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NON ABBIAMO BISOGNO DI ETICHETTE

Io, come immagino tutti voi, sono cresciuto con la convinzione di dovermi catalogare, inquadrare in modo preciso nel political compass. Sono socialista? Conservatore? Liberale? Comunista? La risposta a queste domande non cambia solo da persona a persona, ma anche con il tempo. Il complesso di idee su cui reggiamo la nostra vita, appunto l’ideologia, muta (per fortuna) assieme alla vita stessa. A meno di essere fedeli ad un’ideologia, ogni individuo

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CORINALDO: IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

Guardando i commenti sui social delle più importanti testate giornalistiche italiane dopo la dedica di una piazza di Cinisello Balsamo al rapper Sfera Ebbasta, la situazione è delirante. Perchè dedicare una piazza ad un ragazzo di ventisette anni? Perchè non dedicarla a qualcuno di più meritevole? Ma soprattutto, perchè dedicarla all”’assassino di Corinaldo”? L’accusa mossa da molti è quella di aver riaperto, con questa decisione, le ferite delle famiglie colpite

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GIORNALISTI DA MONDI PARALLELI, TRUMP L’EMISSARIO E VACCINI

«He only won in the eyes of the FAKE NEWS MEDIA». Ci risiamo, Donald Trump inventa il mondo ininterrottamente. E però è interessante, questa cosa degli occhi. Come a dire che la verità sia solo questione di prospettive. E non sono mica pochi quelli che vestono lo sguardo di The Donald. E allora mi sono chiesto se forse non sia il caso di smettere di dire che esistano delle fake

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GLI ITALIANI E LA VARIABILE DEL METRO DI DISTANZA

La mente degli italiani ha un grosso problema: dispone di un hard disk estremamente limitato. E a causa di questa sua deficienza, s’affanna a cancellare le informazioni passate per fare spazio a quelle più recenti. Mica è colpa nostra se ci hanno fatti con dei gigabyte in meno. Ma la colpa è nostra se non facciamo nulla per fare in modo che le informazioni che cestiniamo siano almeno quelle più

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SALUTE PUBBLICA ED ETICA: CHI HA DIRITTO A COSA? (PARTE II)

Fino a che punto le persone più a rischio a causa del covid-19 hanno un diritto—inteso come la facoltà di far valere un’obbligazione sulle loro controparti—ad essere tutelate a scapito di chi è meno a rischio e si vede penalizzato dalle misure di contenimento? Nella prima parte di questo post, dopo aver stabilito la “naturale eticità” del diritto di proprietà di ogni essere umano sul proprio corpo e sulla propria

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SALUTE PUBBLICA ED ETICA: CHI HA DIRITTO A COSA? (PARTE I)

Anche con la certezza tecnico-scientifica che il lockdown fosse la soluzione migliore per contenere la diffusione del covid-19, ci troveremmo comunque di fronte ad una questione filosofica di fondo: fino a che punto è legittimo per la collettività esercitare una pressione coercitiva sul singolo individuo? Tra le tante questioni politiche che stanno testando—e continueranno a testare—la tenuta dei modelli socioeconomici ed istituzionali dell’Occidente, vi è il problema dei lockdown e

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DOMANI RISSA, CHE BELLO

Non è bastata la tragedia. No. È stato necessario trovare immediatamente un capro espiatorio, così da scatenare i social. Quelli lì s’ascoltavano tutto il giorno musica dai testi sguaiati, violenti, maschilisti, al limite del “penale”. Erano fighters e avevano la «licenza» di dare pugni, calci e prodursi in prese da lotta libera. Si pompavano tutto il giorno all’insegna del culto del corpo e della forza bruta. Uccidere qualcuno è il

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UN FIUME DI OPINIONI

Una breve riflessione su come cambiare le nostre opinioni, per quanto fondamentale, non vada in accordo con altri aspetti dell’esistenza. Uno dei piaceri della nostra esistenza è conversare: quell’umana tendenza a far vibrare l’aria in maniera tale da suscitare una risposta nei nostri simili. Ora magari a vibrare sono gli schermi degli smartphone e una grande quantità di elettroni, ma l’effetto è lo stesso. Non solo strumento utilissimo ma anche