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DIRE NO, MA NON IN PIAZZA

Ci si prova sempre: arginare a valle nella speranza di far dimenticare che sta a monte il problema. Mettere delle rotelle ai grattacapi nella speranza che vadano e scivolino provvidenzialmente nel verso giusto. Così si tentò di far passare la riforma della prescrizione come una ristrutturazione globale della giustizia, così ora l’oggetto di un referendum che si limita a fissare ad una nuova cifra il numero dei parlamentari viene spacciato

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LA GENERAZIONE DEGENERATA

In un momento storico paurosamente lontano l’Italia era una terra ricca di cittadini con un’educazione politica almeno basilare, gente fedele ad un ideale e schierata tra le fila di un partito, anche i meno informati avevano una coscienza e potevano sentirsi rappresentati da chi cercava (o diceva di cercare) un modo per dar loro voce. Questa idea di Democrazia era tipica della Prima Repubblica: orientamenti decisi e grandi masse di

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GLI ASSOLUTI STANCANO

Ragionare per assoluti è effettivamente proficuo per il dibattito pubblico? Chi parla di pensiero unico sembra cosciente di pensare con un unico pensiero incapace di ascoltare l’altro? Un pensiero diretto. Sollevare la questione. Ha davvero senso ragionare per assoluti? Credo di no, ma questo è solo il mio pensiero. Chiederanno i più: “cos’è un assoluto?”. La mia risposta è molto secca, forse non ancora abbastanza ponderata. Un assoluto è un

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CHE AMERICA SARÀ?

Gli Stati Uniti si trovano nell’occhio del ciclone: primo paese per numero di contagi e di morti per Covid-19, una difficile situazione economica, diseguaglianze socio-culturali sfociate nelle proteste del BLM. In questo scenario a novembre ci saranno le presidenziali: che America sarà quella del prossimo futuro? Gli Stati Uniti si trovano al centro degli interessi di analisti, politologi e sociologi di tutto il mondo: i mesi che seguiranno, infatti, saranno

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SoprUSA – LA CONTRADDIZIONE D’OLTREOCEANO

Su queste frequenze, nemmeno molto tempo fa, si discorreva di come negli Stati Uniti non esista un concetto di “Epica”, che irrora invece la storia europea e italiana, su tutte. Si è evidenziata anche però la necessità di averne una, o di costruirsela, quanto meno, affidando, là dove possibile, allo sport o all’arte questo ruolo. Il fatto da cui si vuole partire, in virtù di questa premessa, è la straordinaria

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L’EREDITA’ DI BERLINGUER

Se è vero che la Storia non ha scolari, è anche vero che le grandi personalità non hanno eredi. Viene dunque facile impossessarsi del lascito di queste figure anche per chi non ha niente a che spartirne, come capitato alcuni giorni fa con il leader dell’estrema destra italiana autoproclamatosi erede dell’ultimo grande leader della Sinistra Enrico Berlinguer. Nell’era post ideologica e di quella che alcuni chiamano della post-verità, caratterizzata dal

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ITALIANO TRASFORMISTA: LA POLITICA FRA IDEALI E COMPROMESSI

Scriveva Montanelli: il trasformismo è “l’arte del fare di ogni nemico un amico e viceversa”. Bistrattata e malvista, oggi, poiché della sua origine storica e del suo tratto caratteristico, il nobile compromesso, principale abilità della politica quale pratica del possibile, quest’arte conserva ben poco. Infatti, oggi, anche se non ci puzza poi così di marcio, si riduce al procrastinare ogni cosa per non disturbare qualcuno, per mantenere la carica, ai

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TAGLIO DEI PARLAMENTARI O DELLA RAPPRESENTANZA?

Tra il 20 e il 21 settembre avrà luogo, in un clima di forti polemiche, l’Election day, una tornata elettorale unica che accorpa, per la prima volta nella storia repubblicana italiana, elezioni amministrative, comunali, suppletive e, ultimo, ma non per importanza, il referendum confermativo riguardante la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari. L’articolo 138 della costituzione prevede la possibilità di richiedere un referendum confermativo entro tre mesi dalla pubblicazione della