cortile interno del Palazzo del Comune è totale. I barbareschi coccolano per l’ultima volta I cavalli, e sbrigano le ultime preparazioni. I fantini stanno ognuno per sè. Chi prega, chi pensa, chi parla con la dirigenza per le raccomandazioni finali. All’improvviso il brusio viene rotto da un vigile urbano, con tre parole, semplici e ben chiare. “Fantini, a cavallo!”. Sono finiti

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IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL PALIO DI SIENA

Parte 2 – I Preliminari Continua il nostro viaggio carteceo alla scoperta di Siena e del Palio. Se siete sopravvissuti allo scorso pezzo, alla temibile chiacchierata introduttiva di settimana scorsa, complimenti vivissimi. Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio spassionatamente di recuperarlo, molti concetti si richiamano di articolo in articolo. Vi chiedo scusa se mi sono dilungato in dettagli, ma si sa, quando qualcosa appassiona è difficile tenersi a freno.

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IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL PALIO DI SIENA

Parte 1 – Benvenuti a bordo Era dal 1944 che non accadeva. Un anno intero senza il Palio di Siena. Settantasei anni sono passati. C’è voluto un nemico invisibile per fermare questa festa. E credetemi, per chi la vive da dentro, tipo il sottoscritto, la cosa pesa. A Siena si dice sempre che il Palio è tutto l’anno, ma quelle due corse fanno la differenza.  Ecco perchè, ho pensato, questa

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PERCHÉ IN ITALIA DI CULTURA NON SI MANGIA

Partiamo direttamente dalla stilettata, giusto per levarci il pensiero. Di Cultura in questo paese non si vuole mangiare. E per chi ci lavora, tipo chi scrive, prenderne atto è tremendamente desolante. Solo Tremonti ebbe il coraggio di dirlo apertamente, ma si parla ormai già di qualche tempo fa. Quindi penso sia arrivato il momento che noi “interni” ce lo ricordiamo ancora una volta, da soli. Sono anni che si discute,

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REQUIEM AETERNAM – A EZIO BOSSO

Sergiu Celibidache diceva sempre che qualsiasi modo di articolare a parole il dolore sia inadeguato. E c’aveva ragione. Come si fa a scrivere un biglietto di condoglianze ed esprimere esattamente quello che si prova? Non si può. Un “Mi dispiace”basta davvero? Un “ti sono vicino” conforta veramente quanto vorremmo? No, assolutamente no. Per questo sono francamente in difficoltà. E quindi, visto che tutto quello che si dirà sarebbe comunque troppo